Luca Marini: “Sono molto di più del fratello di Valentino Rossi”
di Massimo CalandriDopo il podio texano e quello sfiorato al Mugello, ha bisogno di una vittoria con conseguente premio in denaro. "Perché tra un mese mi sposo: questo matrimonio dal punto di vista economico si sta trasformando in un bagno di sangue" scherza Luca Marini, che domenica partirà in prima fila al Sachsenring, con il secondo tempo. Naturalmente suo fratello Valentino Rossi gli farà da testimone. "È molto contento, speriamo in un bel regalo". Tre giorni in viaggio di nozze a Capri, poi di nuovo in sella con gli altri ragazzi dell'Academy, al Ranch di Tavullia: c'è da preparare la seconda parte di una stagione che è cominciata bene e potrebbe proseguire meglio. "Però che stress, questa nuova MotoGp".
Almeno hanno smesso di chiederle di suo fratello.
"Mi fanno sempre meno domande su di lui. Ha smesso di correre, certo. Ma i giornalisti hanno anche imparato a conoscere me: scoprendo cosa posso dare a que…
Dopo il podio texano e quello sfiorato al Mugello, ha bisogno di una vittoria con conseguente premio in denaro. "Perché tra un mese mi sposo: questo matrimonio dal punto di vista economico si sta trasformando in un bagno di sangue" scherza Luca Marini, che domenica partirà in prima fila al Sachsenring, con il secondo tempo. Naturalmente suo fratello Valentino Rossi gli farà da testimone. "È molto contento, speriamo in un bel regalo". Tre giorni in viaggio di nozze a Capri, poi di nuovo in sella con gli altri ragazzi dell'Academy, al Ranch di Tavullia: c'è da preparare la seconda parte di una stagione che è cominciata bene e potrebbe proseguire meglio. "Però che stress, questa nuova MotoGp".
Almeno hanno smesso di chiederle di suo fratello.
"Mi fanno sempre meno domande su di lui. Ha smesso di correre, certo. Ma i giornalisti hanno anche imparato a conoscere me: scoprendo cosa posso dare a questo sport, ai tifosi. Anch'io posso essere interessante".
Ad Austin ha chiuso dietro solo a Rins. Per tre secondi.
"Il distacco l'ho preso nei primi 3 giri, nonostante una buona qualifica e una bella partenza. Che peccato, eravamo alla pari: all'inizio mi hanno superato Miller più Quartararo, ho perso tempo e addio vittoria".
È sempre più una questione di dettagli. E il talento?
"Ce l'hanno in molti, il livello è altissimo. La vera differenza la fa chi ogni volta riesce a mettere insieme tutte le tessere del mosaico. La corsa perfetta. Perché magari quel giorno in gara vai fortissimo, però parti dalla terza fila. Oppure ti fanno perdere un paio di posizioni al via, e non le recuperi più. Basta un piccolo particolare per passare dal podio al decimo posto".
"Qualche anno fa i migliori correvano nei team ufficiali, quelli delle squadre satellite speravano al massimo in una posizione tra la sesta e la decima. In un certo senso, era tutto più prevedibile. Ora hai 20 moto e altrettanti piloti sullo stesso piano o quasi: vanno come matti e possono arrivare fra i primi tre, serve solo cogliere l'opportunità giusta".
Che stress, diceva.
"Un tempo se raggiungevi un team ufficiale avevi una decina di anni assicurati. Adesso, sbagli un paio di stagioni e te ne vai a casa. Mi piacerebbe pensare di vincere un Mondiale, un giorno, però oggi mi devo concentrare solo sul campionato in corso. Vincere un gp, magari due. Lavorare meglio che posso per poter raggiungere i miei sogni nel minor tempo possibile, perché non sai mai quando sarà lunga la tua carriera. L'unica cosa che conta sono i risultati. E tu, fondamentalmente, corri contro te stesso. Non è facile, psicologicamente. Per fortuna sono con la Mooney Vr46: una famiglia, più che una squadra".
Chi lo vince il Mondiale 2023?
"A inizio stagione avrei detto: Pecco, tranquillamente. Ora vedo in gran forma anche Bezzecchi. E non mi dà fastidio che un compagno di squadra come lui abbia più punti di me, in classifica: se proprio devo soffrire perché qualcuno mi sta davanti, meglio sia per un amico".
"Chiesa e ricevimento tra Tavullia, Pesaro e Fano. Matrimonio fighissimo, ogni sera siamo lì ad organizzare: però, quante cose da mettere a posto. Non si finisce mai. A dicembre ce ne andremo a Bora Bora. Un bambino? Perché no, ci stiamo pensando: così Giulietta, la figlia di mio fratello, avrà qualcuno con cui giocare".
Siamo finiti a parlare del Doc.
"Ma io sono molto diverso. Ad esempio, mi sposo che non ho ancora 26 anni. Il motociclismo resta uno sport pericoloso ma è finita un'era, oggi noi piloti siamo tutti giovani e soprattutto degli atleti: facciamo una vita diversa, che ti porta ad avere delle priorità e cercare - soprattutto a casa - qualcuno che ti faccia stare bene, tranquillo. Qualcuno di speciale, come Marta".