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Giro d'Italia, Matthews vince la quarta tappa sotto la pioggia. Evenepoel resta in rosa

Michael Matthews
Michael Matthews  (afp)
Frazione complessa verso Melfi, con maltempo, nervosismo e cadute. La spunta l'australiano, che precede Mads Pedersen. Il belga intanto medita di cedere la maglia: "Indossarla è bello, ma il lavoro per tenerla è molto stressante". Ganna esce di classifica e prende un quarto d'ora
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MELFI - Una tappaccia, tutta pioggia, curve, nervosismo, cadute e alla fine, sul traguardo di Melfi fa festa l'Australia con Michael Matthews, uno dei nomi più caldi sin dalla partenza di Vasto. Il velocista della Jayco-AlUla brucia sul traguardo Mads Pedersen e sul connazionale Kaden Groves, terzo anche a San Salvo. Quarto Vincenzo Albanese e quinto Stefano Oldani, due giovani italiani di ottima prospettiva. Evenepoel difende la maglia rosa e anzi rafforza il primato con un secondo guadagnato in un traguardo volante su Roglic: altra sfida psicologica vinta dal giovane fiammingo. Esce di classifica Filippo Ganna, secondo al via da Vasto: sulla prima salita il recordman dell'ora si lascia scivolare in fondo e chiude nell'ultimo gruppo a un quarto d'ora dai primi.

<<La cronaca della tappa>>

La tappa

Un'azione in tandem del team italiano Corratec-Selle Italia, con Konychev e Stojnic, parte al km 2 e si conclude ai -35, all'inizio della prima delle due salite di giornata, quella verso il Laghi di Monticchio. Riassorbita la fuga, è proprio Jonathan Milan, in maglia ciclamino, a saltare per primo. Il ritmo in salita lo fa il campione italiano Zana della Jayco, ma il gpm di terza categoria va a prenderselo Thibaut Pinot. Dopo un breve falsopiano si riprende a salire verso il Valico La Croce. La Ineos fa il ritmo, ma passa ancora in testa Pinot, che fa capire così quale potrebbe essere l'obiettivo del suo Giro. Nella discesa rientra Pedersen, il grande favorito sulla carta in una tappa così nervosa: l'ex campione del mondo si era staccato in salita. Il peggio arriva in discesa, su un brutto asfalto reso ancora più insidioso dalla leggera pioggia caduta sulla corsa: tante cadute e tantissimo nervosismo. Almeida fatica a tenere le code del gruppo anche a causa di un problema meccanico. Evenepoel vince il traguardo volante di Rapolla su Roglic: un altro segnale psicologico e un altro secondo guadagnato dalla maglia rosa sullo sloveno.

Il finale è nervosissimo e il tracciato, pur senza salite significative, è estremamente tortuoso e difficile da controllare. Zana e la Jayco lavorano alla perfezione, per almeno un paio di km al buio delle telecamere per un salto del segnale internazionale proprio ai -2. Le immagini tornano quando i corridori sono già nell'ultimo km. Ed è Michael Matthews a trovare lo spunto vincente sulla linea. Per l'australiano della Jayco-AlUla si tratta del terzo successo in carriera al Giro (aveva vinto nel 2014 a Montecassino e nel 2015 a Sestri Levante. "Una giornata lunga e noiosa" ha spiegato il vincitore di tappa "ma avevamo un programma sin dall'inizio, fare di tutto per vincere. Vincere è stata la parte più facile della giornata, la cosa difficile è stata badare alle cadute e stare in piedi". L'ultima vittoria di Matthews risaliva alla giornata di Mende, al Tour de France 2022. Da segnalare la prova fuori dai radar di Filippo Ganna, che si è rialzato presto in salita chiudendo a un quarto d'ora dai primi.

Evenepoel: "Ora lascerò la maglia a un corridore affidabile"

Remco Evenepoel resta in rosa, ma rispetto alla possibilità di lasciare la maglia nella tappa di Lago Laceno non ha cambiato idea: "Tutto bene, è andata liscia, ma in queste tappe devi essere superconcentrato. Le cose peggiori succedono in queste tappe facili. Il piano domani è quello di perdere la maglia rosa da un corridore di affidamento. Ma dovremo analizzare bene la situazione che verrà fuori a inizio tappa. Indossare la maglia è bello, ma il lavoro dopo la tappa è molto lungo e stressante per il leader della corsa".

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