DOHA - Oggi tocca alle Yamaha: nella seconda giornata di test sul circuito di Losail davanti c'è un terzetto di M1. Manca solo quella di Valentino Rossi, che però chiude con un confortante 8° crono (1'53"993): non era mai stato così veloce in tutta la sua carriera, qui nel deserto. Il miglior tempo lo segna Vinales (1'53"244) che precede di soli 79 millesimi uno scatenato Franco Morbidelli, autore di 62 giri: il 26enne romano del team Petronas è l'unico a correre con una moto di Iwata "satellite", meno aggiornata delle altre, ma non fa notare la differenza. Anzi. Tiene dietro per 75 millesimi Quartararo, che gli ha soffiato il posto nella squadra ufficiale. Un altro giovane italiano è protagonista: Francesco 'Pecco' Bagnaia guida la più veloce delle Ducati, è 4° ma solo a 2 decimi netti da Maverick, a dimostrazione dell'equilibrio in pista. L'Aprilia con Aleix Espargaro (5°) continua nei progressi e fa meglio della coppia mondiale Suzuki: il campione in carica Mir è 6°, davanti al compagno di squadra Rins. Ecco il Doc: a -0"749 dal miglior, niente male considerato che l'altra settimana i test non lo avevano decisamente soddisfatto. Poi la seconda Gp21, quella targata Pramac di Zarco e - finalmente! - una Honda: è l'ufficiale di Pol Espargaro, 10°. Miller, ieri il più rapido, questa volta chiude 11° a un secondo e un decimo. Continua a impressionare il rookie Bastianini (15°), che con la Rossa fa nuovamente meglio del compagno di squadra Luca Marini (20°) e di Danilo Petrucci (19°), non particolarmente brillante con la Ktm. Piccola frattura al metacarpo destro per Alex Marquez, caduto dopo un highside con la sua Honda.
Valentino sorride: "Mai così veloce in Qatar"
"E' una giornata davvero positiva", sorride Rossi. "Non sono mai andato in tutta la mia carriera così veloce, in Qatar". Più volte vicino al minuto e 53 secondi. "Merito di un nuovo setting: abbiamo migliorato, trovando buone soluzioni per entrare più veloce in curva ed accelerare con un bel grip". Il telaio della sua M1 è diverso. "I motori quest'anno sono congelati: ma per la velocità pura si può lavorare anche sull'aerodinamico, e forse ci siamo. Abbiamo provato anche un nuovo parafango anteriore, però non mi è piaciuto molto. Le Yamaha ufficiali e Morbidelli, come le Ducati e le Suzuki vanno più forti sul giro secco: ma sul passo gara siamo molto simili, non siamo così lontano dal top". "L'atmosfera nel box è molto buona: se poi facciamo dei passi avanti, dà veramente gusto".