Sport

MotoGp, Morbidelli: "Inutile nascondersi, sono il favorito"

Franco Morbidelli con la Yamaha Petronas 
Le ambizioni del pilota romano della Yamaha Petronas, secondo la scorsa stagione alle spalle di Mir: "In inverno mi sono allenato più duramente che in passato. Sono in forma, soprattutto ho fatto tanta esperienza, credo in me stesso. Con Valentino grande amicizia e nessuna gerarchia"
2 minuti di lettura

Franco Morbidelli nella seconda parte della passata stagione ha vinto 3 gp, sfiorando d'una manciata di punti il titolo mondiale vinto da Mir. Quest'anno lo Zio Valentino l'ha raggiunto nel team satellite della Petronas. Franky ha sempre la Yamaha più vecchia, delle 4 che saranno al via il 28 marzo. Però tutti sostengono che il favorito sia lui. "Lo so, non mi spaventa: mi inorgoglisce. E' un dovere, una responsabilità. In inverno mi sono allenato più duramente che in passato. Sono in forma - a parte una caduta al Ranch due settimane fa, la caviglia fa ancora un po' male -: soprattutto ho fatto tanta esperienza, credo in me stesso. Ecco perché 'devo' fare come nel 2020, anzi: meglio".

"Ma la moto è un gioco: conta più l'amicizia"

A 26 anni, per il ragazzo romano potrebbe essere arrivato il momento giusto. Ma come la mettiamo col Doc, il campione che lo ha sportivamente adottato, quello che 8 anni fa a Tavullia - così racconta il 'Morbido' - "ha deciso di dare una possibilità al mio sogno"? Dicono: il tuo compagno nel box è il tuo primo avversario. "Vero. Ma il motomondiale, anche se tutti l'abbiamo inseguito fin da bambini, in fondo è solo un gioco. Niente è più grande dell'amicizia, dell'amore. Più importante dei rapporti personali. Ed è impossibile separare il pilota dall'amico: diciamo che in pista proverò a considerarlo un po' più come un avversario. Però con Valentino voglio comportarmi per tutta la vita così come con me stesso, e i miei più grandi affetti: essere corretto, giusto, coerente".

"Inutile nascondersi: sono il favorito"

Ripete: "Non voglio nascondermi dietro a parole scontate". E quindi: "Ero uscito molto frustrato dalla stagione 2019. Una sensazione che mi ha dato la forza di svoltare, lo scorso anno: sono stato molto più serio e concentrato in tutto, fuori e dentro la pista. Ho fatto veramente bene, e quello stato d'animo me lo sto ancora portando dietro: la preparazione è stata addirittura più severa, e questa volta i sacrifici mi sono piaciuti". Però guiderà una M1 satellite, a differenza di Rossi, Quartararo e Vinales. "La differenza c'è ma non sarà così grande, mi auguro, anche perché i motori sono congelati. L'obiettivo è progredire in alcuni dettagli tecnici che in passato ci hanno fatto buttare via delle gare. Ho cercato maggiore potenza fisica, per metterla sul giro secco: voglio migliorare nelle qualifiche".

"Niente gerarchie, tra me e Valentino"

Avere il Doc compagno di box sarà un aiuto o no? "Sarà sicuramente un vantaggio, perché potremo scambiarci anche tante impressioni personali, non strettamente tecniche. Ci conosciamo bene, ci alleniamo da sempre al Ranch (a proposito: dopo la caduta, per prudenza l'altra settimana ho evitato di correre la solita 'americana' che chiude l'allenamento): ma poi in gara tiri sempre fuori qualcosa di più". Chi è il numero uno tra voi? "Non c'è una gerarchia, siamo trattati nello stesso modo: io ho fatto meglio di Vale l'anno passato, lui ha fatto meglio di tutti nel corso della carriera. Petronas saprà gestirci bene".

L'infortuno al Ranch: "Niente più 'americana'"

Che peccato: Quartararo, finito dietro nel 2020, gli è stato preferito nel team ufficiale Yamaha. "E' da capire: in MotoGP purtroppo c'è questa brutta abitudine di chiudere i contratti presto, all'inizio della stagione. E può capitare che uno, che non pensavi potesse essere all'altezza, all'improvviso diventi il favorito". Appunto. E a proposito: Franco è sotto contratto fino al 2022 con la Petronas, che però quest'anno non sa se rinnoverà l'accordo con la casa di Iwata. "Cerco di non pensare a cose che non posso controllare, perché non mi aiuta a fare meglio il mio lavoro. Sono sicuro che Razali (il boss della squadra malese, ndr) troverà una buona soluzione per tutti".

"Marquez? E' difficile che torni quello di prima"

Sarà una stagione con l'incognita di Marquez. "Ha avuto uno degli infortuni più brutti che possano capitare ad un campione: era al top, e rischia di saltare un anno e mezzo. Non conosco le sue condizioni fisiche, ma immagino che anche mentalmente debba soffrire da morire: perché noi piloti siamo uomini, e le cose brutte non le cancelli dalla testa. Sarà difficile per lui tornare quello di prima. Però è una persona forte, gli auguro il meglio". Gli avversari più pericolosi, allora? "Ducati e Suzuki".

I commenti dei lettori