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Atp Finals, Sinner trova Medvedev in semifinale: il russo perde con Alcaraz ed è secondo

Lo spagnolo ha vinto 6-4, 6-4 e affronterà Novak Djokovic dall’altra parte del tabellone. Si è imposto con lo stesso punteggio Zverev su Rublev, in una partita a quel punto inutile

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Jannik Sinner affronterà Daniil Medvedev nella semifinale delle ATP Finals. Il match sabato alle 14,30. Questo perché Carlos Alcaraz lo ha battuto in due set (6-4 6-4, in 1h20’ di gioco) chiudendo di fatto il Girone Rosso con una giornata di anticipo: Alcaraz è primo e giocherà con Novak Djokovic, Medvedev è secondo e quindi pescherà l'azzurro, che è arrivato primo nel Girone Verde, e non sarà influente il risultato del match fra Alexander Zverev e Andrey Rublev, ormai eliminati.

Per la quarta volta dal 1990 e la prima dal 2020, le semifinali delle Finals metteranno uno contro l’altro i quattro tennisti più forti al mondo: dal numero uno Djokovic al numero quattro Sinner. L’ultima volta a farcela furono Djokovic, Rafael Nadal, Dominic Thiem e Medvedev.

Alcaraz-Medvedev, la partita

L'ultima volta che i due si erano visti, Medvedev aveva giocato uno dei match migliori della sua carriera, lasciando ad Alcaraz, al tempo numero uno al mondo, un solo set nella semifinale dello US Open. Quando Carlitos lo ha breakato a zero nel settimo game, l'incontro ha iniziato ad assomigliare ai due confronti precedenti, Wimbledon e Indian Wells, quando lo spagnolo non gli lasciò nemmeno un set. Alcaraz ha finito un primo parziale di grande autorità superando il russo nel conteggio dei punti al servizio, in risposta e dei vincenti.

Un inizio impeccabile, una dimostrazione di superiorità dall’inizio alla fine contro il numero tre al mondo, che ha cancellato la partenza zoppa di Alcaraz, n.2, nelle sue prime Finals. Il secondo set è stato la fotocopia: break nel settimo game dello spagnolo e poi la volata verso la chiusura. È la sesta vittoria contro un top 5 di Alcaraz quest’anno. Alla sua età erano riusciti a raggiungerne tante solo Boris Becker nell’86 Pete Sampras nel ‘91. Non male: e con Djokovic proverà ad alzare la media.

Rublev si arrende anche a Zverev

Nel tennis non esistono partite o vittorie inutili. Ognuna di queste può cambiare il corso di un torneo, una stagione, persino una carriera. Non esistono, tranne in un'eventualità: quando giochi con il diabolico formato a gironi, in cui i risultati degli altri possono rendere i tuoi insignificanti. Oggi ne hanno fatto le spese Andrey Rublev e Alexander Zverev, due ottimi amici scesi in campo per cambiare le sorti di nessuno, essendo l'affare qualificazione cosa fatta.

Un senso nel loro match si poteva trovare comunque. Il russo cercava rivincita da un inizio di Finals disastroso, in cui ciò che aveva fatto più notizia erano le sue reazioni isteriche alle difficoltà, fra pianti in panchina e racchette spaccate sulle ginocchia. Al tedesco come motivazione potevano bastare i 390.000 dollari che si sarebbe intascato il vincitore di questa costosissima esibizione. Se li è fatti bastare: ha vinto lui per 6-4, 6-4 in 1h41’.

La partita è girata tutta intorno al nono game del primo set. È durato 15’, durante i quali Rublev ha servito a ripetizione per difendersi dalla pressione dell’avversario, ma ha finito per cedergli il break. Valeva il 5-4 e consegnava a Zverev la possibilità di servire per il primo parziale. Quando il tedesco c’è riuscito, Rublev ha spaccato la racchetta a terra, che è comunque meglio di farlo contro il proprio ginocchio.

Non è stato un cattivo Rublev, ma di fronte si è trovato uno Zverev solidissimo, che uscirà da queste Finals con tante vittorie quante Alcaraz, primo nel girone, ma penalizzato da una percentuale di set vinti minore. Un altro break sul 3-3 gli ha di fatto consegnato il secondo parziale e lo ha mandato in vacanza. Con un discreto assegno in tasca.

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