Sport

Tra Pogacar e Evenepoel, la Amstel Gold Race la vince Skjelmose e neanche se ne accorge

Il guizzo vincente di Skjelmose
Il guizzo vincente di Skjelmose 

Finale a sorpresa della classica olandese, prima corsa del trittico delle Ardenne. I due campioni del mondo si sfidano allo sprint, ma il guizzo vincente del danese

1 minuti di lettura

Tra i due litiganti campioni del mondo, il terzo gode. Finale bellissimo quanto sorprendente della 59esima edizione della Amstel Gold Race, la classica olandese della birra nonché prima corsa del trittico delle Ardenne che proseguirà mercoledì con la Freccia Vallone e domenica con la Doyenne, la gara più antica, la Liegi-Bastogne-Liegi. La vittoria è andata a Mattias Skjelmose, danese della Lidl-Trek. Nel momento decisivo si è giocato la vittoria in uno sprint a tre con Tadej Pogacar e Remco Evenepoel, giocando sulle rivalità dei due e finendo per batterli con una volata pulita, perfetta. Sul filo però, tanto che per qualche minuto il danese non si era neanche accorto di avere vinto.

Pogacar, sembrava un altro assolo e invece...

Pogacar prima della gara aveva dichiarato che non avrebbe necessariamente attaccato da lontano sui muri olandesi, e per certi aspetti è stato di parola. Stavolta si è mosso solo in risposta al francese Julian Alaphilippe, che ha scatenato la bagarre a 47 km dal traguardo. Poi però, un volta rimasti soli, ha fatto il Pogacar e si è liberato del compagno di attacco. Sembrava l’inizio di una cavalcata trionfale, poi però dal gruppo si è mosso Remco Evenepoel, che insieme a Skjelmose ha ricucito uno strappo che aveva superato il mezzo minuto. In volata Evenepoel ha riproposto tatticamente la strategia che lo scorso venerdì che gli aveva fruttato la vittoria nel testa a testa con van Aert (a proposito, per lui altro piazzamento ai piedi del podio) alla Freccia del Brabante. Il belga ha impostato una volata lunga, di prepotenza. Pogacar lo ha affiancato e sperato, ma la scelta di tempo vincente è stata quella di Skjelmose.

Skjelmose: “Ancora non ci credo, dedico la vittoria a mio nonno”

"Non credo ancora a quello che ho fatto. Dicevo sempre a Evenepoel che ero nei guai e 'per favore, tira in salita, sono al limite', e quando ci siamo fermati per la volata ho tirato solo perché puntavo al podio", ha spiegato Skjelmose. "Già entrare tra i primi tre sarebbe stato un risultato davvero importante. Questa vittoria significa tantissimo per me, ho già avuto così tanta sfortuna in questa stagione, ho perso mio nonno poco più di un mese fa e volevo davvero regalargli una vittoria, quindi questa è per lui".

I commenti dei lettori