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Alcaraz infiamma la vigilia della finale di Roma: “Non ho sentito Sinner. Siamo rivali, non amici”

Sinner e Alcaraz
Sinner e Alcaraz 

Lo spagnolo, che sfiderà l’italiano nell’ultimo match degli Internazionali d’Italia, risponde senza diplomazie alle domande sul loro rapporto

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Gli chiedono se ha parlato con Sinner nei tre mesi di sospensione dell’azzurro per il caso Clostebol. E Alcaraz, che domenica lo sfiderà nella finale degli Internazionali d’Italia, risponde senza alcuna diplomazia: “Sinceramente non l’ho sentito. Alla fine ognuno di noi guarda a se stesso. Non ho parlato con lui durante la squalifica”. E il motivo è semplice: “Facciamo parte di un circuito, abbiamo un buon rapporto ma non siamo poi così vicini, non posso avere un'amicizia stretta con una persona che voglio battere. Siamo rivali ma sono contento che sia tornato in campo e stia bene. Posso capire che sia un po' amareggiato che alcuni non si siano fatti vivi, ma funziona così”.

Sinner: “Mi aspettavo messaggi che non sono arrivati”

La precisazione dello spagnolo segue le dichiarazioni fatte da Sinner lo scorso 5 maggio, alla vigilia del torneo in cui è ritornato a giocare: “Il tennis è uno sport individuale, ognuno giocatore pensa a sé. In questo periodo ho parlato con pochissimi colleghi: mi sono sentito con Draper, un po’ con Sonego. Ho ricevuto messaggi da alcuni giocatori che sinceramente mi hanno sorpreso. Di altri, da cui invece me li sarei aspettati, nessuna traccia nulla. Chi? Non voglio fare nomi”.

Alcaraz: “Stimo Sinner, sta facendo cose incredibili”

Alcaraz ha avuto il pregio della sincerità: “Capisco che a Sinner avrebbero fatto piacere i messaggi dei colleghi, è normale che ci sia rimasto un po’ male. Io lo stimo molto, sono contento che sia tornato e che stia bene. Tornare in campo dopo tre mesi di stop ed essere così in forma è qualcosa di veramente incredibile”. Il rispetto c’è, è evidente. Ma nessuna ipocrisia: Jannik è un rivale, non un amico.

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