F1, largo alle donne pilota: dal 2023 un Mondiale per arrivare ai livelli di Verstappen e Leclerc
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoDonne in Formula 1, non è più un sogno. Nasce per questo un'Academy dedicata alle signore, per dare loro le stesse opportunità degli uomini: corse, esperienza, maestri, scuola e soldi per farlo. Una strada e una piattaforma solide e di qualità, quelle che finora sono sempre mancate davvero alle ragazze per raggiungere la massima serie. Ad Abu Dhabi, nell'ultimo gp della stagione, la F1 diretta da Stefano Domenicali che lavora sul progetto da mesi, il lancio della categoria di piloti tutta al femminile che inizierà a correre nel 2023 con un vero campionato e con lo scopo di far progredire le partecipanti ai livelli più alti di competizione. L'obiettivo è portarle con le spalle già forti nelle W Series, in F3, F2 e F1. Un'altra importante novità, o almeno idea embrionale, è quella di cui ha parlato in un forum il presidente della Fia, Mohammed Ben Sulayem, che ha accennato alla possibilità di fa…
Donne in Formula 1, non è più un sogno. Nasce per questo un'Academy dedicata alle signore, per dare loro le stesse opportunità degli uomini: corse, esperienza, maestri, scuola e soldi per farlo. Una strada e una piattaforma solide e di qualità, quelle che finora sono sempre mancate davvero alle ragazze per raggiungere la massima serie. Ad Abu Dhabi, nell'ultimo gp della stagione, la F1 diretta da Stefano Domenicali che lavora sul progetto da mesi, il lancio della categoria di piloti tutta al femminile che inizierà a correre nel 2023 con un vero campionato e con lo scopo di far progredire le partecipanti ai livelli più alti di competizione. L'obiettivo è portarle con le spalle già forti nelle W Series, in F3, F2 e F1. Un'altra importante novità, o almeno idea embrionale, è quella di cui ha parlato in un forum il presidente della Fia, Mohammed Ben Sulayem, che ha accennato alla possibilità di fare in futuro delle modifiche alle monoposto per renderle più "guidabili" per le donne. Una di queste, potrebbe essere l'introduzione obbligatoria del servosterzo per le vetture di F3 e F2.
Intanto, la cosa certa, è che La F1 Academy partirà dal prossimo anno e sarà composta da 5 team, che saranno gestiti da squadre di F2 e F3, ognuna delle quali inserirà 3 vetture per comporre una griglia di 15 macchine. L'auto utilizzata per la serie avrà un telaio Tatuus T421. Il motore turbo, da 165 cavalli, sarà fornito da Autotecnica mentre le gomme saranno quelle della Pirelli. La stagione sarà composta da 7 eventi da 3 gare ciascuno, per un totale di 21 gare, più 15 giorni di test ufficiali. Il calendario 2023 sarà rivelato più avanti e probabilmente includerà un weekend di F1. La serie sarà gestita da Bruno Michel (ceo di Formula Motorsport Limited), che ha la conoscenza e l'esperienza per gestire categorie junior di successo con un budget ragionevole aiutando allo stesso tempo i piloti nella loro crescita.
È più di una scommessa, è una strada, una radice, un progetto. Una barriera abbattuta. Una lacuna colmata. L'Academy darà alle ragazze di talento che corrono in go-kart o in altre categorie junior più tempo in pista, gare e test per accumulare esperienza per correre in F3 e scalare la piramide della F1. La scuola e il percorso che alle ragazze finora è sempre mancato. Cresceranno lavorando con team professionisti, rinomati nel motorsport per aver allevato i giovani piloti, e che li aiuteranno a sviluppare le cruciali preparazioni tecniche, fisiche e mentali. "Tutti dovrebbero avere l'opportunità di seguire i propri sogni e raggiungere il proprio potenziale e la F1 vuole assicurarsi che stiamo facendo tutto il possibile per creare una maggiore diversità e percorsi in questo incredibile sport - ha detto Domenicali -, ecco perché sono lieto di annunciare la F1 Academy che offrirà alle giovani piloti donne la migliore possibilità di realizzare le loro ambizioni attraverso un programma completo che supporta le loro carriere agonistiche e offre loro tutto ciò di cui hanno bisogno per passare alla F3 e, si spera, alla F2 e poi al culmine della F1. Più opportunità ci sono, meglio è e questo è progettato per fornire un altro percorso per il successo dei piloti".