In Giappone vincono il diluvio e Martinator. Motegi celebra il talento spericolato di Jorge, che sotto la pioggia battente e in una pista allagata ha trionfato davanti a un irriducibile Bagnaia e Marc Marquez: lo spagnolo del team Pramac è sempre più vicino al campione del mondo, adesso i due ducatisti sono divisi da soli 3 punti. In pratica, dopo 15 week-end e 7 mesi, si ricomincia da zero. E’ stata una gara a metà, fermata dopo 13 giri per il maltempo. Bandiera rossa, poi - stop di 20 minuti e un timido tentativo di ripartire - ci si è arresi al termine del nuovo warm up lap. Vale il risultato al giro precedente l’interruzione, e allora viva Martin: sprint race comprese, con questa ha vinto 5 delle ultime 6 gare, recuperando tutto il vantaggio che il campione del mondo aveva accumulato nella prima parte del torneo. Bezzecchi ha chiuso 4° e ora insegue a 54 punti da Pecco.
Martin: “Giusto interrompere, era troppo pericoloso”
“Oggi ero convinto di fare un bel risultato, avevo un grip straordinario”, festeggia Martin. “Quando dopo il via ha cominciato a piovere, ho aspettato di vedere cosa facevano gli altri e li ho seguiti nel pit stop”. Alla ripartenza è andato un po’ lungo, perdendo alcune posizioni. “Sì, ma ero sicuro di me e sapevo di poter tornare davanti, ce l’ho fatta quasi subito. E’ stato giusto interrompere la corsa, sarebbe stato troppo pericoloso continuare”.
Bagnaia: “Lo avrei ripreso, ma va bene così”
“Jorge all’inizio ha spinto veramente tanto sulla gomma, come Marquez, ma quando è aumentata la pioggia stava faticando: peccato, perché so che avrei potuto riprenderlo”. Pecco Bagnaia però non è amareggiato, anzi. “Ho fatto secondo e di solito mi girano le scatole ma questa volta sono contento perché so quanto sia difficile essere competitivi sul bagnato. Ero riuscito a scendere sotto il secondo di gap da Martin, ho dovuto mollare perché stavo cadendo: poi avevo ricominciato a recuperare, però ci hanno fermato. E’ vero che lui ora è solo a 3 punti: ma va bene così, essere stato veloce oggi mi aiuta tanto. La sicurezza prima di tutto”.
Jorge Martin festeggia la vittoria
(reuters)Dopo un giro, tutti ai box a cambiare la moto
Le prime gocce hanno cominciato a cadere che i piloti erano già in griglia, pronti a partire: al via Martin ha conservato il vantaggio della pole, con Binder dietro e Pecco a lottare con Aleix Espargarò, mentre Vinales al primo tornante è finito largo e nella ghiaia insieme a Zarco, dopo un contatto con Bezzecchi. Ma dopo un giro, i migliori si sono precipitati ai box per salire sulle moto preparate per la pista bagnata. Ne è venuta fuori una mezza baraonda: Marc Marquez è stato il più furbo ad approfittarne, Bagnaia ha perso qualche posizione, Bezzecchi ha recuperato.
Espargarò con l’Aprilia in testa, ma per poco
L’improbabile fuga di Pirro – niente flag-to-flag, pneumatici da asciutto – è durata 4 giri: finalmente Aleix Espargarò si è messo davanti, con Martinator protagonista di due superbi sorpassi sul pilota Aprilia che a 19 giri dalla fine è andato in testa alla gara e – per pochi secondi - al campionato. Bagnaia si è infatti presto messo alle spalle dello spagnolo. Ed è arrivato anche Bezzecchi, ricostruendo il terzetto che comanda il mondiale: Jorge-Pecco-Marco.
Lo stop, la ripartenza, un’altra bandiera rossa
Dopo una decina di giri Martin ha aumentato il suo vantaggio a un secondo e 4 decimi sul piemontese, su cui hanno cominciato a portarsi Bezzecchi e Marquez, col Cannibale che – mentre la pioggia continuava ad aumentare – ha avuto la meglio sul Bez. Dopo la caduta di Zarco il primo ad alzare il braccio è stato Aleix, poi Bezzecchi e lo stesso Marc: bandiera rossa e gara fermata. L’attesa ai box, la decisione di ripartire mentre a Motegi – complici i nuvoloni neri - si faceva sempre più buio. Ma dopo il giro di riscaldamento, i piloti sono tornati ad alzare il braccio: troppo pericoloso, fermiamoci. Vale il risultato prima dell’interruzione perché si era già corsa più di metà della gara. Quinto posto per Aleix Espargarò con l’Aprilia, sesto per Miller e la Ktm, Augusto Fernandez e un bravissimo Di Giannantonio, 8°. Tra due settimane si corre in Indonesia.