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Federica Brignone: “Shiffrin ha mollato per non dover combattere contro Gut-Behrami”

Federica Brignone festeggia col suo team a Saalbach (afp)
L’azzurra, che ha appena raggiunto Thoeni a quota 69 podi, attacca l’americana: “Lara avrebbe vinto la Coppa comunque, solo io le ho tenuto testa. Mikaela non si è presentata a certe gare, quasi a mettere le mani avanti”
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La miglior stagione di sempre, e neanche una coppa da portare a casa. O una medaglia, perché non c’erano Mondiali o Olimpiadi. Federica Brignone ha vinto sei gare in Coppa del mondo, quattro giganti e due superG. Per capire, l’anno scorso quando è stata medaglia d’oro in combinata e d’argento in gigante a Meribel ne aveva vinta una sola, nel 2020 erano cinque quando ha conquistato la Coppa generale, unica italiana della storia. “Purtroppo sono seconda in questa gara” dice Federica a Saalbach, “ma sono seconda anche nella coppa generale, in quella di superG e gigante. È stata comunque una stagione pazzesca, e all’inizio avrei messo la firma”.

Le 6 vittorie di Gut-Behrami dal 14 gennaio

Com’è potuto succedere? Perché in giro c’…

La miglior stagione di sempre, e neanche una coppa da portare a casa. O una medaglia, perché non c’erano Mondiali o Olimpiadi. Federica Brignone ha vinto sei gare in Coppa del mondo, quattro giganti e due superG. Per capire, l’anno scorso quando è stata medaglia d’oro in combinata e d’argento in gigante a Meribel ne aveva vinta una sola, nel 2020 erano cinque quando ha conquistato la Coppa generale, unica italiana della storia. “Purtroppo sono seconda in questa gara” dice Federica a Saalbach, “ma sono seconda anche nella coppa generale, in quella di superG e gigante. È stata comunque una stagione pazzesca, e all’inizio avrei messo la firma”.

Le 6 vittorie di Gut-Behrami dal 14 gennaio

Com’è potuto succedere? Perché in giro c’era un fenomeno: Lara Gut-Behrami, sei vittorie dal 14 gennaio in poi, 8 in totale. La dimostrazione che il meglio si può dare a trentadue anni, se hai messo in equilibrio tutte le componenti che fanno una campionessa. Anche la famiglia, se c’è un marito che viene da un altro pianeta (il Kosovo dei genitori, il calcio) ma ha la capacità di condividere le scelte giuste. Il dibattito è aperto: una Gut-Behrami in questa forma, capace di vincere la coppa generale, quella di gigante, superG e forse discesa sabato, sarebbe stata battuta da Mikaela Shiffrin? L’americana, 97 vittorie in Coppa, più grande sciatrice di sempre, avrebbe completato l’opera dopo essere stata largamente in testa fino all’incidente nella discesa di Cortina? Molti sono convinti di sì, ma tra i sostenitori di Mikaela non c’è Federica Brignone, che sul dilemma ha le idee chiare: “Lara avrebbe dato filo da torcere a Shiffrin, e avrebbe vinto la coppa”.

Brignone: “Le assenze di Shiffrin già a inizio gennaio”

La tesi dell’azzurra che ha raggiunto i 69 podi di Gustav Thoeni nasce dall’analisi di quel che è successo da gennaio in poi: “Nel momento in cui (Mikaela) doveva presentarsi non si è presentata, quasi a mettere le mani avanti già a inizio gennaio”. L’episodio citato di quel periodo riguarda i due superG e la discesa di Altenmarkt dal 12 al 14 gennaio, che l’americana decise di saltare per concentrarsi sulle prove tecniche a Flachau e Kranjska Gora della settimana successiva. Ma per Brignone la verità è un’altra: “Non poteva permettersi di saltare gare in questo inverno, ha quasi mollato per non doverla combattere”. Il riferimento è anche ai weekend in cui il rientro di Shiffrin dopo l’infortunio è sempre slittato: il gigante e lo slalom di Soldeu, in cui Gut-Behrami ha operato il sorpasso, tutte le gare successive, anche se si trattava di prove di velocità. Non la pensa così l’americana, che prima di rientrare nello slalom di Are (vinto) aveva detto: “Non avevo nessun controllo su questo, a un certo punto è stata una specie di lenta emorragia. Nelle prime settimane pensavo: posso tornare? Ho cercato di spingere per risalire, ma semplicemente non ce l'ho fatta, ed è stato straziante guardare tutto questo e arrabbiarsi senza poter fare niente”.

La resistenza di Federica fino alle finali

Senza Mikaela Shiffrin, poco dopo senza Sofia Goggia colpita da un infortunio ben più grave (e non bisogna dimenticarsi di Petra Vlhova che si è fatta male a Jasna), contro Gut-Behrami è rimasta una sola duellante: Federica Brignone. Seconda nella coppa generale, in quella di superG e gigante: se ci fosse una coppa per la combattività andrebbe a lei, che ha rimandato i verdetti alle finali di Saalbach. “Ho dovuto tenere testa a Lara, altrimenti sarebbe stato troppo facile: così abbiamo dato un po’ di pepe alle finali, è stata una bella battaglia”.

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