''Non sono ossessionato dal tennis. Dall'esterno la mia immagine è diversa da quella che è la realtà''. Parola di Rafael Nadal che, in una lunga intervista al portale spagnolo La Sexta, smentisce chi pensa che per lui il tennis sia un chiodo fisso. Tanto da immaginare un futuro diverso per suo figlio Rafa jr (nato nell'ottobre del 2022): ''Spero che non faccia il tennista, ma che pratichi un altro sport''.
Nadal: ''Non ho paura degli infortuni''
Dal suo futuro alle parità di genere, dagli storici rivali Federer e Djokovic fino al suo erede Alcaraz, Nadal è un fiume in piena. Dopo aver annunciato il suo forfait per il torneo di Doha, rimandando il rientro a Indian Wells, il 37enne maiorchino ribadisce che per lui il tennis non è una fissazione: ''Non sono mai stato molto ossessivo con nulla. Sono uscito, mi sono divertito: nella mia vita non mi sono perso nulla a causa del tennis. L’ossessione si trasforma in stanchezza mentale, il bicchiere si riempie. Adesso è pienissimo, ma non è una questione di frustrazione, è una questione di prospettiva. Mia moglie mi dice di andare avanti, ma comunque il giorno che mi ritirerò sarò felice come quando giocavo'', dice il maiorchino, tornato a giocare lo scorso gennaio a Brisbane dopo un anno di inattività, ma costretto a saltare gli Australian Open a causa dell'ennesimo stop muscolare: ''Non ho mai avuto molta paura degli infortuni. Pratico sport da quando avevo 8 anni, è normale che abbia delle cicatrici. Sono più preoccupato per il domani, quando avrò finito voglio avere una vita normale e giocare a calcio e tennis con mio figlio''.
''Parità di genere? Non sempre è giusta''
Si parla molto di parità di genere, nel tennis e non solo. Nadal parla senza peli sulla lingua: ''Gli investimenti nello sport femminile dovrebbero essere gli stessi che in quello maschile, ma gli stipendi no. Non voglio essere ipocrita: un uomo e una donna meritano le stesse opportunità, ma il termine femminismo è portato agli estremi. L’uguaglianza è che se Serena Williams genera di più deve guadagnare di più. Voglio che le donne che generano più degli uomini, guadagnino più degli uomini. Nel tennis, per qualche motivo, i premi sono praticamente in parità. Prima il tennis femminile era molto seguito e per questo l’uguaglianza è arrivata prima. L’altro giorno ho visto la classifica delle atlete più pagate del mondo e c’erano tante tenniste. Ma se le donne campionesse del mondo sono popolari e riempiono gli stadi, beh, è giusto che guadagnino di più''.
"Djokovic il migliore''
Nella sua lunga carriera Nadal ha scritto pagine di storie in battaglie sportive indimenticabili contro soprattutto Federer e Djokovic. Ed è proprio al serbo che Rafa tende la mano: ''I numeri non mentono, è lui il migliore della storia. L’immagine che Novak proietta all’esterno è peggiore di quello che è realmente - ammette -. È una brava persona, con i suoi errori, ma migliore di quello che sembra. Gli capita di rompere la racchetta, ma nel punto successivo è al cento per cento, ecco perché è quello che ha ottenuto di più nella storia del nostro sport''. Parole al miele anche per Federer: ''Il nostro rapporto è molto buono, è stato un grande compagno di squadra''. E su Alcaraz, da molti indicato come il suo erede: ''Non ha punti deboli, alla sua età io avevo più punti deboli come il servizio o la volée. Ha grande ambizione e mentalità, i presupposti per una grande carriera ci sono tutti''.
''Arabia? La gente pensa che mi sono venduto''
Lo scorso gennaio Nadal è diventato ambasciatore della federazione tennistica saudita e il prossimo ottobre parteciperà insieme a Sinner, Djokovic e gli altri big mondiali al torneo d'esibizione a Riyad. ''È un paese che si è aperto da poco al mondo, ma con grandi potenzialità''. E proprio sul legame con l'Arabia, Nadal ironizza sul giudizio delle gente: ''Il mondo va in quella direzione e so che c'è la sensazione che tutto si compri con i soldi. Le persone penseranno che Rafa si è venduto al denaro, lo capisco ma se tra 10 anni non raggiungerà l’evoluzione che credo, dirò che mi sono sbagliato completamente''.