OSAKA - Con Galles-Georgia in programma domani a Toyota si chiude la prima giornata del Coppa del mondo di rugby. Per ora tutto secondo pronostico, hanno vinto gli All Blacks contro il Sudafrica (23-13), ha vinto l'Inghilterra contro Tonga (35-3), l'Irlanda contro la Scozia (27-3). Meno scontata, anche per come si è svolta la partita, la vittoria della Francia sull'Argentina (23-21), quella con lo scarto minore. Bene anche l'Australia contro le Fiji (39-21). Questo per parlare delle prime della classe e possibili candidate ai quarti di finale. Poi ha vinto il Giappone sulla Russia (30-10) nella partita che si candida alla peggiore del primo round se non ci fosse quella dell'Italia con la Namibia. E' finita 47-22 e al momento è la partita dove si sono viste più mete (10, sette azzurre e tre della Namibia), quella dove chi ha vinto ha segnato più punti, ma anche quella dove ne ha fatti di più la squadra che ha perso. Che a ben vedere non è un bel segnale per gli azzurri. Purtroppo è stato anche il match dove, a sensazione, sono finiti in terra più passaggi da meta, quasi tutti italiani. Dato che il calendario e i bonus possono dare illusioni diciamo che l'Italia in questo momento guida il suo girone in solitario davanti agli All Blacks: 5 punti gli azzurri, 4 i neozelandesi. A zero restano Sud Africa e Namibia insieme al Canada che ancora non ha giocato e che inizia il suo cammino proprio contro gli azzurri giovedì (Diretta Rai2 dalle 9,15).
E' il mondiale degli inchini delle squadre al pubblico. Ha iniziato la Nuova Zelanda sabato, hanno proseguito oggi Italia e Namibia. "Sono restati lì fermi sotto la pioggia - dice Sergio Parisse alla fine - è stato un gesto di rispetto e ringraziamento". Il pubblico gradisce e applaude fragorosamente ad ogni inchino.
E' un mondiale dominato dai treni, i favolosi Shinkansen che viaggiano fino a 300 all'ora e che portano i tifosi su e giù per il Giappone. A sera li raccolgono nelle varie fermate verso Tokyo dove tutti o quasi hanno casa o albergo. Così si mescolano scozzesi e italiani (pochissimi ma ci sono), irlandesi e tongani, australiani, neozelandesi. Tutti sullo stesso treno saliti a seconda dell'ora della fine della partita. E cantano, tutti, ognuno nella sua lingua, in prevalenza l'inglese.
E' anche un mondiale dove gli arbitri, nel rugby però di loro non si parla, commettono un po' più di errori del solito, soprattutto nell'interpretazione delle norme che regolano le ruck. In All Blacks-Sud Africa a un certo punto sembrava che valesse una sorta di "bomba libero tutti". Ognuno entrava da dove voleva, come voleva, colpendo chi voleva. Eppure le collisioni e i conseguenti traumi sarebbero una delle priorità della World Rugby, tanto che c'è stato un piccolo caso proprio nella sfida più importante. Il neozelandese Sam Cane prende una botta in testa, appare smarrito, esce per i controlli, controlli che si protraggono, così il suo sostituto Tuipuloto entra nel secondo tempo in quella che lo staff della Nuoiva Zelanda pensa essere una sostituzione temporanea. No, è definitiva. Cane resta a bordio campo un po' poi si deve rassegnare. E oggi è arrivato un comunicato della World Rugby per chiarire che chi esce prima del riposo e non rientra alla ripresa del gioco è considerato sostituito in via definitiva. Piccole cose, in fondo, ma se riguardano gli All Blacks non lo sono mai. A chi lo accusava di non aver fatto giocare bene i suoi ragazzi Steve Hansen sabato ha risposto con un laconico: "Una vinta". Come a ricordare che il suo piano è vincerle tutte. Punto.
E' il mondiale degli inchini delle squadre al pubblico. Ha iniziato la Nuova Zelanda sabato, hanno proseguito oggi Italia e Namibia. "Sono restati lì fermi sotto la pioggia - dice Sergio Parisse alla fine - è stato un gesto di rispetto e ringraziamento". Il pubblico gradisce e applaude fragorosamente ad ogni inchino.
E' un mondiale dominato dai treni, i favolosi Shinkansen che viaggiano fino a 300 all'ora e che portano i tifosi su e giù per il Giappone. A sera li raccolgono nelle varie fermate verso Tokyo dove tutti o quasi hanno casa o albergo. Così si mescolano scozzesi e italiani (pochissimi ma ci sono), irlandesi e tongani, australiani, neozelandesi. Tutti sullo stesso treno saliti a seconda dell'ora della fine della partita. E cantano, tutti, ognuno nella sua lingua, in prevalenza l'inglese.
E' anche un mondiale dove gli arbitri, nel rugby però di loro non si parla, commettono un po' più di errori del solito, soprattutto nell'interpretazione delle norme che regolano le ruck. In All Blacks-Sud Africa a un certo punto sembrava che valesse una sorta di "bomba libero tutti". Ognuno entrava da dove voleva, come voleva, colpendo chi voleva. Eppure le collisioni e i conseguenti traumi sarebbero una delle priorità della World Rugby, tanto che c'è stato un piccolo caso proprio nella sfida più importante. Il neozelandese Sam Cane prende una botta in testa, appare smarrito, esce per i controlli, controlli che si protraggono, così il suo sostituto Tuipuloto entra nel secondo tempo in quella che lo staff della Nuoiva Zelanda pensa essere una sostituzione temporanea. No, è definitiva. Cane resta a bordio campo un po' poi si deve rassegnare. E oggi è arrivato un comunicato della World Rugby per chiarire che chi esce prima del riposo e non rientra alla ripresa del gioco è considerato sostituito in via definitiva. Piccole cose, in fondo, ma se riguardano gli All Blacks non lo sono mai. A chi lo accusava di non aver fatto giocare bene i suoi ragazzi Steve Hansen sabato ha risposto con un laconico: "Una vinta". Come a ricordare che il suo piano è vincerle tutte. Punto.