Vagnozzi, coach di Sinner: “La sospensione è stata dura, non è vero che lo stop favorirà Jannik”
di Massimo CalandriROMA — «Qui a Roma ci piacerebbe andare in finale, naturalmente. Ma l’obiettivo è soprattutto vincere più incontri possibile – concentrandoci su un avversario per volta – in modo da preparare al meglio lo Slam di Parigi»: Simone Vagnozzi, allenatore di Sinner, all’inizio parla al plurale. Poi torna su Jannik. «In campo, la vera incognita saranno certi automatismi, che all’inizio – dopo una sosta così lunga – rischiano di mancare. Quelle cose che altrimenti ti vengono così, senza pensarci. La terra rossa è diversa dal cemento: devi accettare alcuni rimbalzi cattivi, il fatto che non puoi fare tanti colpi vincenti sul servizio. E più che altro una questione mentale».
Vagnozzi: “Lo stop non sarà un vantaggio per Sinner”
Non è preoccupato, anzi. «C’è solo una gran voglia di tornare a giocare, perché l’ultimo anno – con quel peso sulle spalle – è stato difficile, e anche il primo dei tre mesi di stop. E per favore non dite che è stato un bene, per lui, altrimenti perché tutti i tennis…
ROMA — «Qui a Roma ci piacerebbe andare in finale, naturalmente. Ma l’obiettivo è soprattutto vincere più incontri possibile – concentrandoci su un avversario per volta – in modo da preparare al meglio lo Slam di Parigi»: Simone Vagnozzi, allenatore di Sinner, all’inizio parla al plurale. Poi torna su Jannik. «In campo, la vera incognita saranno certi automatismi, che all’inizio – dopo una sosta così lunga – rischiano di mancare. Quelle cose che altrimenti ti vengono così, senza pensarci. La terra rossa è diversa dal cemento: devi accettare alcuni rimbalzi cattivi, il fatto che non puoi fare tanti colpi vincenti sul servizio. E più che altro una questione mentale».
Vagnozzi: “Lo stop non sarà un vantaggio per Sinner”
Non è preoccupato, anzi. «C’è solo una gran voglia di tornare a giocare, perché l’ultimo anno – con quel peso sulle spalle – è stato difficile, e anche il primo dei tre mesi di stop. E per favore non dite che è stato un bene, per lui, altrimenti perché tutti i tennisti non si fermano per tutto quel tempo?». Si sono preparati al meglio. «Nel secondo mese abbiamo giocato con alcuni tennisti, ma lasciamo perdere i nomi: anche io ho scambiato colpi con Jannik, non vedete come sono in forma fisicamente?». Sorride. «Gli mancano le partite, negli ultimi 5 mesi ha partecipato solo a 2 tornei. Lunedì gli ha fatto bene, allenarsi sul Centrale davanti a tutta quella gente».
Chi è stato vicino a Sinner durante la sospensione
Dopo tutta questa attesa non sarà più complicato tornare nella bolla del tennis? «Negli ultimi due anni abbiamo lavorato anche per fargli scoprire che c’è una vita, oltre il suo sport. Ha imparato a gestire le situazioni». Sinner ha parlato di tennisti che gli sono stati vicino, e altri meno: «Abbiamo molto apprezzato le parole della mamma di Rune, quelle di Ruud e anche di Zverev», spiega Vagnozzi. Il supercoach Cahill ha detto che lascerà alla fine dell’anno. «Spero ci ripensi, è il migliore del mondo e starei con lui altre 5 stagioni. Comunque vada, alla fine ci sarà un’altra persona accanto a me».