MERIBEL - Alla fine lui, l'allenatore, ha anticipato le mosse di lei, la campionessa, e se n'è andato. Dopo sette anni Mikaela Shiffrin non è più guidata dal suo storico tecnico Mike Day, che ha fatto le valigie durante un Mondiale complicato per l'americana arrivata a una sola vittoria dallo storico recordi di 86 di Ingemar Stenmark, ma rimasta finora senza medaglia d'oro a Meribel, dove ha conquistato l'argento del superG. La separazione è stata annunciata attraverso un comunicato della US Ski and Snowboard Association: "Dopo sette stagioni con Mike Day, Mikaela Shiffrin ho deciso di prendere una nuova direzione con una nuova guida e continuerà ad essere supportato strettamente dagli allenatori del team per il resto della stagione e per il futuro".
Shiffrin-Day, un rapporto che si era logorato
Una separazione burrascosa, avvenuta in un momento delicatissimo: a poche ore dallo slalom gigante in cui Shiffrin parte favorita, e nelle stesse giornate in cui i suoi allenamenti a Orcières-Merlette sono stati contestati dagli ambientalisti per il presunto uso di elicotteri tra il suo hotel di Gap e la pista di sci francese. Una protesta che ha indotto le autorità locali a garantire una scorta per precauzione. La contestazione ovviamente non c'entra con la separazione dal tecnico Mike Day, ma certo non ha aiutato a rasserenare gli animi nel momento in cui si avvicinava il gigante. "Voglio ringraziare Mike e riconoscere tutto il suo lavoro e impegno negli ultimi anni" riconosce Shiffrin, anche se i rapporti col tecnico si erano logorati al punto che lei già pensava a un cambio di rotta a fine stagione. Un'annata, tra l'altro, ricca di undici successi in Coppa del mondo, e del record di vittorie femminili strappato a Lindsey Vonn.
Intuendo quale sarebbe stata la decisione, lo storico coach se n'è andato. Incerta anche la sorte di altri tecnici legati a Day, come l'austriaco Mark Mitter, quel che è certo invece è il ruolo centrale della madre di Mikaela, Eileen, rientrata a tutti gli effetti nel team.