MALAGA – Riuscirà anche la seconda rimonta all’Italia? Adesso la missione Coppa Davis è diventata quasi impossibile, dopo la sconfitta di Lorenzo Musetti contro Miomir Kecmanovic. Siamo nelle mani (ma non lo eravamo già?) di Jannik Sinner che non ha altra soluzione: deve battere Novak Djokovic per pareggiare la sfida e farla decidere al doppio. Si comprende la difficoltà, sorta di sfida estrema, XXL, cui attende l’azzurro.
La Serbia dunque ha un piede in finale, dove c’è già l’Australia. Peccato per Musetti, schierato da capitan Volandri per sparigliare le carte, anche per le caratteristiche di Kecmanovic. Peraltro il serbo aveva perso entrambi i due precedenti incontri con il carrarino.
Però stavolta Musetti paga lo scotto dell’esordio: la tensione, e la responsabilità del punto, lo irrigidiscono all’inizio del match. Furbo Kecmanovic che, vincendo il sorteggio, decide di ricevere. La scelta è premiante: Musetti non è per nulla sciolto e vede il servizio. Non solo: anche mentalmente sembra accusare il colpo e deve difendere con i denti il successivo servizio per non finire 0-3. Beh, a posteriori l’essere rimasto attaccato al match, come si dice, pagherà successivamente.
Intanto l’azzurro comincia a sciogliersi, a trovare i suoi automatismi mentre Kecmanovic, che aveva cominciato a palla, inizia a perdere un filo di fiducia. Salva già una palla break sul 3-2 in suo favore ma è sul 5-4, quando va a servire per il set che va in confusione, ma il merito è di Musetti che con le sue sventagliate a tutto campo lo ha disorientato. E comincia anche a scuotere più volte la testa.
Si va dunque al tie-break: Musetti avanza 6-4, ma non concretizza i set point: chiuderà però alla quarta occasione, dopo un’ora e dodici minuti.
Sembrerebbe lui, il padrone del match. Illusione. Invece è il serbo che riesce a restare in partita, a non disunirsi. E al sesto game, sul 3-2 Kecmanovic, Musetti non chiude e poi cede il servizio ai vantaggi, con molte recriminazioni. Infatti cederà il set 6-2.
Ma in realtà finisce qui il match. Il serbo infilerà addirittura nove games consecutivi. Il gioco di Musetti, che aveva più volte fatto irretire il serbo, non è più efficace. La creatività deve inchinarsi alla potenza e alla solidità altrui, e il trattamento richiesto sullo 0-4 del terzo set è solo un rimandare. Kecmanovic incassa anche il 5-0 senza più una difesa di Musetti, che va poi al servizio solo per evitare il famoso cappotto, e solo grazie alle prime palle ci riesce. Ma non salva il match.