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MotoGp, in Qatar Bagnaia ha il primo match point mondiale. Pecco e Martin, vietato cadere

L'abbraccio tra Enea Bastianini e Pecco Bagnaia

 
Domenica la penultima gara della stagione, si chiude a Valencia. Il pilota italiano ha 14 punti di vantaggio sullo spagnolo: per entrambi uno zero potrebbe essere fatale. Intanto la pressione delle gomme diventa un caso
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Chi cade è perduto. Mancano 13 giorni all’ultimo traguardo di Valencia, domenica 26 novembre: 2 sprint race, 2 gp, 2 continenti (Asia, Europa), 74 punti in palio. Dopo 9 mesi e 35 gare (una in meno, con l’annullamento del sabato australiano) alle spalle, Bagnaia ha 14 lunghezze di vantaggio su Martin: in questo weekend in Qatar si gioca il primo match-point, ma dovrebbe guadagnare altri 23 punti sul rivale e non è semplice. Il campione del mondo è favorito: perché dalla sua ha un leggero ma significativo vantaggio, perché vale l’esperienza di un titolo iridato già vinto in MotoGp, e perché adesso può contare sull’aiuto del compagno di squadra Bastianini.

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Bagnaia e Martin, chi cade è perduto

Ma la chiave di questo incredibile mondiale, il campionato più equilibrato della storia, ancora una volta sarà la capacità del pilota di arrivare al limite senza oltrepassarlo: una caduta dell’uno o dell’altro, durante un gp, vorrebbe dire quasi sicu…

Chi cade è perduto. Mancano 13 giorni all’ultimo traguardo di Valencia, domenica 26 novembre: 2 sprint race, 2 gp, 2 continenti (Asia, Europa), 74 punti in palio. Dopo 9 mesi e 35 gare (una in meno, con l’annullamento del sabato australiano) alle spalle, Bagnaia ha 14 lunghezze di vantaggio su Martin: in questo weekend in Qatar si gioca il primo match-point, ma dovrebbe guadagnare altri 23 punti sul rivale e non è semplice. Il campione del mondo è favorito: perché dalla sua ha un leggero ma significativo vantaggio, perché vale l’esperienza di un titolo iridato già vinto in MotoGp, e perché adesso può contare sull’aiuto del compagno di squadra Bastianini.

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Bagnaia e Martin, chi cade è perduto

Ma la chiave di questo incredibile mondiale, il campionato più equilibrato della storia, ancora una volta sarà la capacità del pilota di arrivare al limite senza oltrepassarlo: una caduta dell’uno o dell’altro, durante un gp, vorrebbe dire quasi sicuramente addio al sogno iridato. Anche nella sprint race i Duellanti dovranno fare maledettamente attenzione. Il prossimo “zero” equivarrà a una bocciatura: dall’inizio della stagione, Pecco ne ha collezionati 4 – compreso quello drammatico di Barcellona – e Jorge uno di meno; curiosamente, i due hanno sempre terminato la gara del sabato. Il piemontese ha vinto 6 gp contro i 4 del madrileno, che vanta 6 successi (a 4) nelle sprint race. Bagnaia ha cominciato alla grande la stagione, Martinator è venuto fuori nella seconda parte.

La pressione delle gomme è un caso

In una MotoGp ancora fondamentalmente “umana” – dove cioè la differenza la fa il talento del pilota – ma sempre più tecnologica, il tema della pressione delle gomme si insinua come un cuneo nel fianco. Il nuovo regolamento parla chiaro, la Michelin a metà campionato ha chiesto e ottenuto – questioni di sicurezza, dicono – che la pressione degli pneumatici per almeno metà della corsa sia sempre entro determinati valori: mai sotto 1,9 bar per la gomma anteriore, e 1,3 bar per quella posteriore. Chi sgarra, si becca un’ammonizione. Ma se lo fa di nuovo, sono 3 secondi di penalità. Martin si è visto rifilare il il “warning” in Thailandia, mentre Bagnaia (e Bastianini, Marini, Bautista, Lecuona) è stato avvertito al termine della gara di domenica. L’impressione è che i tecnici del box ufficiale Ducati abbiamo deciso deliberatamente di prendersi il rischio, scegliendo una pressione più bassa. Adesso siamo pari. Ha sorpreso però una frase detta a metà da Jorge, al termine della gara: “La prossima volta rischio, non ha senso restare dietro”. Si riferiva proprio alla pressione: tutto sommato, essere penalizzati di 3 secondi può valere la pena, se alla fine rifili al tuo avversario un distacco maggiore.

Bastianini, l’amico ritrovato. Martin: “Io non ho alleati”

“Secondo me il mondiale lo vince Bagnaia. È un bravo ragazzo, se posso lo aiuto. Ma lasciatemi almeno un’altra gara”: Enea Bastianini è tornato. Ha dominato in Malesia, vuole fare il bis in questo fine settimana nel deserto del Qatar, dove aveva trionfato lo scorso anno. Il riminese ha un talento straordinario. Sa che il suo posto nella Ducati ufficiale per il prossimo anno – confermato da Borgo Panigale il 31 agosto – è stato però messo in discussione: qualcuno vorrebbe affiancare a Pecco proprio Martinator, accettando di pagare una robusta penale alla Bestia. Enea non ci sta: ha dimostrato di essere un fuoriclasse, e sabato si è saggiamente accontentato del 4° posto, evitando di superare Bagnaia. Che a sua volta gli aveva dato una mano per interpretare meglio il circuito di Sepang. Aiuterà il campione del mondo. Mentre Jorge è rassegnato: Zarco, il suo compagno nel team Prima Pramac, domenica ha chiuso solo 12°, a 24 secondi. “Io non ho alleati. Non importa: so comunque di potermela giocare”.

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