Sport

MotoGp, Quartararo: "Con Bagnaia lotta impari, troppi ducatisti. E anche un francese, Zarco, è contro di me"

Fabio Quartararo
Fabio Quartararo (afp)
Il campione del mondo si sfoga in una intervista a L'Equipe. "Dopo la Thailandia ho staccato dai social, dovevo ricaricarmi. E comunque sono sempre in testa alla classifica"
2 minuti di lettura

PHILLIP ISLAND - "Quest'anno la cosa più complicata è sorpassare: ogni volta mi sembra di stare davanti a una porta chiusa". "Con Bagnaia non è proprio una lotta ad armi pari: metà dei piloti in griglia sono ducatisti e si parlano, quando sei così circondato non è facile". "Zarco, un francese come me, che aiuta un italiano: non è il massimo, però Joann ha fatto una scelta". "Non penso al campionato, ora preferisco concentrarmi su ogni gara". "Dopo la Thailandia ho fatto un break, niente più social: ho pensato solo a divertirmi con gli amici, e adesso sono motivatissimo. In testa alla classifica, con una Yamaha veloce. Voglio correre, voglio vincere". Fabio Quartararo a ruota libera, alla vigilia del gp d'Australia: mancano 3 gare alla fine, Pecco è solo a 2 punti da Fabio, che si è tagliato il ciuffo platinato. Il campione del mondo si è confessato - inquietudini, speranze, incertezze - in una intervista all'Equipe.

"Scomparso? Mi sono divertito con gli amici. E niente social"

Ha raccontato della sua "fuga" dalla Thailandia, dopo la disastrosa corsa di 2 settimane fa (17°) sulla pista di Buriram: "E' stata solo una giornataccia, in passato è successo anche a Bagnaia. Mi scuso con tutti, ma dopo il traguardo ho preferito stare zitto perché a caldo avrei finito per parlare male della squadra: c'è stato un errore in partenza però preferisco non entrare nei dettagli (un problema con la pressione delle gomme, ndr), l'importante è aver capito di cosa di trattava". E' scappato in Australia. "Avevo bisogno di un break: sono stato con gli amici a Sidney e Melbourne. Mi sono divertito: avevo bisogno di staccare un po'. Di stare lontano dalla gente, dai social: è stato così bello che non ci ho più fatto caso. E ho recuperato energie". Nessuna crisi. "In Thailandia è stato un errore del team, in Giappone invece la colpa è solo mia: cominciavo dalla terza fila, c'è stato un piccolo incidente con Miller. Cose che succedono".

"Sono sempre in testa. Ma tutti quei ducatisti..."

Fiducioso. "Mi sembra di essere sempre in testa alla classifica, o no? (sorride) Ho 2 punti di vantaggio su Pecco, mancano solo 3 corse. Non vedo perché non dovrei pensare di riprendermi il titolo. La Ducati è una grande moto, competitiva: sono in 8 piloti e possono anche mettermi in mezzo. Ma la mia Yamaha è sempre stata veloce. Non sono depresso, direi piuttosto frustrato: perché so che potevo ottenere molto di più. La voglia di vincere c'è sempre, anzi: è più forte che mai. Rispetto all'anno è dura, con un terzetto di Ducati davanti e un altro dietro. Però è bello anche conoscere - e superare - i propri limiti". La M1 sembra averne parecchi. "Con questa moto è difficile sorpassare. E' come trovarsi di fronte a una porta chiusa: ti incolli alla ruota di un avversario - e stiamo parlando di campioni, non dilettanti: questa è la MotoGP - e senza capirne il motivo ti ritrovi 5 metri più lontano, perdi subito l'occasione di andare davanti. In Giappone ho trascorso tutta la gara dietro a Vinales, senza nemmeno provare un sorpasso". Guai, ad arrendersi: "Sono il campione del mondo. Ho solo voglia di divertirmi, di godermi l momento: ed è così che arrivano i risultati. Siamo in una buona situazione, la squadra è super-motivata. Abbiamo cambiato strategia: non penso più al campionato, ma a una corsa per volta. Come fosse l'inizio".

"Zarco, un francese che aiuta Pecco? Non è il massimo"

E il 'gioco di squadra' della Ducati? "Dicono che non esiste, ma allora perché l'altra domenica sono andati in Pramac a ringraziare Zarco? Pecco può farcela benissimo da solo, ma i ducatisti sono quasi la metà dei piloti in griglia e si parlano: io invece sono solo, con la mia squadra. Non è proprio una lotta ad armi pari, ma preferisco non pensarci". Certo che Zarco... "Un francese che aiuta un italiano a scapito di un altri francese: non è il massimo, ma lui ha voluto fare una scelta. Faremo i conti alla fine". E adesso? "Penso solo a questo gp in Australia. Per le altre due, c'è tempo. Chi fa più punti da qui a Valencia si prende il titolo, io so solo che darò il massimo. Non vedo l'ora che cominci la gara".

I commenti dei lettori