Armstrong e Hincapie, dalle confessioni sul doping alle operazioni per ripulirsi l’immagine
di
Cosimo Cito
George Hincapie (a sinistra) e Lance Armstrong
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Dopo i successi cancellati per l’uso di sostanze proibite, l’ex corridore americano e il suo gregario più fidato sono di nuovo in pista: il primo con un biopic sulla sua vita, il secondo da team manager della Modern Adventure
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La prima inquadratura sulla linea di partenza dellaParigi-Roubaix, a Compiègne, è stata tutta per loro: maglia bordeaux, sguardo fiero e fresco, il ragazzo più giovane in corsa (Ezra Caudell, 19 anni, 120° 6 ore più tardi a 17’ da Van Aert), un team manager dal nome pesante in ammiraglia con un passato tempestoso, ogni genere di doping praticato e amicizie sbagliatissime. La Modern Adventure Pro Cycling di George Hincapie ha messo le sue ruote sul pavé della Regina delle classiche.
La prima volta di Hincapie
Da corridore, Hincapie aveva partecipato a 16 edizioni della Roubaix. La prima, nel 1994, quella vinta da Andrei Tchmil, sotto il diluvio e con il fango fino alle caviglie. Miglior risultato un secondo posto nel 2005 dietro Tom Boonen e davanti a Juan Antonio Flecha. Quell’anno, a luglio, accompagnò come in ognuno dei Tour del suo settennato della vergogna Lance Armstrong. Era il gregario più fidato, un amico, un confidente del texano. Quell’amicizia non si è mai sciolta neg…
La prima inquadratura sulla linea di partenza dellaParigi-Roubaix, a Compiègne, è stata tutta per loro: maglia bordeaux, sguardo fiero e fresco, il ragazzo più giovane in corsa (Ezra Caudell, 19 anni, 120° 6 ore più tardi a 17’ da Van Aert), un team manager dal nome pesante in ammiraglia con un passato tempestoso, ogni genere di doping praticato e amicizie sbagliatissime. La Modern Adventure Pro Cycling di George Hincapie ha messo le sue ruote sul pavé della Regina delle classiche.
La prima volta di Hincapie
Da corridore, Hincapie aveva partecipato a 16 edizioni della Roubaix. La prima, nel 1994, quella vinta da Andrei Tchmil, sotto il diluvio e con il fango fino alle caviglie. Miglior risultato un secondo posto nel 2005 dietro Tom Boonen e davanti a Juan Antonio Flecha. Quell’anno, a luglio, accompagnò come in ognuno dei Tour del suo settennato della vergogna Lance Armstrong. Era il gregario più fidato, un amico, un confidente del texano. Quell’amicizia non si è mai sciolta negli anni nonostante l’ex corridore newyorkese fu tra coloro che firmarono una dichiarazione giurata, rivelando anni di doping suoi e di Armstrongall’Agenzia antidoping statunitense (USADA). Hincapie confermò di aver utilizzato sia EPO sia ormone della crescita durante la sua carriera e, come Armstrong, di aver lavorato con il medico italiano Michele Ferrari.
Hincapie e Armstrong nel 2005
Il ritorno a Roubaix
Hincapie è tornato a Roubaix in qualità di fondatore e mentore della Modern Adventure Pro Cycling, composta in gran parte da giovani corridori, per buona parte americani. L’invito a correre la Parigi-Roubaix è arrivato da ASO, la società che organizza il Tour de France. Il sito della Modern Adventure descrive Hincapie come un manager che sa costruire “fiducia, resilienza e risultati”. “Sta restituendo qualcosa allo sport facendo da mentore alla nuova generazione”. Il direttore delle prestazioni del team è un altro americano, Bobby Julich che, in linea con la politica di “tolleranza zero” di Dave Brailsford, lasciò il suo ruolo di allenatore al Team Sky nell’ottobre 2012 dopo aver confessato un passato legato al doping. Anche lui ex Motorola, fu terzo al Tour de France dietro Pantani e Ullrich, nel 1998.
Hincapie ha sempre dichiarato di avere “un sogno audace: arrivare al Tour de France”. Ed è anche conduttore, assieme a Lance Armstrong e l’ex team manager della Us Postal Johan Bruyneel, del popolare podcast di ciclismo The Move, che raggiunge il suo picco di ascolti durante il Tour de France. Inizialmente il nome del podcast di Armstrong compariva sulla divisa della Modern Adventure. Dopo le polemiche, il logo è stato rapidamente rimosso. “Lance non è coinvolto”, ha detto Hincapie lo scorso autunno.
Al momento Armstrong è impegnato in un’impresa quasi impossibile: ripulirsi l’anima. L’idea è quella di un nuovo biopic, con Austin Butler e diretto da Edward Berger, già in fase di produzione. Armstrong ha concesso i diritti sulla sua vita per il film, descritto come una combinazione tra Toro scatenato e The Wolf of Wall Street. Sarà dura. Il primo film sulla sua storia, The Program, basato sulle inchieste di David Walsh, aveva raccontato nei minimi dettagli la parte all’ombra della sua storia. Tutti e tre, Hincapie, Armstrong e Bruyneel, continuano a ronzare intorno al mondo del ciclismo, a volte anche in modo provocatorio. Bruyneel è stato ospite del Tour de France in una tappa, lo scorso anno. E questo nonostante la sua squalifica a vita.