Rugby, Mondiali: niente impresa, Italia battuta dal Sudafrica 49-3
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRINella sfida che valeva il passaggio ai quarti della rassegna iridata gli azzurri di O'Shea non possono nulla contro la superiorità - soprattutto fisica - degli Springboks. Sette mete a zero. Ultimo impegno il 12 ottobre contro la Nuova Zelanda
SHIZUOKA (Giappone) - E' stato come affrontare un carrarmato con un fucile a tappo. Inferiore su tutti gli aspetti ma in particolare quello fisico, l'Italia è stata maltrattata per 80 minuti dal Sudafrica (49-3, 7 mete a zero) e dice addio al sogno impossibile di passare ai quarti di finale del Mondiale giapponese. Dopo due facili successi con Namibia e Canada, gli azzurri falliscono la "partita della vita" - così l'aveva definita il ct O'Shea - ma non gliene si può fare una colpa. E' troppa la differenza tra un rugby ad alto livello come quello degli Springboks, e il nostro. La storia di sempre: proviamo a bussare alle porte del paradiso ovale, ma non ci aprono. Perché non ce lo meritiamo. Parisse & C. oggi ci hanno messo tanto coraggio, è vero: però se perdi tutti i confronti diretti, non basta. Si poteva fare di più? Probabilmente, no. Questo di Shizuoka è un punto di non ritorno per il movime…
SHIZUOKA (Giappone) - E' stato come affrontare un carrarmato con un fucile a tappo. Inferiore su tutti gli aspetti ma in particolare quello fisico, l'Italia è stata maltrattata per 80 minuti dal Sudafrica (49-3, 7 mete a zero) e dice addio al sogno impossibile di passare ai quarti di finale del Mondiale giapponese. Dopo due facili successi con Namibia e Canada, gli azzurri falliscono la "partita della vita" - così l'aveva definita il ct O'Shea - ma non gliene si può fare una colpa. E' troppa la differenza tra un rugby ad alto livello come quello degli Springboks, e il nostro. La storia di sempre: proviamo a bussare alle porte del paradiso ovale, ma non ci aprono. Perché non ce lo meritiamo. Parisse & C. oggi ci hanno messo tanto coraggio, è vero: però se perdi tutti i confronti diretti, non basta. Si poteva fare di più? Probabilmente, no. Questo di Shizuoka è un punto di non ritorno per il movimento italiano. Stiamo per perdere l'allenatore che avrebbe dovuto rivoluzionare nei prossimi anni il nostro rugby (il contratto di O'Shea scade a maggio, ma potrebbe andare via prima del Sei Nazioni) e nessuno ha idea di come sostituirlo. Meglio: in Federazione, nessuno ha idea di cosa fare per uscire da questo "giorno della marmotta" ovale, tra brevi entusiasmi ed infinite delusioni. Alcuni tra gli atleti più importanti - Parisse, su tutti - sono prossimi all'addio e per mettere insieme una nazionale dignitosa anche questa volta abbia dovuto ricorrere a 6 giocatori formati all'estero. Rassegniamoci, forse soffriremo di meno. Tra 8 giorni l'Italia affronta a Toyota gli All Blacks, poi basta. Almeno per qualche mese, niente più sconfitte.
Italia-Sudafrica 3-49 (3-17)
Marcatori: 5' pt meta Kolbe tr. Pollard, 9' cp Allan, 12' cp Pollard, 26' meta Mbonambi tr. Pollard; 10' st cp Pollard, 12' meta Kolbe, 18' meta Am tr. Pollard, 27' meta Mapimpi tr. Pollard, 36' meta Snyman, 40' meta Marx.
Italia: Minozzi - Benvenuti, Morisi, Hayward, Campagnaro - Allan (28' st Canna), Tebaldi (19' st Braley) - Parisse (19' st Negri), Polledri, Steyn - Budd (5' st Zanni), Sisi (5' st Ruzza) - Ferrari (2' pt Riccioni, dal 19' Quaglio), Bigi (16' st Zani), Lovotti.
Sudafrica: Le Roux - Kolbe, Am, de Allende, Mapimpi (2' st Steyn, dal 13' Mapimpi) - Pollard, de Klerk (20' st Jantijes) - Vermeulen (24' st Louw), du Toit, Kolisi - de Jager (20' st Mostert), Etzebeth (13' st Snyman) - Malherbe (5' st Koch), Mbonambi (11' st Marx), Mtawarira (5' st Kitshoff).
Arbitro: Barnes (Ing)
Note: 2' st cartellino rosso Lovotti, spettatori: 44.148
Un inizio da incubo
Le cose si sono subito messe male, con Ferrari ko sulla spinta da Mtawarira alla prima mischia ordinata e costretto ad uscire per Riccioni. Su un calcio a seguire di Kolbe si è vista una inquietante differenza di velocità tra Mapimpi e Benvenuti: un gesto che ha anticipato in maniera esemplare la storia della partita. Cinque minuti appena, e una serie di rapidi punti d'incontro sudafricani libera il piccolo Kolbe: che fa letteralmente il giro intorno al suo diretto avversario (Campagnaro) segnando la prima meta, trasformata da Pollard. La punizione di Allan è come l'ultimo respiro di chi sa che sta per affogare. Tra errori tecnici - in avanti di Minozzi su un calcio alto avversario - e di disciplina, Pollard aggiunge 3 punti dalla piazzola. E' un inizio da incubo.Col fucile a tappo, contro un carraramato
Anche Riccioni, dopo un placcaggio su quel bestione di Ezebeth, è costretto ad uscire, sostituito da Quaglio. Senza più piloni destri, l'Italia come da regolamento sfrutta l'opportunità di giocare delle mischie no contest, senza spinta: meglio così, altrimenti si rischiava il massacro. Coraggiosi nonostante tutto, gli azzurri - complice una 'francesina' di Budd su Pollard - potrebbero anche avere l'occasione di segnare ma qualche minuto nei pressi della linea di meta avversaria non frutta nulla. Invece i Boks ci mettono un attimo a mandare a segno il tallonatore Mbonambi su di una rolling maul. Le statistiche sono quasi paradossali: l'Italia ha il 52% del possesso, ma a cosa di serve l'ovale in mano se non sai che farne? La differenza è anche nei calci di punizione concessi: 8 a 5, però se non hai altri mezzi per fermare il tuo avversario, finisci inevitabilmente per commettere fallo.Lovotti e un 'ombrellone' da rosso
La ripresa comincia con una impressionante penetrazione dello Steyn azzurro, 40 metri palla in mano sostenuto da Tebaldi: il pubblico di Shizuoha improvvisamente d'infiamma e urla "Italia", Italia!", i sudafricani ci fermano illegalmente a 5 metri dalla linea di meta, Barnes indica la punizione ma Lovotti - in collaborazione con Quaglio - decide di farsi giustizia. Vermeulen viene sollevato in aria e poi piantato giù di testa come un ombrellone sulla spiaggia. Un gesto inaccettabile a questi livelli che giustamente Lovotti paga con l'espulsione.Bonus dei Boks, record di Pollard
Con un uomo in più, il Sudafrica si concentra sul bonus offensivo ma senza forzare, e cambiando qualche titolare. Parisse si fa soffiare un pallone alto da Kolbe (che gli cede quasi 30 centimetri di statura!) e poi la piccola ala si tuffa in meta su di un bel traversone al piede di Pollard. La quarta meta, quella del punto in più, arriva al termine di 3 minuti un po' folli, in cui Campagnaro intercetta una meta già fatta degli Springboks prima che Am restituisca il favore su Polledri e firmi l'atteso poker. Pollard trasforma e sale a 113 punti segnati per il Sudafrica in Coppa del Mondo, scavalcando in classifica il mitico Percy Montgomery. Un altro calcetto a tagliare la burrosa difesa italiana regala la doppietta di Mapimpi.Il calvario finale
Il finale è un calvario. Altro traversone di Pollard, Minozzi recupera ma viene placcato da Kolbe e fa uno sciagurato passaggio che Snyman raccoglie: è la settima meta. La piccola ala indiavolata intercetta l'ultimo attacco azzurro e viene fermato per un soffio da Braley. A tempo scaduto il Sudafrica ha ancora fame, la carne azzurra è frolla al punto giusto: tocca a Marx tuffarsi in meta, trascinato dalla mischia. Per fortuna è finita. Almeno oggi.Italia-Sudafrica 3-49 (3-17)
Marcatori: 5' pt meta Kolbe tr. Pollard, 9' cp Allan, 12' cp Pollard, 26' meta Mbonambi tr. Pollard; 10' st cp Pollard, 12' meta Kolbe, 18' meta Am tr. Pollard, 27' meta Mapimpi tr. Pollard, 36' meta Snyman, 40' meta Marx.
Italia: Minozzi - Benvenuti, Morisi, Hayward, Campagnaro - Allan (28' st Canna), Tebaldi (19' st Braley) - Parisse (19' st Negri), Polledri, Steyn - Budd (5' st Zanni), Sisi (5' st Ruzza) - Ferrari (2' pt Riccioni, dal 19' Quaglio), Bigi (16' st Zani), Lovotti.
Sudafrica: Le Roux - Kolbe, Am, de Allende, Mapimpi (2' st Steyn, dal 13' Mapimpi) - Pollard, de Klerk (20' st Jantijes) - Vermeulen (24' st Louw), du Toit, Kolisi - de Jager (20' st Mostert), Etzebeth (13' st Snyman) - Malherbe (5' st Koch), Mbonambi (11' st Marx), Mtawarira (5' st Kitshoff).
Arbitro: Barnes (Ing)
Note: 2' st cartellino rosso Lovotti, spettatori: 44.148