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Ryder Cup, Djokovic bambino, il Colosseo, la rissa, il cappello, le wags: 12 momenti indimenticabili

La festa di Team Europe

La festa di Team Europe

 (ansa)

L’edizione vinta dall’Europa lascia tanti ricordi: con una massa di tifosi pronti per ogni look, le visioni di Roma, momenti pop con il tennista e Melissa Satta. E il giorno dopo un campione americano, Cantlay, si sposa a Roma

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Quando l’Italia ha battuto Germania, Spagna, Austria, Danimarca, e Turchia nel 2015, era difficile immaginare quel che sarebbe successo, e come sarebbe successo: la Ryder Cup in una città con duemila anni di storia come Roma. Lo potevano intuire il presidente della federazione Franco Chimenti, che si era battuto anche quando gli davano del matto, o gli appassionati che conoscono la portata di un evento come la coppa, secondo solo a Olimpiadi e Mondiali di calcio per audience globale. Dopo otto anni e un rinvio per la pandemia, restano alcuni momenti indimenticabili di questa settimana romana. Ne abbiamo raccolti dodici, come i giocatori dell’Europa che hanno vinto.

Il Colosseo azzurro

Una visione da lontano, ma anche da vicino, con un complesso di scale interne che salgono verso il cielo: il Colosseo azzurro è una delle immagini più forti dell’edizione romana della Ryder Cup, in cui mai si era vista la tribuna della buca 1, capace di ospitare 4800 spettatori, foderata come uno dei monumenti più celebri del mondo. L’epicentro di un complesso che raccoglieva 10 mega tribune sparse per il Marco Simone.

(reuters)

La sfida del cappellino

La Ryder Cup 2023 resterà negli annali come l’edizione del cappellino: non indossato dall’americano Patrick Cantlay per ragioni mai veramente spiegate, e diventato simbolo di contestazione. Di Cantlay per una presunta forma di protesta contro la mancanza di premi; del pubblico europeo contro Cantlay salutato da cappellini sventolanti; dal Team Usa che ha fatto lo stesso gesto contro i fan di casa.

Patrick Cantlay in gara senza il cappellino

Patrick Cantlay in gara senza il cappellino

 (afp)

Il cupolone

Non è scontato, perché gli immensi campi di golf della Ryder Cup sono lontanissimi dalle grandi città, nell’edizione 2018 non c’era minimamente la percezione di essere vicini a Parigi. Per questo una delle immagini più iconiche della coppa romana resta il Cupolone di San Pietro in lontananza, che ha incantato giocatori e tifosi venuti da tutto il mondo. Come la foto ufficiale dei team sulla Scalinata di Trinità dei Monti, la sfilata lungo Via dei Condotti, la cena di gala alle Terme di Caracalla. Quanto sei bella Roma.

Novak Djokovic sul campo del Marco Simone

Novak Djokovic sul campo del Marco Simone

 (agf)

Djokovic torna bambino

Come può emozionarsi un uomo che ha tutto, la fama, la ricchezza, la storia del tennis in mano con 24 Slam vinti? Eppure Novak Djokovic sembrava un bambino nei giorni della Ryder Cup, un debuttante giocando, uno spettatore come tutti quando si è svegliato di notte per essere in tribuna all’alba: “È una delle sensazioni più belle che abbia mai provato nello sport” ha detto, tra un selfie con Fleetwood e un cinque dato ad Aberg.

Gli astronauti

Alla Ryder Cup sono professionisti anche i tifosi (50mila al giorno ad 87 nazioni). Oltre ai classici American Marshals con trecce rosse e corna di peluche, ai sei universitari inglesi famoso come Guardians of the Cup, ai gladiatori, sono apparsi cinque astronauti, con casco e tuta blu della Nasa, incuranti dei trenta gradi sotto il sole romano.

Flixbus o non Flixbus

Una nota dolente sono stati i trasporti, con la cancellazione di navette per il traffico e la carenza di bus, nonostante il richiamo dei mezzi da tutta Italia, compresi elementi della flotta Flixbus. C’è chi ha preferito il taxi, dividendosi in quote accettabili la tariffa di 75 euro. Ma alla fine Roma ha retto l’urto della massa di tifosi, spesso incolonnati nelle stazioni della metro o dei treni.

La rissa sfiorata

C’è stata anche una rissa sfiorata da un fuoriclasse assoluto come Rory McIlroy, a ricordare che anche le star di golf possono avere un caratterino che non ha niente da invidiare ad altri sport. Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Rory che nel parcheggio della clubhouse del Marco Simone urla e punta il dito contro Jim "Bones" Mackay, caddie dal nome adatto per un film sulla Chicago anni Trenta. Mitico anche il momento in cui un altro campione, Shane Lowry, barba rossa e oltre un quintale di peso, si mette in mezzo e spinge dentro la macchina McIlroy.

Gli spettatori si gettano nel laghetto dopo la vittoria dell'Europa

Gli spettatori si gettano nel laghetto dopo la vittoria dell'Europa

 (afp)

Super Melissa e l’inno di Mameli cantato da un’inglese

Unita al fascino dell’Italia e di Roma, l’organizzazione di stampo anglosassone ha costruito un’edizione indimenticabile. Dettando regole e codici che hanno previsto, tra l’altro, un inno di Mameli cantato alla cerimonia inaugurale da una artista inglese. Celebre e di origine italiana come Carly Paoli, ma comunque l’effetto è stato bizzarro. La perfetta conoscenza dell’inglese ha invece blindato Melissa Satta, davvero travolgente come conduttrice.

I ristoranti col turno alle 2 del mattino

Molti ristoratori hanno capito cosa stava per succedere in città, con l’arrivo di appassionati capaci di spendere anche 60mila dollari in una settimana, e si sono attrezzati: per i turisti soprattutto americani estasiati dalla cucina italiana hanno previsto turni a mezzanotte e alle due del mattino. Non è stata rara la scena dei commensali che a cena finita si facevano chiamare il taxi alle tre e mezzo del mattino per andare a prendere i posti in tribuna.

Vincono anche le wags

Alla Ryder Cup vincono anche le mogli dei giocatori, inquadrati in una squadra che si muove compatta con divise uguali per tutte. Alla premiazione dell’Europa sono apparse anche loro, con giubbino giallo e gonna bianca, entrando in alcuni scatti memorabili come il bacio ai mariti, o la foto dell’intero gruppo accanto a norvegese Viktor Hovland, unico a presentarsi senza partner ma felice con la coppa in mano e le wags attorno.

Molinari tra lacrime e statistiche

Non hanno giocato, i due fratelli Molinari, ma hanno lasciato comunque una traccia importante nel Team Europe: con il carisma e le lacrime di Francesco, decisivo cinque anni fa a Parigi, e con le statistiche di Edoardo che hanno permesso al capitano Luke Donald di fare la formazione migliore e vincere i doppi di venerdì e sabato.

Un americano (si sposa) a Roma

“Well, I am getting married tomorrow, yes”: ebbene sì, dopo la polemica del cappellino, appena finita la Ryder Cup, Cantlay si sposa con la fidanzata Nikki Guidish lunedì a Roma. Come si dice, unire l’utile al dilettevole. Il padre di uno dei suoi compagni di squadra, Xander Schauffele, ha azzardato che non abbia indossato il cappellino per non apparire con la fronte mezza abbronzata al matrimonio. Cantlay insomma è stato l’unico americano a strappare una risata e un applauso.
 

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