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Euro 2032, 150 milioni per il nuovo Olimpico stile Wembley...

Lo stadio Olimpico
Lo stadio Olimpico (ansa)
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Entro il 2031 Roma avrà uno stadio Olimpico che sarà fra i migliori d'Europa, un investimento da 150 milioni finanziato da Sport e Salute, la società pubblica proprietaria dell'impianto. L'Olimpico sarà il nostro Wembley, un impianto che pur non essendo nato per il calcio ospiterà ovviamente il grande calcio, non solo dei club e della Nazionale, ma anche il rugby, l'atletica, altri sport, i concerti. Uno stadio insomma da grandi eventi.

Presto i vertici di Sport e Salute, il presidente Marco Mezzaroma e l'ad Diego Nepi Molineris, presenteranno il progetto che è ormai pronto. I lavori inizieranno il prossimo anno e si concluderanno nel 2031: l'Olimpico potrà entrare così nella cinquina di stadi italiani (più un paio di riserve) utili per gli Europei di calcio del 2032, condivisi fra Italia e Turchia. La Turchia è già a buon punto, a Istanbul ad esempio ci sono già due stadi pronti, ma l'Italia sta recuperando il terreno perduto negli anni passati.

Il nuovo Olimpico (che potrebbe ospitare la finale) tornerà ad una capienza di 80.000 posti come durante Italia '90, grande attenzione verrà riservata all'ampliamento delle aree dedicate alla hospitality (non solo la zona Monte Mario ma anche sul lato Tevere), cosa cui l'Uefa tiene molto per i suoi sponsor. Previste soluzioni più moderne rispetto agli attuale maxischermi. Roma dovrebbe avere entro il 2031 anche lo stadio di Pietralata, l'impianto del club giallorosso. Le sedi, come detto, saranno cinque: oltre all'Olimpico, Torino (stadio della Juve), il nuovo San Siro, Napoli (ottimo il progetto del Comune per il Maradona) e Firenze (o Palermo). La grande incognita è proprio San Siro: se non ci fosse di mezzo Milano si dovrebbe parlare di alto rischio ma come si fa lasciare fuori Milano? Bisognerà fare un miracolo, o quasi.

La Figc sta esaminando in questo mese i documenti presentati in estate (13 città, 16 stadi), la Uefa vuole entro il 1 ottobre i progetti definitivi approvati e finanziati. Verso il 10 ottobre il via libera da Nyon, si parte. Il ministro Abodi, Giovanni Malagò e Gabriele Gravina (che ha portato in Italia gli Europei) stanno lavorando in piena sintonia, almeno su questo fronte. Un importante aiuto è arrivato da Michele Uva, che il presidente Ceferin ha mandato in Italia apposta.

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