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Rugby, Parisse e la sfida con gli All Blacks: "Sarà un'Italia mai vista"

Il capitano dell'Italrugby, che sabato pomeriggio (ore 15) affronta i campioni del mondo all'Olimpico, promette battaglia: "L'aggressività, il placcaggio uno contro uno, saranno fondamentali: dobbiamo rallentarli, altrimenti è finita"
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ROMA - Dovrà essere "guerra". Su ogni zolla del campo e per tutti gli 80 minuti. Con l'aiuto di un Olimpico prossimo all'esaurito. E' l'appello di Sergio Parisse, capitano dell'Italrugby che domani pomeriggio (ore 15, diretta DMax) affronta gli All Blacks campioni del mondo in un match senza storia. O quasi.

Parisse: "Sarà un'Italia mai vista" - Cuore e cervello. Parisse giura che in 15 anni di carriera azzurra - esordì proprio contro la Nuova Zelanda, nel 2002 ad Hamilton - non aveva mai visto la Nazionale prepararsi così. "Sono abituato ai cambi di allenatore. All'entusiasmo iniziale, alle motivazioni, alla grinta. Ma questa volta mi sembra diverso. Nell'approccio alla gara, nell'analisi e nelle strategie, nella consapevolezza di quello che dovremo fare". Racconta che con il ct Conor O'Shea si è fatto un grande lavoro di analisi attraverso i video: gli avversari e gli azzurri, i…
ROMA - Dovrà essere "guerra". Su ogni zolla del campo e per tutti gli 80 minuti. Con l'aiuto di un Olimpico prossimo all'esaurito. E' l'appello di Sergio Parisse, capitano dell'Italrugby che domani pomeriggio (ore 15, diretta DMax) affronta gli All Blacks campioni del mondo in un match senza storia. O quasi.

Parisse: "Sarà un'Italia mai vista" - Cuore e cervello. Parisse giura che in 15 anni di carriera azzurra - esordì proprio contro la Nuova Zelanda, nel 2002 ad Hamilton - non aveva mai visto la Nazionale prepararsi così. "Sono abituato ai cambi di allenatore. All'entusiasmo iniziale, alle motivazioni, alla grinta. Ma questa volta mi sembra diverso. Nell'approccio alla gara, nell'analisi e nelle strategie, nella consapevolezza di quello che dovremo fare". Racconta che con il ct Conor O'Shea si è fatto un grande lavoro di analisi attraverso i video: gli avversari e gli azzurri, il gruppo e ogni singolo giocatore. Come ci si muove e perché. Sembrano concetti basici, ma nel movimento ovale italiano non bisogna mai dare nulla per scontato. "I ragazzi ora partecipano, con entusiasmo. E io ho molta fiducia nel nostro piano di gioco". Che non vuole rivelare, è chiaro. "Diciamo che l'aggressività, il placcaggio uno contro uno, saranno fondamentali: dobbiamo rallentarli, altrimenti è finita".

All Blacks, la forza dell'umiltà -  La Nuova Zelanda, reduce da una sorprendente sconfitta con l'Irlanda, schiera una squadra giovane ed inesperta. "Ma per noi purtroppo cambia poco", taglia corto il numero 8 azzurro. "La più grande qualità degli All Blacks è l'umiltà: loro rispettano qualsiasi avversario, e la maniera migliore per farlo è dare il massimo dall'inizio alla fine. Hanno rifilato 40-50 punti alle squadre più forti. Sempre, senza fermarsi mai". Però a Chicago con i Verdi hanno perso. "Perché gli irlandesi hanno attaccato in tutte le zone del campo, hanno spinto benissimo nelle rimesse laterali. E perché anche i neozelandesi sono umani. Ma vorranno rifarsi. Con l'Italia possono permettersi di fare tanti cambi. E i nuovi arrivati vorranno impressionare gli altri. A noi la cosa non interessa: concentriamoci sul nostro gioco, è meglio".

Il record del capitano -  L'esordio di Bronzini in regìa, una certa inesperienza soprattutto nei tre-quarti. "Ci saremo noi 'vecchi' a sostenerli, a togliere loro pressione mentalmente: ma dovranno combattere". Per Parisse son stati 15 anni indimenticabili in maglia azzurra. Domani sarà il record di presenze: 120. "Tanti momenti belli: l'esordio, poi le 2 vittorie con la Francia, quegli altri 2 successi in Scozia, battere l'Irlanda. Ho anche sofferto, ci sta: quando mi sono rotto il bicipite femorale (con la Scozia, all'Olimpico) temevo di non poter più tornare allo stesso livello". Ne è valsa la pena. "E domani scriveremo un altro capitolo importante. Tutti insieme".