MotoGp, Morbidelli e i suoi "fratelli minori": a Valencia l'Italia mette in scena il cambio della guardia
dal nostro inviato
Massimo Calandri
Franco Morbidelli a Valencia (afp)
Il romano (25 anni) vince la terza gara e "vede" il secondo posto, Bastianini (22) e Arbolino (20) lottano per il titolo in Moto2 e Moto3. Con Rossi più vicino al congedo, Dovizioso senza squadra e Iannone squalificato, la nuova generazione di piloti è già pronta a farsi largo
2 minuti di lettura
VALENCIA. Negli anni passati, su questa pista finiva tradizionalmente la stagione del motomondiale, e ne cominciava un'altra. È sempre andata così: l'ultima gara incoronava il campione, il lunedì pomeriggio si ripartiva coi primi test del campionato successivo. Nei tempi impossibili del Covid, anche il calendario è un'altra cosa: il gp finale del 2020 è stato spostato a Portimao, tra 7 giorni. Però la storia non cambia, almeno per noi italiani. Perché in questi giorni a Valencia è finita una stagione, quella dei vecchi campioni. E se ne è aperta un'altra: Morbidelli, Bastianini, Arbolino, tre ragazzi vicinissimi al titolo nelle 3 categorie e destinati a prendere il posto degli altri. Ora.
Non è una MotoGp per "vecchi"
Valentino è arrivato 12°, respira profondo: "Almeno ho tagliato il traguardo, dopo 6 'zeri' consecutivi". Poverino. È stato il campionato più sfortunato di sempre, per il Doc, tra errori e test Pcr positivi, per non dire dei pasticci di una Yamaha così forte e fragile insieme. Riuscirà nel 2021 col team Petronas che è un po' la seconda squadra di Iwata, a congedarsi come tutti si aspettano? Dovizioso è rimasto senza contratto: da domani - sempre che la Honda non lo convochi all'ultimo per sostituire un Marc Marquez che non si sa ancora se potrà riprendere - penserà solo a fare del motocross. "Voglio fare le cose che mi piacciono. Dedicarmi alle mie passioni": pare un addio. Davvero firmerà per qualche squadra di MotoGP nel 2022? Iannone, poi: è stato condannato a 4 anni di sospensione, era fermo già da una stagione: addio anche a lui?
Morbidelli, la serenità del campione
La primavera, il Rinascimento italiano ha il sorriso di Morbidelli, la grinta di Bastianini, la sfrontatezza di Arbolino. Franky ha vinto 3 gare, lotta per il 2° posto finale. È stato terribilmente sfortunato, anche se non lo dice: però senza il motore rotto a Jerez, lo sciagurato scontro con Zarco in Austria, Aleix Espargarò che lo tocca a Misano privandolo come minimo di un podio, oggi forse potremmo festeggiare un altro campione del mondo. Il prossimo anno correrà con quello che chiama "lo Zio": Valentino lo ha preso con sé che era un adolescente, lui lo sta ripagando e non c'è successore migliore. Nel 2021 sarà uno dei favoriti per il titolo della MotoGP: c'è bisogno di aggiungere altro?
Enea Bastianini detto "la Bestia", 22 anni, Rimini. Nelle ultime stagioni la Moto2 è una questione italiana, e basta: prima la vittoria del Morbido, poi quella di Bagnaia. Ad una corsa dalla fine c'è Enea in testa al campionato, con 3 vittorie e 4 podi: il ragazzo ha un formidabile Dna e una determinazione impressionanti, un guerriero però con stile. "Avrei voluto andare a prendere quelli davanti e battermi con loro fino all'ultimo, ma per una volta va bene anche questo 6° posto", diceva ieri. "È incredibilmente maturato: come guida assomiglia a Dovizioso, però con più talento", dice di lui il suo manager, Carlo Pernat. Che nella Bestia vede la stessa luce negli occhi di altri campioni che ha cresciuto: Biaggi, Valentino, Capirossi, Simoncelli. Comunque vada tra una settimana, Bastianini passerà in MotoGP insieme ad un altro gioiello della meglio gioventù: Luca Marini (e ci sarebbe pure Marco Bezzecchi, che potrebbe a sua volta fare il salto in Aprilia). Enea e Luca correranno con la Ducati Avintia: e regaleranno belle emozioni, potete scommetterci.
Arbolino, il futuro è di Tony
Un altro che per talento e personalità può diventare un fuoriclasse è Tony Arbolino, anche lui primo al traguardo a Valencia, ma in Moto3: in classifica è a 11 lunghezze da Arenas, non sarà facile metterglisi davanti a Portimao, però ci prova. Poteva fare molto di più, se non si fosse messo di mezzo il Covid: dopo la gara di Le Mans ha preso un aereo per Malpensa, tre file dietro di lui viaggiava un milanese poi risultato positivo, così l'Alitalia ha segnalato il caso e il povero Tony è stato fermato quando era già ad Aragon. Dieci giorni di isolamento, addio alla gara e a quei punti che oggi avrebbero potuto piazzarlo in testa al ranking. "Un vero peccato. Ma non è il momento di recriminare, di abbattersi. Devo giocare tutte le mie carte domenica, poi faremo i conti". Però, che carattere. Nel 2021 farà il salto in Moto2: sì, sentiremo parlare di lui. Perché oggi è cominciata una nuova stagione, per il motociclismo italiano.