Berrettini is back. Ufficiale. Matteo, il primo (e unico) finalista italiano a Wimbledon è da considerare abile (finalmente) alla italica causa tennistica.
Una buona notizia per noi, meravigliosa per lui. Ha vinto l’ottavo torneo della sua carriera, e sulla terra rossa l’ultima volta era stato tre anni fa, a Belgrado. «Neanche me lo ricordo più quando è stata l’ultima finale...» ha detto scherzando alla vigilia.
Ma dopo l’inferno che ha vissuto, davvero è una notizia fantastica il suo trionfo in Marocco, a Marrakech, dove ha messo in fila almeno tre rognosi regolaristi della terra rossa (ultimo Carballes Baena), oltre al derby contro Sonego che sempre porta delle variabili sconosciute.
È tornato nei Top 100, lunedì sarà ufficialmente in 84esima posizione. E lo attende Montecarlo, dove il Masters 1000 ha voluto investire su di lui regalandogli una wild card, un invito nel tabellone principale. Un’altra ghiotta chance per recuperare posizioni.
La strada verso Wimbledon, il “suo” torneo, è tracciata. Non resta che augurargli buona salute. Oggi, domani e per sempre.