ROMA – Quando vince finalmente il primo — e unico — gioco di tutta la partita, Casper alza le braccia al cielo. Chiama l’applauso. Fa tenerezza, poverino. Scuote la testa, sorride imbarazzato. Si scusa, vorrebbe dire: «Aiutatemi! Questo è un marziano». Il giro in astronave dura un’ora, 4 minuti e 21 secondi: 6-0, 6-1. «È la cosa più vicina alla perfezione che abbia mai visto», confesserà, mogio, negli spogliatoi.
Ruud travolto da Sinner
Dicevano che il norvegese Ruud — Casper, come il fantasmino dei cartoni animati — , specialista della terra rossa, fosse tra i favoriti degli Internazionali d’Italia. Nell’ultimo mese di stop di Jannik, s’era allenato con lui a Montecarlo: saprà quali sono gli attuali punti deboli dell’amico dai capelli rossi, sostenevano gli esperti. Sì, vabbé.…
ROMA – Quando vince finalmente il primo — e unico — gioco di tutta la partita, Casper alza le braccia al cielo. Chiama l’applauso. Fa tenerezza, poverino. Scuote la testa, sorride imbarazzato. Si scusa, vorrebbe dire: «Aiutatemi! Questo è un marziano». Il giro in astronave dura un’ora, 4 minuti e 21 secondi: 6-0, 6-1. «È la cosa più vicina alla perfezione che abbia mai visto», confesserà, mogio, negli spogliatoi.
Ruud travolto da Sinner
Dicevano che il norvegese Ruud — Casper, come il fantasmino dei cartoni animati — , specialista della terra rossa, fosse tra i favoriti degli Internazionali d’Italia. Nell’ultimo mese di stop di Jannik, s’era allenato con lui a Montecarlo: saprà quali sono gli attuali punti deboli dell’amico dai capelli rossi, sostenevano gli esperti. Sì, vabbé. Sinner lo ha attraversato come uno spettro, appunto: non c’è stata partita, neanche per un minuto. Un gigante contro un bambino. «Volevo capire come stavo», si è quasi giustificato il numero 1. Stai benissimo, Jannik.
Sinner sogna una finale con Musetti
È la sua venticinquesima vittoria consecutiva, quella col punteggio più schiacciante dell’intera carriera. Stasera, non prima delle 20.30, affronta in semifinale l’americano Tommy Paul. Non c’è bisogno di fare pronostici, grazie. C’è invece da sottolineare, insieme alla conferma che il Re è tornato ed è più forte di prima, che a Roma due azzurri in semifinale e una ragazza in finale non si vedevano dal 1934: Palmieri, De Stefani e la Valerio. «Quanta Italia», s’inorgoglisce Sinner. «La cosa più bella sarebbe una finale con Lorenzo».
Una finale tutta italiana
C’è un precedente, 1957: Pietrangeli-Merlo, vinse Nicola in 3 set. «Piano: adesso abbiamo tutti e due delle sfide difficili. Comunque vada, se continueremo così magari finiremo per incontrarci con in palio qualcosa di ancora più importante». Roland Garros, Wimbledon: lasciateci sognare. «Musetti all’inizio dell’anno ha passato un periodo difficile, ma si è ripreso e ora è molto costante: siamo lì», insiste.
I complimenti a Jasmine
Raddoppia i complimenti per Jasmine Paolini. Dice che un po’ gli assomiglia: «Le piace giocare a tennis, e non è scontato: lavora tanto, è sempre allegra, nel corso della carriera ha fatto scelte coraggiose, sa sopportare la pressione. Sono contento anche per lei». Non vorrebbe invece commentare questo quarto di finale senza storia, perché c’è poco da dire. «Non ho sbagliato quasi nulla, però non fatevi ingannare: sarebbe bastato niente, per cambiare l’inerzia dell’incontro».
L’incontro di Sinner con il Papa
Attenzione, Jannik: le bugie sono peccato, e chissà se anche questa volta Papa Leone XIV ti ha visto giocare. Allora torna sull’udienza in Vaticano: «Una grande emozione, qualcosa che non dimenticherò mai». Sinner ricorderà anche queste giornate al Foro Italico, potete scommetterci: «Sono qui per capire me stesso», confessa. Sta cominciando ad avere delle risposte. «Erano molti i dubbi, arrivando, perché ci eravamo preparati bene ma in allenamento avevamo registrato parecchi alti bassi. Soprattutto ci mancavano i riscontri delle partite vere». Si sarebbe accontentato di un match. «Invece saranno almeno cinque. Non ero interessato al risultato, anche se avrei messo la firma per arrivare in semifinale».
La semifinale con Paul
Un passo per volta. Stasera c’è Tommy Paul. Si sono incontrati l’ultima volta agli Us Open 2024, Jannik ha vinto in 3 set (7-6, 7-6, 6-1). «Ma è stata una partita molto difficile. Non so come andrà a finire, e tutto sommato è relativo: mi servirà comunque per andare a Parigi, la prossima settimana, con delle sensazioni positive