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Austin Killips prima donna transgender a vincere una gara ufficiale di ciclismo. Furiose polemiche: "È come il doping"

Austin Killips, la prima da destra
Austin Killips, la prima da destra 
L'atleta statunitense, nata uomo, ha conquistato il Tour of the Gila, in New Mexico. Inga Thompson, tre argenti mondiali su strada: "Stanno uccidendo il nostro sport. Tante ragazze lo abbandonano"
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Austin Killips, nato uomo a Chicago 27 anni fa ma nel frattempo divenuto donna, è diventata la prima atleta transgender a vincere una gara del calendario ufficiale Uci (Unione ciclistica internazionale). È accaduto al Tour of the Gila, in New Mexico, negli Stati Uniti. Killips si è aggiudicata il titolo arrivando prima nella quinta ed ultima tappa, vestendo anche la maglia di '"regina delle montagne" come miglior scalatrice. Un successo che ha riportato alla mente quelli di un'altra statunitense, Lia Thomas, la nuotatrice classe 1999 che, dopo aver gareggiato tra gli uomini, nel 2019 ha iniziato la transizione utilizzando la terapia ormonale sostitutiva ed è diventata una donna trans.

Inga Thompson: "Stanno uccidendo il ciclismo femminile"

La vittoria di Killips ha riacceso le polemiche sulle atlete transgender che gareggiano in eventi femminili. Inga Thompson, tre volte alle Olimpiadi con il team Usa, vincitrice di tre argenti in altrettanti Mondiali su strada tra il 1987 e il 1991, è stata la più critica, sostenendo che l'Uci "sta uccidendo il ciclismo femminile".

Austin Killips: "Troppe sciocchezze su internet"

Killips, che ha iniziato a correre nel 2019 e gareggia anche nel ciclocross, ha scritto su Instagram: "Dopo una settimana di sciocchezze su Internet, sono particolarmente grata a tutti coloro che nello sport continuano ad affermare che Twitter non è la vita reale. Voglio bene alle mie colleghe e avversarie. Sono grata per ogni opportunità che ho di imparare e crescere sia come persona che come atleta". "Austin è l'equivalente ciclistico di Lia Thomas", ha ribattuto Thompson, intervistata dal Telegraph Sport. Lo scorso anno Thomas ha vinto un titolo collegiale femminile degli Stati Uniti (che poi le è stato tolto), dopo essersi classificata 554 sima a livello nazionale nella equivalente categoria maschile.

Inga Thompson, alle Olimpiadi di Barcellona 1992
Inga Thompson, alle Olimpiadi di Barcellona 1992 
Alison Sydor: "Questa situazione non è diversa dal doping"

"Ci sono più di 50 donne transgender in questo sport – ha proseguito Thompson – e la loro presenza fa sì che, nell'indifferenza generale, molte  donne abbandonano l'agonismo: se ne vanno senza nemmeno provare più a protestare". Molto dura anche la reazione della canadese Alison Sydor, argento nel cross country ad Atlanta 1996: "La partecipazione di Killips alle gare femminili – ha detto – funzionalmente non è diversa dal doping".

Alison Sydor in azione, nel 1999
Alison Sydor in azione, nel 1999 

L'Uci: "Rispettiamo le regole ma possiamo cambiarle seguendo la scienza"

L'Uci ha difeso le sue regole, sottolinenando che "si basano sulle più recenti conoscenze scientifiche e sono state applicate in modo coerente". Ha aggiunto che "continua a seguire l'evoluzione delle scoperte scientifiche" e che "potrebbe cambiare i propri regolamenti in futuro con la loro evoluzione". Alle donne transgender era richiesto di abbassare i loro livelli di testosterone a 2,5 nmol/L per un periodo di 24 mesi prima di competere in eventi femminili. Nel 2022 l'Uci – sulla scia delle vicende della britannica Emily Bridges, una delle concorrenti transgender più forti nel ciclismo – ha inasprito le regole sull'ammissibilità, portando il livello a 5 nmol/L per 12 mesi.
 

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