✕

L’Italia del rugby se ne va in Costa Azzurra a caccia del Mondiale

Mercoledì 20 settembre alle 17.45, contro l'Uruguay, la seconda partita dell’Italia nella manifestazione. Contro l’Uruguay si gioca a Nizza, la città del sole, dei musei e della farinata
3 minuti di lettura

A due ore e mezza d’auto da Genova, Nizza è il secondo aeroporto francese dopo Parigi (con 14 milioni di passeggeri l’anno: in quindici minuti di tram si raggiunge il centro). Sole e cielo azzurro per quasi tutto l’anno, grazie a una favorevole combinazione dei venti, una splendida costa e la spiaggia (libera) anche in città. I colori, i giardini, i palazzi, la gastronomia: se i francesi l’hanno soprannominata Nissa la Bella, hanno le loro buone ragioni.

Il Villaggio Rugby, dove sarà possibile vedere gli incontri del mondiale sui maxi schermi (ci sono anche zone di ristoro e animazione), è nel centro della città: i giardini Albert I sono un parco di tre ettari che collega la Promenade des Anglais con Place Massena e tradizionalmente ospita anche il famoso festival del jazz. Ambasciatore del Villaggio è Jeff Tordo, nizzardo, internazionale coi Bleus.

La Promenade des Anglais

 

Cosa vedere a Nizza

Patrimonio dell’Unesco per la sua bellezza architettonica, paesaggistica e urbanistica, Nizza è una città tutta da vedere camminando per la strade di un centro che con la scoperta della villeggiatura d’inverno è cresciuto in maniera straordinariamente cosmopolita – le strutture dallo stile diverso tra barocco, art déco, Belle Epoque, le piazze, i giardini con le piante esotiche, la Promenade des Anglais – tra la metà del XVIII e del XX secolo (www.explorenicecotedazur.com). Il cuore è la grande Place Massena coi palazzi color ocra e le statue dello spagnolo Plensa che s’illuminano la notte: s’affaccia sul centro storico, la Vieux Nice col Mercato dei Fiori di corso Saleya, ai piedi della collina del Chateau, accanto agli alberi e ai giochi d’acqua della Promenade du Paillon. Un magnifico museo d’arte moderna e contemporanea e quelli del quartiere di Cimiez (www.nice.fr), oltre 200 alberghi tra cui il suggestivo “Negresco” (www.hotel-negresco-nice.com), fra tutti vale la pena di visitare – in pieno centro ma immerso nel verde e nel silenzio – il “Windsor Jungle Art Hotel”di rue dal Pozzo: struttura familiare dove ogni camera è stata arredata da un diverso artista internazionale, e i prezzi sono decisamente ragionevoli. Ogni anno diventa il crocevia del Festival OVNI di arte audiovisiva. (www.hotelwindsornice.com).

Jean Luc Mekersi

 

Cosa mangiare e cosa bere

Dicono che l’abbiano inventata i genovesi ai tempi della guerra con la Repubblica pisana, 8 secoli fa: la farinata di ceci in Toscana chiamano cecina, a Buenos Aires dicono fainà convinti sia una loro specialità e dimenticando gli antenati liguri, ma pure a Nizza sostengono sia roba loro: invece, la socca pare sia stata esportata da queste parti all’inizio del Novecento da una signora che veniva dai caruggi del capoluogo ligure e si chiamava Teresa. La potete riconoscere in una vecchia foto in bianco e nero esposta da “Theresa”, appunto: forno a legna dell’800 al 28 rue droite della Vecchia Nizza, gestito da un ex tallonatore, Jean Luc Mekersi (www.cheztheresa.fr). È una istituzione, visitatissima dai rugbisti: Skelton, Laporte, Ben Franks. È passato di qui anche re Carlo d’Inghilterra. “Theresa” ha pure un banco gestito da Sophie poco lontano, al Mercato dei Fiori di cours Saleya, dove la socca appena sfornata viene portata in bici e offerta insieme alle altre specialità nizzarde, dalla pissaladière al pan bagnat, dalla torta di bietole ai ripieni, street food a prezzi decisamente accessibili. Se volete sedervi comodi, allora – sempre Vieux Nice – vale la pena fermarsi da “Acchiardo”, ristoratore di origine piemontese: Jeremy, il figlio, quando non serve in tavola gioca all’ala nel Nizza. O ancora, da “Lu Fran Calin” (www.lu-fracalin.fr), c’è un maxi-schermo per vedere il rugby: e troverete Daniel Silvetti, che vi parlerà per ore del rugby cassoulet, quello della vecchia guardia (il fratello del suo socio, Daniel Falcone, nel 1983 ha giocato la finale del campionato francese). Se amate i sapori forti, consigliatissimo – anche d’estate – lo stufato (daube). In alternativa, l’italiano Sentimi di piazza Massena (www.sentimi.fr) e il “Bistrot d’Antoine”, sempre Vieux Nice, gestito da un portoghese, specializzato nel pesce (e dolci italiani).

Lo stadio Allianz Riviera

 

Lo stadio

All’Allianz Riviera di solito si gioca a calcio col Nizza protagonista della Ligue 1 (allenati dall’italiano Francesco Farioli, venerdì 15 settembre hanno battuto a Parigi il Psg), ma il terreno – inaugurato 10 anni fa – insieme agli Europei del 2016 ha già ospitato diverse partite di rugby: 35.000 spettatori, è raggiungibile dall’Italia in autostrada (l’uscita è quella dall’aeroporto, ci sono ampi parcheggi e navette di collegamento), se siete già in città il consiglio è quello di usare mezzi pubblici e in particolare la linea speciale tram verde scendendo alla fermata Stade, poco prima di quella di Saint Isidore, che è poi il nome del quartiere. Assolutamente da non perdere il Museo Nazionale dello Sport, che in pratica è inserito nella stessa struttura ed è aperto tutti i giorni - tranne il lunedì - dalle 10 alle 17, l’ingresso costa 8 euro per chi ha più di 18 anni (6 euro i gruppi da 10): su 5.000 metri quadri sono esposti 5 secoli di storia sportiva attraverso 45.000 oggetti e 400.000 documenti di tutte le discipline, in questi giorni c’è una speciale mostra sulle grandi squadre nella storia del rugby, contiene una splendida collezione di memorabilia olimpici. Museo interattivo: chi se la sente, attraverso una serie di esercizi divertenti può testare sul posto la propria condizione fisica.

Francesco Farioli, allenatore italiano del Nizza

 

Leggi i commenti