"La verità è venuta a galla, Jannik non ha avuto colpe o negligenze, e spero che possa superare questa situazione, giocare e migliorare, mettendosi alle spalle questa sfortunata vicenda". Sono le parole che Darren Cahill, coach di Jannik Sinner con Simone Vagnozzi, ha consegnato a Chris McKendry di ESPN sulla vicenda della positività al Clostebol riscontrata da Itia (International Tenns Integrity Agency) nei test effettuati a Indian Wells lo scorso 10 e 18 marzo e al relativo scagionamento, il 15 agosto scorso, da parte del tribunale indipendente londinese Sport resolution del numero uno del mondo.
Cahill: “Situazione sfortunata”
"Jannik non farebbe mai nulla di intenzionale. Si è trovato in una situazione sfortunata e tutto ciò lo ha logorato fisicamente e mentalmente, ha avuto una tonsillite e ha saltato le Olimpiadi", ha spiegato il tecnico australiano. "Jannik è quello che ha sofferto di più, è quello che è dovuto scendere in campo e giocare. Mi tolgo il cappello davanti a lui perché è riuscito anche a ottenere risultati importanti, ma ci sono stati giorni in cui si vedeva che era fisicamente ed emotivamente messo alla prova in campo".
Perché Sinner ha potuto giocare
Cahill ha chiarito che la ragione per cui è stato possibile continuare a giocare dopo la sospensione provvisoria è che hanno potuto collocare precisamente dove è avvenuto l'incidente e hanno potuto spiegare quello che è successo con lo spray, utilizzato dal fisioterapista Giacomo Naldi per curarsi una ferita e trasmesso in quantità infinitesimali a Sinner durante varie sessioni di massaggi. Il team del numero uno del mondo ha saputo dell'indagine dopo il Masters 1000 di Miami, vinto dall’azzurro.