La nuova Ferrari funziona, a Imola Leclerc prenota la pole
dalla nostra inviata Alessandra ReticoIMOLA — Il braccio alzato verso le tribune rosse. In testa un casco tricolore. In macchina un motore fresco (il 3° «per precauzione»). Al muretto un nuovo ingegnere (Bryan Bozzi al posto di Xavi Marcos). La sua Ferrari in formato evoluto, il primo dell’anno, somiglia molto a una promessa. Leclerc saluta Imola con un venerdì da primo della classe. Comanda la prima e la seconda sessione di libere e oggi prenota la pole. Fondamentale su questa pista dove è difficile sorpassare. «Mentirei se dicessi che non è l’obiettivo. Per ora è andato tutto liscio, la macchina è buona e gli aggiornamenti funzionano come ci aspettavamo. Vedremo se e come cambierà il vento per le qualifiche».
Verstappen in difficoltà
Intanto, sembra un buon vento. Anche il passo gara della SF-24 convince. E anche il cambio di motore sulla rossa di Leclerc è una scelta «per evitare rischi, il precedente lo riutilizzeremo più avanti», spiega Enrico Gualtieri, responsabile della power unit. Si parte da qui per un altr…
IMOLA — Il braccio alzato verso le tribune rosse. In testa un casco tricolore. In macchina un motore fresco (il 3° «per precauzione»). Al muretto un nuovo ingegnere (Bryan Bozzi al posto di Xavi Marcos). La sua Ferrari in formato evoluto, il primo dell’anno, somiglia molto a una promessa. Leclerc saluta Imola con un venerdì da primo della classe. Comanda la prima e la seconda sessione di libere e oggi prenota la pole. Fondamentale su questa pista dove è difficile sorpassare. «Mentirei se dicessi che non è l’obiettivo. Per ora è andato tutto liscio, la macchina è buona e gli aggiornamenti funzionano come ci aspettavamo. Vedremo se e come cambierà il vento per le qualifiche».
Verstappen in difficoltà
Intanto, sembra un buon vento. Anche il passo gara della SF-24 convince. E anche il cambio di motore sulla rossa di Leclerc è una scelta «per evitare rischi, il precedente lo riutilizzeremo più avanti», spiega Enrico Gualtieri, responsabile della power unit. Si parte da qui per un altro Mondiale? Presto, troppo presto per dirlo. Anche se i segnali, compresa la giornata di Carlos Sainz (3° e 6° dopo modifiche) sono al momento tutti positivi. Come quelli che lancia la McLaren, vincitrice con Lando Norris a Miami. E persino le Mercedes, in versione evo, appaiono più disinvolte. Al contrario la Red Bull, anche lei con altri aggiornamenti dopo quelli del Giappone, soffre. Non ha trovato ancora la strada, si tiene in carreggiata con difficoltà e nervosismo. Nessuna delle due blu appare tra i primi tre in entrambe le classifiche di giornata. Max Verstappen, anziché la solita perfetta astronave, sembra guidare una qualunque macchina. E pure scorbutica. Dovrà rimetterla in riga. «Pessima giornata, ma non possiamo andare peggio di così, giusto?» chiede retoricamente, forse come una preghiera, il campione del mondo. Ha una squadra capace di rivoltare le sorti, troveranno un bilanciamento prima di oggi. Sarà abbastanza per difendersi dall’attacco degli inseguitori?
Red Bull, primo Gp senza Newey
Per la Red Bull è la prima gara senza Adrian Newey, l’ingegnere ha salutato il team a Miami, si occuperà del progetto hypercar fino a marzo 2025. Non andrà in pensione, anzi ha già detto che probabilmente farà un ultimo giro. Con la Ferrari? La strada per Maranello sembra essere sempre più vicina per lui. Tanto che si fa ironia nel paddock: il progettista geniale ha portato via qualche bullone o il manuale di istruzioni della blu? Pierre Waché, che ha preso le redini della squadra, cerca di mantenere la calma: «La sua uscita ha un grande effetto per noi, ma eravamo preparati per questa eventualità». La Ferrari dovrà cogliere l’occasione, sfruttando il momento di un equilibrio da ritrovare in casa dei blu. La rossa sogna, a casa sua.