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MotoGp: Ducati, una doppietta per rinascere: ''E' il primo passo verso il mondiale''

Dall'Igna festeggia la doppietta in Austria con Iannone e Dovizioso (afp)
L'ingegnere Gigi Dall'Igna, papà della Gp16, si gode il trionfo in Austria, prima vittoria della rossa di Borgo Panigale dopo sei anni: ''Un successo storico per quanto l'abbiamo attesa e per come è arrivata. Ma deve essere solo l'inizio''. Il prossimo anno arriverà Lorenzo: ''Un campione, peccato rinunciare al talento di Iannone''
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SPIELBERG (Austria) - Gigi e la Gigia. L'ingegner Dall'Igna e la Ducati Gp16, meravigliosa Creatura. Il giorno dopo, l'uomo che ha domato la Belva si gode un successo che la Ducati e il suo popolo aspettavano da un'eternità. "Ma è solo l'inizio", dice.
Che brontolone.
"Cerchiamo di capirci: questa vittoria è storica, per quanto l'abbiamo attesa e per come è arrivata. Una doppietta tutta italiana. Però è solo il primo passo".
Verso dove?
"Verso il titolo mondiale. Sono arrivato a Borgo Panigale per questo, tre anni fa".
Strappato all'Aprilia, dove faceva altre stregonerie.
"In Emilia ho trovato un ambiente straordinario dal punto di vista professionale e umano. Una qualità incredibile: il vero genio italiano. Ho capito che la prima cosa da fare era migliorare la comunicazione tra chi lavora in pista e chi rimane in azienda. E poi, sviluppare la moto".
Una Belva così potente che solo Stoner c'era riuscito, a domarla.
"Servivano dei miglioramenti, ma non dovevo cercare una formula magica. Non serviva una sola, miracolosa idea. Così ho cominciato - abbiamo cominciato - a lavorare su tutto: telaio, elettronica, meccanica, sospensioni, carena". Sono arrivati i progressi, i podi. Mancava il successo, sempre sfiorato. Fino a ieri.
"Dopo i test del mese scorso avevamo capito che questa - sul circuito austriaco - era una delle migliori opportunità per arrivare alla vittoria. Però tra avere l'opportunità e riuscirci davvero ce ne passa. Era una gara complicata: le gomme, i consumi, tanti dettagli. Ma abbiamo lavorato bene tutto il fine-settimana e domenica. Che soddisfazione".
Tra meno di una settimana c'è Brno.
"Anche quella è una pista che dovrebbe andare piuttosto bene, per le nostre caratteristiche. Ma c'è l'incognita degli pneumatici. Nessuno ha ancora provato le Michelin, in Repubblica Ceca. Vedremo cosa succede".
Magari un altro passo in avanti. In attesa del mondiale. Il prossimo anno con la Rossa ci sarà Lorenzo.
"Giorgio lo conosco bene. E' un campione. Lo abbiamo fortissimamente voluto. Anche se fa male rinunciare a Iannone, uno splendido talento".
La Ducati ha colmato il gap dalle giapponesi. E ora hanno tutti paura. Dal 2017 vi tarperanno le ali. Letteralmente.
"Noi abbiamo sempre creduto nell'aerodinamica. E quello delle alette laterali è stato un progetto su cui ci siamo impegnati tanto, con successo. Adesso ce le tolgono, in maniera pretestuosa. Non mi piace, ma devo accettarlo. Fa parte del gioco. Troveremo altre soluzioni".
Sì, però almeno oggi godetevi ancora questo buon sapore di vittoria.
"La dedico a tutti i ragazzi di Borgo Panigale, quelli che sono rimasti in azienda e sono protagonisti come noi di questa storia. Li abbraccio uno dopo l'altro. Ma per poco: perché dobbiamo ricominciare a lavorare, ora. E' solo l'inizio, e non c'è tempo da perdere; dobbiamo riportare la Ducati al posto che merita".
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