Michael Andretti: "Con General Motors e Cadillac gli Usa sono pronti a prendersi la Formula Uno"
di Alessandra Retico , di Alessandra ReticoTutti pazzi per la F1. Nuove squadre bussano alle porte del Circo, ma entrare non è semplice. L'ultima a riuscirci è stata l'americana Haas (motori Ferrari) nel 2016. E' difficile perché costa (200 milioni di dollari soltanto la tassa di iscrizione) e perché bisogna rispondere a requisiti stringenti: essere credibili, di prestigio, solidi, sostenibili e benvoluti dai 10 team già a bordo, oltre che dalla proprietà e dalla federazione unitamente. Audi arriverà nel 2026 e si attende anche Porsche in futuro. Molti lavorano per avere le carte in regola, più o meno apertamente, trovando una sponda nel presidente della Fia, Mohammed Ben Sulayem, che proprio di recente ha incaricato il suo team di lavoro di studiare un processo di manifestazioni di interesse per potenziali nuove squadre. La F1, invece, ci va più cauta.
Tutti pazzi per la F1. Nuove squadre bussano alle porte del Circo, ma entrare non è semplice. L'ultima a riuscirci è stata l'americana Haas (motori Ferrari) nel 2016. E' difficile perché costa (200 milioni di dollari soltanto la tassa di iscrizione) e perché bisogna rispondere a requisiti stringenti: essere credibili, di prestigio, solidi, sostenibili e benvoluti dai 10 team già a bordo, oltre che dalla proprietà e dalla federazione unitamente. Audi arriverà nel 2026 e si attende anche Porsche in futuro. Molti lavorano per avere le carte in regola, più o meno apertamente, trovando una sponda nel presidente della Fia, Mohammed Ben Sulayem, che proprio di recente ha incaricato il suo team di lavoro di studiare un processo di manifestazioni di interesse per potenziali nuove squadre. La F1, invece, ci va più cauta.
Chi non nasconde per niente e da tempo il proprio interesse è l'americano Andretti, già attivo nel motorsport in varie categorie tra cui IndyCar e Formula E. Proprio Andretti ha annunciato che insieme a General Motors, che verrà rappresentata dal marchio Cadillac, punta a entrare nella massima serie con una squadra tutta americana, compresi i piloti, uno dei quali potrebbe essere Colton Herta che corre per Andretti in IndyCar. La sede del team sarà negli Stati Uniti, a Fishers, in Indiana, ma con una struttura di supporto in Gran Bretagna. E i motori inizialmente saranno offerti da un altro costruttore.
Michael Andretti, presidente e ad, è fiducioso: "Sento che siamo adatti per essere una nuova squadra per la F1 e possiamo portare valore alla serie. GM e Andretti condividono l'amore per le corse. Ora abbiamo l'opportunità di unire le nostre passioni per il motorsport e la dedizione all'innovazione per costruire una vera offerta di F1 americana. Quando ci riusciremo? Dipende dalla manifestazione di interesse, da quanto tempo ci vuole e da dove ci troviamo in quel momento. Ma saremo in pista solo quando avrà senso esserci". La Fia replica con gioia alla notizia, "sono un'ulteriore prova della popolarità e della crescita della F1. Qualsiasi processo di manifestazione di interesse seguirà il rigoroso protocollo FIA e richiederà diversi mesi".
L'America ama sempre di più la F1 americana. Complice anche la serie su Netflix, Drive to survive, l'audience cresce: tre gare nel 2023 negli Stati Uniti (Miami, Austin e per la prima volta Las Vegas). Mark Reuss, presidente di General Motors: "Cadillac e F1 hanno entrambe un appeal globale crescente". I colossi devono sfidare i giganti. Le squadre devono affrontare costi enormi per un Mondiale ed essere all'altezza della sfida tecnologica che mai si arresta. Nel 2026, ci saranno anche nuovi motori le cui regole sono ancora in via di definizione. L'Audi per entrare ha chiesto di eliminare l'MGU-H (il motor Generator Unit Heat che cattura energia dagli scarichi e dalla rotazione della turbina) mentre Porsche è ancora a caccia di un partner dopo che l'accordo con la Red Bull è saltato.
Per tutto questo la proprietà americana della F1 avverte: "C'è un grande interesse per la F1 in questo momento con una serie di conversazioni in corso che non sono così visibili come altre. Vogliamo tutti garantire che il campionato rimanga credibile e stabile e qualsiasi richiesta di nuovo concorrente sarà valutata in base a criteri per raggiungere tali obiettivi da tutte le parti interessate. Qualsiasi richiesta di nuovo concorrente richiede l'accordo sia della F1 che della FIA". Come dire: per entrare nel Circus, non basta fare i numeri. Ma averli.