Perché la Ferrari ha scelto l’icona Hamilton: la rivoluzione nel 2025 e i segreti dell’accordo
di Alessandra ReticoIl baronetto rosso. Accanto al piccolo principe. Un romanzo antico e favoloso, che diventa realtà: Sir Lewis Hamilton sulla Ferrari «dal 2025 con un contratto pluriennale», recita la nota concisa della Scuderia. Guiderà come compagno di Charles Leclerc, al posto di Carlos Sainz. L’accordo tra il 7 volte campione del mondo e Maranello è tra quelli che cambiano la storia: del pilota britannico e della stessa Scuderia. La conferma dell’intesa con l’uomo che ha reso immensa la Mercedes (e viceversa) è arrivata giovedì in serata, dopo che le indiscrezioni sulla stampa italiana e internazionale hanno provocato scompiglio nel paddock a pochi giorni dalle presentazioni delle macchine per il Mondiale (si inizia il 2 marzo in Bahrain). A Brackley, sede della casa anglotedesca, il principal Toto Wolff ha convocato d’urgenza i suoi collaboratori per comunicare l’addio dopo 17 anni del loro cavaliere, l’uomo che per l’azienda ha vinto 6 titoli con Mercedes (l’ultimo nel 2020) e il primo (2008) con…
Il baronetto rosso. Accanto al piccolo principe. Un romanzo antico e favoloso, che diventa realtà: Sir Lewis Hamilton sulla Ferrari «dal 2025 con un contratto pluriennale», recita la nota concisa della Scuderia. Guiderà come compagno di Charles Leclerc, al posto di Carlos Sainz. L’accordo tra il 7 volte campione del mondo e Maranello è tra quelli che cambiano la storia: del pilota britannico e della stessa Scuderia. La conferma dell’intesa con l’uomo che ha reso immensa la Mercedes (e viceversa) è arrivata giovedì in serata, dopo che le indiscrezioni sulla stampa italiana e internazionale hanno provocato scompiglio nel paddock a pochi giorni dalle presentazioni delle macchine per il Mondiale (si inizia il 2 marzo in Bahrain). A Brackley, sede della casa anglotedesca, il principal Toto Wolff ha convocato d’urgenza i suoi collaboratori per comunicare l’addio dopo 17 anni del loro cavaliere, l’uomo che per l’azienda ha vinto 6 titoli con Mercedes (l’ultimo nel 2020) e il primo (2008) con McLaren. Poi, il comunicato: «La relazione con Lewis è la più vincente di sempre, sarà sempre una parte importante della nostra storia. Ma sapevamo che la nostra partnership prima o poi sarebbe finita, e quel giorno è arrivato».
Le garanzie che Mercedes non può dare
Lewis, 39 anni, uno stipendio di circa 40 milioni, aveva rinnovato a fine agosto con la Mercedes fino a tutto il 2025, ma con l’opzione di potersi liberare prima. Motivi per farlo ne ha: le ultime due stagioni deludenti. Soprattutto coronare il sogno che è di ogni pilota: correre con la Rossa. Non sarebbe solo una last dance per lui, nonostante avrà compiuto 40 anni. La Mercedes che gli è stata culla e poi regno per tutta l’era ibrida (ma il suo ultimo successo risale a Gedda 2021), non dà garanzie di guarigione dall’involuzione tecnica iniziata con l’effetto suolo. Così i saluti di Lewis: «Ho trascorso 11 anni meravigliosi, la Mercedes fa parte della mia vita da quando avevo 13 anni. È dove sono cresciuto, quindi andarmene è una delle più difficili che abbia mai dovuto prendere. Ma è giunto il momento per me di fare questo passo e sono entusiasta di affrontare una nuova sfida».
Il ritardo nel rinnovo di Sainz
Sulla rossa in rilancio, con Fred Vasseur al secondo anno al governo, tutto suo il progetto della SF-24, auto al 95% diversa dalla precedente e che verrà presentata il 13 febbraio. L’ingegnere francese è uomo di motorsport, ha fiuto e capacità manageriali, è stato scopritore di talenti e costruttore di team e carriere celebri, tra cui Hamilton che ha vinto in Gp2 sulla sua Art Grand Prix fondata nel 2004 con Nicolas Todt, figlio dell’ex Ferrari e Fia e manager di Leclerc. Tutto torna. Il ritardo nel rinnovare Sainz, anche: lo spagnolo, arrivato nel 2021 con Binotto, è fuori dal disegno ma per questa ultima stagione «darò tutto. Dirò poi sul mio futuro». Le Frecce dovranno affiancare Russell, nel vivaio allevano intanto il 17enne bolognese Kimi Antonelli.
Lewis, carisma, status e appeal
Hamilton, che colpo. Carico di significati. L’icona Mercedes a bordo della squadra icona. Il percorso inverso di Schumacher. Il presidente John Elkann ha da sempre simpatie per lui (che possiede varie Ferrari). Impossibile reclutarlo prima. Se non ora, quando. La Scuderia è ferma al titolo piloti 2007 (Raikkonen) e al Costruttori 2008. Chiama Lewis non tanto e non solo per la missione Mondiale, contando sulla sua esperienza e competenza. Ma perché ha carisma, status, appeal. E’ attraente per gli sponsor, ma anche per tecnici di prestigio. È una star, paladino delle minoranze, veicolo di messaggi sociali. Molti gli interessi fuori dalla pista, nel caso della moda coincidono con quelli della Ferrari. E di Leclerc, al quale lo unisce anche la passione per la musica. Il monegasco ha radici a Maranello (è nel vivaio dell’Academy dal 2016), ha sempre detto che chiunque sarebbe onorato di guidare con Hamilton, quando gli è stato chiesto. Il piccolo principe e il baronetto rosso, altro che favola.