Roma sente la sua mancanza e l'exploit di Carlos Alcaraz, nuovo numero 6 del ranking mondiale, lo ha fatto scivolare in ottava posizione. Matteo Berrettini, lontano dai campi da gioco da quasi due mesi a causa di un infortunio alla mano destra accusato alla vigilia del Masters 1000 di Miami, ha dovuto rinunciare a tutti i tornei sulla terra rossa disputati fino ad ora: Monte-Carlo, Barcellona, Madrid e appunto l'attesissimo torneo di casa, gli Internazionali di Roma. Così anche la top ten del tennista romano, che già in questa stagione era stato costretto a ritirarsi dall'Australian Open e da Acapulco per un infortunio agli addominali, sembra a rischio visto che ancora non si conoscono i tempi del rientro.
L'infortunio a Indian Wells e l'operazione
Ma cosa è successo a Matteo? Il finale della scorsa stagione è stato il prologo dell'attuale. Tutto è iniziato all'Atp Finals di Torino con l'azzurro costretto al ritiro per una lesione agli addominali. Problema che si è trascinato anche agli Australian Open dove ha dovuto rinunciare agli ottavi di finale e ad Acapulco, in Messico, nel match d'esordio. Il lungo riposo, il rientro in campo, poi nuovi problemi a Indian Wells dove l'azzurro era uscito di scena agli ottavi di finale per mano del serbo Kecmanovic, pochi giorni prima del Masters 1000 di Miami. Una fitta alla mano destra che inizialmente non aveva preoccupato lo staff medico del romano che pensava a un'infiammazione, ma col passare dei giorni il problema si è acutizzato costringendolo a dare forfait in Florida e, soprattutto, a finire sotto i ferri alla vigilia della stagione sulla terra rossa per una lesione di una piccola particella sopra il mignolo destro che serve a tenere fermo il tendine. "Non partecipare a questi eventi, in particolare a Roma - aveva scritto su Instagram qualche settimana dopo -, è stata una decisione estremamente difficile che tuttavia ritengo essere quella giusta per poter tornare ai massimi livelli".
Roland Garros, più no che si
La speranza era quella di vederlo al Roland Garros, ma le probabilità che scenda in campo ai piedi della Torre Eiffel sono bassissime, come confermato pochi giorni fa dallo stesso Berrettini: "Non voglio forzare i tempi, andrò a Parigi solo se sarò nella condizione di arrivare fino in fondo. Al momento è più no che sì, nel caso passerò direttamente ai tornei sull'erba". Ed è Wimbledon, infatti, il vero obiettivo del tennista romano: "L'anno scorso ho preso il palo perdendo in finale, la prossima volta spero di segnare. Mentalmente, questo stop è stato difficile, e il giorno in cui ho annunciato ufficialmente che non avrei giocato a Roma è stato terribile".
Sull'erba tanti punti da difendere
E la stagione sull'erba diventerà fondamentale per il ranking di Matteo. Lo stop lo ha costretto a rinunciare alla difesa dei punti di Belgrado 2021 (dove aveva vinto) e ai 600 punti della finale di Madrid dello stesso anno, oltre ai punti del 2019 e 2020 tenuti in piedi dal regolamento post-pausa covid (i 75 di Monaco di Baviera 2019, i 125 di Budapest 2019 e i 90 di Roma 2020). Sull'erba Berrettini deve difendere la vittoria al Queen's e, soprattutto, la finale di Wimbledon. Per farlo, però, dovrà recuperare dall'ennesimo infortunio che ha condizionato questo inizio di stagione.