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Motomondiale, non solo Morbidelli e Rossi: c'è tanta Italia a caccia di gloria

Morbidelli e Rossi
Morbidelli e Rossi 
Sette piloti italiani al via nella MotoGp, come non accadeva da 20 anni. Dietro la coppia della Petronas puntano ad una stagione importante Petrucci e Bagnaia, esordio nella classe regina per Bastianini, Marini, altra chance per Savadori. In Moto2 Arbolino sfida Bezzecchi, in Moto3 Fenati ci riprova
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DOHA - Sette piloti al via, come quando eravamo re: la MotoGP parla italiano e non accadeva da vent'anni, dai tempi dei podi monopolizzati dai nostri campioni. In questo campionato 2021 che parte domenica nella notte del deserto, due arrivederci - il sabbatico di Dovizioso e Iannone, fermato dal tribunale - ma 3 nuovi arrivi stabili. Ai rookie della Esponsorama, Bastianini e Marini, si aggiunge Savadori, che nel finale della passata stagione aveva collezionato 3 presenze. A parte la coppia della Yamaha Petronas (Rossi-Morbidelli) e Petrucci sulla Ktm, gli altri guidano moto italiane. Quante novità, ambizioni, sfide: il titolo mondiale, un gran premio, il podio, un piazzamento tra i primi dieci, la classifica esordienti: ciascuno a modo suo è in cerca di un successo.

Il calendario del Mondiale / Team e piloti

Valentino il "malese", mai così in forma

Salam Aleikum: i malesi della Petronas puntano sulla strana coppia di Tavullia. Valentino ha dovuto lasciare il posto nella Yamaha ufficiale a Quartararo, è andato da Lin Jarvis - manager della casa di Iwata - e gli ha detto: "Non mi lascerete mica a piedi, vero?". Neanche per sogno, Doc: contratto per un anno con la squadra satellite, e a disposizione la stessa M1 di Fabio e Vinales. Rossi si è portato dietro il telemetrista Matteo Flamigni, il capotecnico David Munoz e l'allenatore Idalio Gaviria. Fisicamente giura di essere in gran forma: per tutto l'inverno ha lavorato molto sulla resistenza, correndo a piedi coi ragazzi dell'Academy - "Il motomondiale è diventato incredibilmente faticoso, devi dare tutto fin dalle prime libere del venerdì mattina. E io non sono proprio giovanissimo" -, il talento è quello di sempre. Puntare al decimo titolo? "Perché no", sorride. Ma si accontenterebbe di vincere qualche gara: l'ultimo successo risale al 2017, Assen. Minimo sindacale: tra i primi 5 nella classifica finale. "Voglio correre anche nel 2022. Ma se quest'anno mi renderò conto di non essere più competitivo, addio: non varrebbe più la pena fare tanti sacrifici".

Morbidelli, il favorito in economy

Non fate caso se il ragazzo è timido, umile come un esordiente. Ieri notte Franco Morbidelli è arrivato in Qatar viaggiando da Milano in economy, e nelle ultime fila. Educato, gentile, semplice, sorridente: impossibile non volergli bene. Lo scorso anno ha vinto 3 gp e avrebbe meritato il titolo: Joan Mir (un solo successo) gli è rimasto davanti, ma che sfortuna Franky. Una volta si è rotto il motore, un'altra lo ha buttato giù quello sciagurato di Zarco - la cui moto ha sfiorato di centimetri il povero Valentino: ricordate in Austria? -, un'altra è scivolato. "Pazienza", dice lui, imperturbabile. Romano di nascita, romagnolo di adozione e brasiliano da parte di madre: un mosaico di talento e simpatia. Tutti lo indicano tra i favoriti: "Franky says relax", è il suo motto.  Rilassato, imperturbabile. A 26 anni potrebbe essere la volta buona. "E non importa se mi hanno dato la più 'vecchià delle Yamaha (guiderà una Spec-A, la meno 'evolutà delle quattro), contano altre cose". La forma fisica, la determinazione, la qualità: il Morbido ne ha da vendere.

Franco Morbidelli
Franco Morbidelli 

La grande occasione di 'Pecco'

Francesco 'Pecco' Bagnaia è forse l'allievo prediletto di Rossi (perché Morbidelli per il Doc è quasi un figlio, anzi: un nipote, visto che l'altro lo chiama Zio): torinese, 24 anni, è cresciuto nell'Academy e nel 2018 si è preso il titolo mondiale in Moto2. Il passaggio alla Pramac, che poi è la cantera della Ducati ufficiale, è stato caratterizzato da alti e bassi. In particolare nel 2020. Una brutta frattura alla tibia destra lo ha tenuto fuori per 3 corse, poi è sbocciato a Misano: un secondo posto, e nella gara seguente una lunga emozionante fuga rovinata da un capitombolo assurdo. Da allora, un grigio anonimato fino al 16° posto nella classifica finale: tanto per capirci, il suo compagno di squadra Miller ha fatto quasi il triplo dei punti. Adesso Pecco e Jack sono passati alla Rossa "vera": il piemontese giura di trovarsi a meraviglia, questa per lui è grande, decisiva occasione. Perché a Borgo Panigale guardano soprattutto all'australiano, e allora Pecco potrebbe regalare delle belle sorprese.

In Ktm la rivincita di Petrux

Danilo Petrucci è un tipo speciale: uno che non ha paura di nulla, ma i "duri" - si sa - sono quelli che hanno più bisogno d'affetto. Affetto e comprensione che gli sono mancati alla Ducati ufficiale, soprattutto l'anno scorso: ad inizio stagione gli avevano già detto che era finita, e allora come fa uno così a trovare le giuste motivazioni? Le incomprensioni col compagno di squadra Andrea Dovizioso, poi. Il trentenne pilota umbro è comunque andato avanti e a Le Mans ha colto una vittoria storica. La seconda (Iannone ne ha vinta una sola, tanto per dire) di una carriera che avrebbe meritato ancora di più. Però non è detto, perché il passaggio alla Ktm - che lo scorso anno ha dimostrato si essere una delle moto più performanti, ed è in continuo progresso - rappresenta una importante opportunità: gli austriaci credono in lui e lo hanno messo nel team ufficiale con l'ambizioso Oliveira, ora è Petrux deve tornare a credere in sé stesso. Nei test in Qatar non è andato benissimo: ha chiuso l'ultima sessione di prove al 17° posto, però limando da un secondo a soli 4 decimi il gap dal portoghese. "La strada è ancora lunga, ma sto facendo dei passi in avanti", taglia corto. Potrebbe tornare protagonista nella seconda parte della stagione.

Marini e Bastianini
Marini e Bastianini 

La Bestia e Maro, doppia sfida Ducati

Un'altra coppia italiana, anzi: doppiamente italiana. Perché Enea Bastianini e Luca Marini, 24 anni entrambi, corrono su due Ducati. Quelle del team spagnolo Esponsorama Avintia. La Bestia e Maro sono stati i protagonisti dell'ultimo mondiale di Moto2: ha vinto Enea, talento purissimo, romagnolo, cresciuto in maniera impressionante forse grazie anche ai consigli del suo manager, Carlo Pernat. Luca, il fratello di Valentino, si è dovuto accontentare del 2° posto ma quest'anno prepara la rivincita. La loro è una sfida nella sfida, puntano dritto al titolo di miglior "rookie". Bastianini è un po' un outsider, non fa parte della scuderia di Rossi anche se qualche volta è andato a girare al Ranch di Tavullia: nelle scorse settimane di test sul circuito di Losail è andato fortissimo, dimostrando di sentirsi già a suo agio su di una Rossa. "Non mi aspettavo tutta questa potenza: sono sicuro sarà una stagione di avventure ed emozioni". Marini ascolta e annuisce: raccontano abbia una determinazione impressionante, e nessuna intenzione di restare indietro.

Aspettando Dovi, c'è Savadori in Aprilia

Sarà un mondiale senza Andrea Dovizioso, che dopo 16 stagioni ha deciso di prendersene una di sabbatico: l'altra domenica è caduto in una gara regionale di motocross, gli hanno pure fatto una Tac alla testa e per fortuna va tutto bene. Ha appena festeggiato il 35mo compleanno. Il Dovi il mese prossimo farà un test con Aprilia, chissà che nel 2022 non lo rivedremo in MotoGP su una moto di Noale. Nel frattempo uno dei titolari è Luca Savadori, 24 anni, che nel 2019 ha corso il campionato di MotoE e lo scorso anno quando lo hanno chiamato si è subito fatto trovare pronto. Cesenate, tra pochi giorni compirà 28 anni: ha fatto a lungo il collaudatore conquistandosi la fiducia dell'azienda veneta, che giustamente ha deciso di puntare su di lui. Nel motomondiale il miglior risultato è un 9° posto del 2009 quando correva sempre con Aprilia. Chiudere qualche gp tra i primi 10 in classifica sarebbe un grande successo.

Bezzecchi e Vietti con Luca Marini
Bezzecchi e Vietti con Luca Marini 

Moto2, Arbolino sfida Bezzecchi

Anticamera dalla MotoGP, la Moto2 è una storia quasi tutta italiana: 3 successi tricolori nelle ultime 4 stagioni (nell'ordine: Morbidelli, Bagnaia, Bastianini: nel 2019 si è intrufolato Alex Marquez, fratello di Marc), accadrà anche quest'anno? Nella categoria, dove corrono tutti con un 3 cilindri Triumph 765 cc, i nostri piloti al via sono 8. Occhi puntati su Marco Bezzecchi, che solo qualche mese fa ha chiuso al 4° posto in classifica con 2 gp vinti più altri 4 podi. Il pilota della Sky Team Vr46 ha per compagno di squadra un altro prodotto dell'Acadmy di Tavullia di cui si dice un gran bene, Celestino Vietti (19 anni) che arriva dalla Moto3 (2 successi nella stagione passata). Sempre da seguire con attenzione per come sta in sella, e che personalità, è il ventenne Tony Arbolino: in Moto3 - nonostante il Covid - lo scorso anno ha sfiorato il titolo e vinto una corsa. E poi Lorenzo Dalla Porta (23), di Prato, mondiale di Moto3 nel 2019.  Quindi Fabio Di Giannantonio, Nicolò Bulega, Lorenzo Baldassarri, Stefano Manzi.

Romano Fenati
Romano Fenati 

Fenati ci riprova in Moto3

La Moto3 vale la pena di vederla solo per Romano Fenati, grande talento che purtroppo non è mai - non ancora? - riuscito ad esprimersi del tutto: a 25 anni l'ascolano ci riprova ancora con la squadra di Max Biaggi, lo Sterilgarda Max Racing Team, con cui lo scorso anno ha vinto a Misano. Vent'anni, romano, Denis Foggia con Leopard è uno degli aspiranti al titolo. Saranno sicuramente protagonisti Niccolò Antonelli e Andrea Migno, poi Stefano Nepa e Riccardo Rossi. Paolo Simoncelli merita una citazione a parte col team Sic58 dedicato al figlio Marco: quest'anno schiera Lorenzo Fellon, 16 anni, figlio di quel Laurent che è stato lo scopritore di Fabio Quartararo, e conferma il giappo-romagnolo Tatsuki Suzuki.

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