Wimbledon, così Sonego e Berrettini si preparano al Big Monday
di Paolo Rossi , di Paolo RossiUn bell'allenamento domenicale insieme, per amicizia e per scaramanzia (aveva già portato bene venerdì scorso). Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego, sempre loro due. Non sul campo Centrale di Wimbledon, però, "perché quello va preservato, l'erba si consuma e quindi non ti ci fanno allenare" dice Gipo Arbino, il coach di Lorenzo Sonego. E così, con Vincenzo Santopadre a supervisionare l'altra metà campo, è trascorsa la vigilia degli ottavi di finale del torneo londinese, con molto italian speaking ("Grosso il Centrale, eh? Ma non ti preoccupare..." ha scherzato Matteo. "Pensa a te..." ha ribattuto Lorenzo), battute e buonumore, sempre all'insegna della professionalità.
Un bell'allenamento domenicale insieme, per amicizia e per scaramanzia (aveva già portato bene venerdì scorso). Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego, sempre loro due. Non sul campo Centrale di Wimbledon, però, "perché quello va preservato, l'erba si consuma e quindi non ti ci fanno allenare" dice Gipo Arbino, il coach di Lorenzo Sonego. E così, con Vincenzo Santopadre a supervisionare l'altra metà campo, è trascorsa la vigilia degli ottavi di finale del torneo londinese, con molto italian speaking ("Grosso il Centrale, eh? Ma non ti preoccupare..." ha scherzato Matteo. "Pensa a te..." ha ribattuto Lorenzo), battute e buonumore, sempre all'insegna della professionalità.
Berrettini favorito contro Ivashka
Ma se Berrettini cerca la nona vittoria consecutiva sull'erba (contando anche il Queen's) e dunque parte da favorito contro il bielorusso Ivashka semplicemente perché è uno dei pochi giocatori il cui gioco è naturalmente adatto all'erba, con un dritto micidiale e un servizio che è una forza della natura (50% delle prime palle vincenti, media di 20 ace a partita e nessun break subito finora, oltre al record di velocità: 223,7 kmh), il mondo però avrà gli occhi puntati su Sonego, e soprattutto sul suo competitor, un certo Roger Federer. Per questo il suo match è stato programmato sul campo Centrale, mentre il romano - numero uno azzurro - dovrà accontentarsi di aprire il programma del 'Manic Monday', l'ultimo di Wimbledon visto che dal 2022 si giocherà (era ora) anche di domenica, ma sul campo numero 12. Berrettini vede i quarti di finale (poi, eventualmente, Auger Aliassime o Zverev), ma dovrà tenere la guarda alta, come in fondo ha fatto finora.
La strategia di Sonego contro Federer
Sonego dovrà attendere, sperando che non si consumi nell'attesa, i match di Djokovic (contro Garin) e Coco Gauff (contro Kerber). E poi? Gipo Arbino prova a spiegare la strategia: "Lorenzo sa che dovrà giocare contro il tennista senza volto. Esatto. Dovrà esistere solo la pallina, null'altro. Immaginare di avere dall'altra parte Federer, oppure Djokovic o infine Nadal, sarà il primo passo verso la sconfitta". Il coach ha ovviamente ragione, sebbene Sonego abbia confessato che il suo sogno è sempre stato la finale a Wimbledon contro Federer. "Certo, ma se poi dovessero tremarti le ginocchia e avere le mani a saponetta, non farai tanta strada. Aggiungo anche che finora abbiamo giocato su campi secondari, domani ti spalancano la porta del Tempio, e psicologicamente non sai mai come puoi reagire".
Il tennista senza volto. Nulla c'entra il remake del film di Mel Gibson al cinema, ovviamente. Ma Sonego sa cosa lo attende, e in fondo ha lavorato tutta la vita per un momento come questo. Si tratta, a pensarci bene, di "Un solo secondo", come il titolo del suo reggaeton, "canzone che va benissimo, molto orecchiabile. Per questo ho dovuto mettere uno stop, qui bisogna pensare solo al tennis" ribadisce fermo il coach con la pipa. Che però sorride se, in caso di un risultato clamoroso, non sia il caso di festeggiare improvvisando qualcosa che spiazzi il mondo: "Cantare o ballare? Ah ah ah. Non glielo dico, mica. Accidenti. Ci manca solo questa idea...".
In realtà, comunque vada, la festa è già stata organizzata. Lorenzo Sonego ancora non lo sa, ma al circolo di Torino - probabilmente il 16 luglio - ci sarà un party in suo onore. Semplicemente per celebrare i suoi risultati. "Sì, non amo parlare di bilanci - chiude Arbino -. Ma è evidente che il percorso di Sonego sia sempre positivo, senza strappi ma sempre in avanti. D'altronde il mio motto è 'piano, piano'. Lorenzo ha 26 anni ma, come ormai sapete tutti, non ha una base da junior. E come si vede qui si gioca a tennis anche fino a 36 anni, dunque ha dieci anni davanti per fare altri passi avanti". C'mon, Italia.