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Fognini-Sinner, Santopadre e il derby: "Vi spiego chi vince stasera al Foro"

Internazionali d'Italia, in vista del derby azzurro intervista all'allenatore di Berrettini: "A Jannik manca solo il derby con Matteo, magari in una finale Slam"
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ROMA - C'è un coach che ha guardato da spettatore disincatato e interessato, nello stesso tempo, questi Internazionali Bnl d'Italia. Si chiama Vincenzo Santopadre, per gli stranieri 'Holy Father'. E' l'allenatore di Matteo Berrettini, costretto a disertare l'appuntamento romano per infortunio. E così Santopadre, romano che più romano non potrebbe essere, è passato qualche giorno al Foro per annusare, chiacchierare, farsi un'idea. Stasera non vedrà il derby Fognini-Sinner, perché è volato a Barcellona per tentare l'operazione Roland Garros con il suo pupillo, missione difficile ma non bocciata a priori. Resta interessato al derby serale, però. E allora gli abbiamo chiesto cosa attenderci, che tipo di match sarà e chi potrebbe vincere.

ROMA - C'è un coach che ha guardato da spettatore disincatato e interessato, nello stesso tempo, questi Internazionali Bnl d'Italia. Si chiama Vincenzo Santopadre, per gli stranieri 'Holy Father'. E' l'allenatore di Matteo Berrettini, costretto a disertare l'appuntamento romano per infortunio. E così Santopadre, romano che più romano non potrebbe essere, è passato qualche giorno al Foro per annusare, chiacchierare, farsi un'idea. Stasera non vedrà il derby Fognini-Sinner, perché è volato a Barcellona per tentare l'operazione Roland Garros con il suo pupillo, missione difficile ma non bocciata a priori. Resta interessato al derby serale, però. E allora gli abbiamo chiesto cosa attenderci, che tipo di match sarà e chi potrebbe vincere.

Forza, giocando si può tentare il pronostico. Tanto, come si dice: solo chi li fa, li sbaglia.
"Ma è impossibile. Sul serio. Quando c'è Fognini di mezzo, è impossibile. Dipende se è in giornata, come sente la palla. Con lui non si può mai dire mai".

Questa è la variabile?
"Direi proprio di sì, perché sono due giocatori che hanno un gioco che può far male l'un l'altro. Non so: penso al rovescio lungolinea di Fabio, ma Jannik è uno che non ti dà quell'angolo, e comunque è rapido nello spostarsi. Quindi davvero non so".

E non ci dice chi vince, allora.
"Un momento. Io, per dire, ho detto ieri in famiglia che Sinner avrebbe battuto 6-4, 6-3 Martinez, e ci ho preso. Stasera è un derby. A Roma. Ci sono altre componenti. Per me può essere combattutissimo. Ma anche finire 6-2, 6-2 per uno dei due".

Ma non sappiamo chi.
"No, perché secondo me dipenderà dalle occasioni, da una singola palla. Una possibilità break, una palla corta, un errore grossolano. Ecco, un episodio condizionerà il match".

Il battito della farfalla che sposta l'equilibrio.
"Esatto. Anche il giocare alle 19: chi favorisce? Boh. Forse Fognini avrebbe preferito il pomeriggio con la palla che salta di più. Ma anche Sinner ha una palla pesante. E siamo di nuovo al punto di partenza".

La verità è che non vuole esporsi.
"Ma no, è un gioco e non succede niente. Ah, dimenticavo: dipende anche da come hanno preparato la partita i due coach, quali suggerimenti tattici ricevono i ragazzi. Sono certo che sarà un bel match, e Roma è la location giusta".

Resterà un ultimo derby da giocare, per Sinner: quello contro il suo Berrettini.
"E' vero. L'abbiamo sfiorato a Indian Wells, ma è match inedito. Magari lo vediamo in una finale Slam, non sarebbe meraviglioso?".