Giornata storica per il tennis italiano. Per la prima volta in 50 anni di ranking Atp ci sono infatti tre azzurri nella top 20: merito del balzo in avanti di Lorenzo Musetti che, grazie ai successi della settimana scorsa alla United Cup, ha guadagnato quattro posizioni, posizionandosi al n.19, suo best ranking. Matteo Berrettini torna a essere il n.1 nazionale al 14° posto (+2), mentre Jannik Sinner scende al n.16 (-2). Nemmeno il grande trio Panatta-Barazzutti-Bertolucci aveva toccato un traguardo simile: nell'estate del 1977 erano arrivati rispettivamente alla posizione 17, 20 e 22.
Australian Open tra speranze e incertezze
A una settimana dall'inizio dell'Australian Open, in programma dal 16 al 30 gennaio, l'Italia si presenta dunque con un biglietto da visita interessante. Anche perché, allargando la classifica alla top 100, figurano anche Sonego (44), Fognini (57) e Cecchinato (93). E merita una citazione anche Raul Brancaccio, che ha conquistato a Noumea il secondo Challenger in carriera, balzando al n.146, suo best ranking. Tornando al primo Slam stagionale, nonostante la classifica sorridi ai nostri colori, non manca qualche dubbio sulle condizioni fisiche dei nostri tre punti di forza. I campanelli d'allarme riguardano soprattutto Sinner, che nel match perso ai quarti di finale dell'Atp Adelaide contro la statunitense Korda, ha lamentato qualche fastidio all'anca. Anche da Sydney, sede della finale della neonata United Cup, non sono arrivate buone notizie con il ritiro di Musetti al termine del primo set (perso 6-2 contro Tiafoe) per un fastidio alla spalla destra. Fortunatamente c'è una settimana di tempo per prepararsi al meglio all'appuntamento di Melbourne. Settimana "libera" anche per Sonego e Fognini, che nella notte sono stati subito eliminati al primo turno dei tornei di Adelaide 2 e Auckland rispettivamente da Draper (4-6, 2-6) e Brooksby (7-6, 1-6, 3-6).
Forfait Osaka, esibizione Djokovic-Kyrgios
Intanto, dopo Alcaraz e Venus Williams, l'Australian Open perde un altro pezzo da 90. La giapponese Naomi Osaka ha infatti annunciato che non prenderà parte al primo Slam stagionale, e l'assenza di motivazioni getta ulteriori ombre sullo status fisico e mentale della campionessa di Melbourne del 2019 e 2021. Attualmente la 25enne nipponica è scesa alla posizione 42 del ranking, ma non gioca un match ufficiale dallo scorso settembre, quando si era ritirata dal Japan Open per problemi agli addominali. Considerata la più accreditata a raccogliere l'eredità di Serena Williams, in realtà Osaka, vincitrice di quattro titoli Slam in carriera, sembra aver perso se stessa e il proprio tennis dal maggio del 2021, quando si ritirò dal Roland Garros confessando di soffrire di depressione e di non voler parlare con la stampa. Tornando agli uomini, il forfait di Alcaraz, assegna ulteriormente lo status di favorito a Novak Djokovic, che ad Adelaide ha appena conquistato il 92° torneo in carriera. Il serbo, che sta vivendo una situazione decisamente più tranquilla rispetto a quella di 12 mesi fa in Australia, ha dichiarato che non parteciperà al "Kooyong Classic", torneo amichevole in programma come da tradizione la settimana prima dell'AO. Confermato invece il match d'esibizione contro l'idolo di casa Nick Kyrgios venerdì 13 gennaio alla Rod Laver Arena di Melbourne. Sarà un replay della finale di Wimbledon 2022, vinta da Nole: lo spettacolo è garantito.