Sinner vale Federer, Nadal e Djokovic? “Jannik ha tutte le qualità per poterli raggiungere”
di Giuseppe Antonio PerrelliROMA — Federer, Nadal e Djokovic. E con loro Sinner. Se sapesse ingannare il tempo, Jannik potrebbe far parte dei Fab Four, il gruppo più famoso della storia del tennis? Ci sarà una risposta, non bisogna lasciar correre. Basta porre la domanda a chi ha giocato con quei tre, li ha visti da vicino, ha commentato le loro sfide, ha condiviso lo stupore per gesti tecnici che hanno lasciato il segno nella memoria.
Pennetta: “Sinner scriverà la storia del tennis italiano”
Sinner ha vinto il suo terzo Slam a 23 anni, 5 mesi e 10 giorni. A quell’età Nadal ne aveva conquistati sei, Federer quattro, Djokovic soltanto uno. L’azzurro è già al loro livello? Flavia Pennetta sta guidando, per lei risponde il passeggero (nonché marito) che le è accanto: «No, in questo momento no, gli mancano ancora l’età e i titoli», dice Fabio Fognini. «Ma può farcela, riparliamone tra qualche anno». «Jannik scriverà pagine e pagine di storia del tennis italiano — è sicura, Pennetta — ma per ora il paragone non …
ROMA — Federer, Nadal e Djokovic. E con loro Sinner. Se sapesse ingannare il tempo, Jannik potrebbe far parte dei Fab Four, il gruppo più famoso della storia del tennis? Ci sarà una risposta, non bisogna lasciar correre. Basta porre la domanda a chi ha giocato con quei tre, li ha visti da vicino, ha commentato le loro sfide, ha condiviso lo stupore per gesti tecnici che hanno lasciato il segno nella memoria.
Pennetta: “Sinner scriverà la storia del tennis italiano”
Sinner ha vinto il suo terzo Slam a 23 anni, 5 mesi e 10 giorni. A quell’età Nadal ne aveva conquistati sei, Federer quattro, Djokovic soltanto uno. L’azzurro è già al loro livello? Flavia Pennetta sta guidando, per lei risponde il passeggero (nonché marito) che le è accanto: «No, in questo momento no, gli mancano ancora l’età e i titoli», dice Fabio Fognini. «Ma può farcela, riparliamone tra qualche anno». «Jannik scriverà pagine e pagine di storia del tennis italiano — è sicura, Pennetta — ma per ora il paragone non c’è: come dice Fabio, Sinner deve ancora macinare partite, ne è consapevole lui stesso».
Canè: “Sinner deve essere contento di essere nato dopo”
Meglio non salire sulla macchina del tempo, secondo Paolo Canè: «Al posto suo sarei molto contento di essere nato dopo. Per carità, il nostro numero uno ci sta perfettamente in mezzo ai campioni, ma insomma quei tre io li lascerei stare. Prendi il miglior Nadal al Roland Garros, sinceramente Jannik se lo sogna la notte: ingiocabile. E anche Federer a Wimbledon e Djokovic sul cemento di Melbourne erano impressionanti. Poi, certo, lui li potrebbe battere, però facendo molta più fatica».
Bertolucci: “Sinner deve migliorare sulla terra rossa e sull’erba”
«Vabbè, qui parliamo del top del top», dice Paolo Bertolucci, ripescando nella memoria i colpi più belli dei fuoriclasse del recente passato: «Sinner se la potrebbe giocare, chiaro. Quanto a vincere, almeno al momento... Mettiamola così: adesso mi stanno passando davanti agli occhi le immagini del miglior Nadal a Parigi e del miglior Federer a Londra. E invece il miglior Sinner sulla terra rossa e sull’erba non l’ho ancora visto. Per questo dobbiamo aspettare la sua piena maturità, quando avrà 26 o 27 anni. In fondo, mi ricordo che quando Federer aveva già vinto i suoi primi cinque Slam dicevano che non aveva dovuto affrontare avversari così forti, in finale».
Nargiso: “Sinner può vincere tutti gli Slam”
Diego Nargiso sceglie un’altra prospettiva: «Jannik può conquistare ogni anno uno qualsiasi tra i quattro Slam. Nadal al Roland Garros era quasi imbattibile ma ha dovuto costruirsi un gioco sull’erba. Federer considerava Wimbledon il giardino di casa sua, ma a Parigi ha vinto solo una volta. Sinner è diverso: la sua poliedricità, la capacità di adattamento, la forza mentale per me lo avvicinano molto al miglior Djokovic. Poi magari gli capiterà un anno no, come il 2013 di Novak, perché nel tennis esiste l’imponderabile: se non si fosse rotta la rete e Jannik non si fosse riposato, ora magari parleremmo di una sconfitta con Rune agli ottavi di Melbourne e ci faremmo qualche domanda sulla sua tenuta fisica».
Sinner e il duello con Alcaraz
Federer, Nadal e Djokovic si sono sfidati e migliorati a vicenda. Al momento Sinner non ha due avversari così forti. L’unico che può dargli fastidio, in una partita secca, è Carlos Alcaraz: «Sbagliato dire “può dargli”. Gli dà fastidio, perché ha un talento simile al suo», la sentenza di Fognini. «A noi — interviene Pennetta — piace molto João Fonseca, che ha appena 18 anni. Forse tra un paio di stagioni sarà al loro livello».
Anche Canè non ha dubbi: «Carlitos a 21 anni ha vinto quattro Slam su erba, terra e cemento. Zverev, che pure è il n. 2 del ranking, non ha giocato male la finale degli Australian Open, ma guardandolo mi chiedevo: “Come può ottenere un punto se non con un ace?”. È forte, certo, ma non a quel livello».
«In questo momento — l’analisi di Nargiso — non ci sono giocatori che hanno la stessa grandezza di Sinner e Alcaraz. E lo spagnolo, proprio come l’italiano, sa giocare e vincere su tutte le superfici». Ma Bertolucci non ha esitazioni: «Se mi chiedete di scegliere, prendo tutta la vita Sinner. Carlos può vincere una sfida, prendersi un torneo. Ma in una stagione intera c’è bisogno di continuità e lì non ci sono paragoni». Quelli che, nel tempo, avvicineranno sempre più Jannik Sinner ai Fab Three della storia del tennis.
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