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Cahill, Sinner e il travestimento da arbitro: “Sono salito sulla sedia per cronometrarlo”

Darren Cahill e Jannik Sinner (ansa)

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Il coach australiano ha raccontato il particolare stratagemma adottato negli allenamenti a Montecarlo
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ROMA – “Mister Sinner, un punto di penalità”. “Il tempo sta per scadere, mister Sinner”. “Le restano pochi secondi a disposizione, si sbrighi!”. “Ha superato il tempo concessole, mister Sinner: 0-15 per il suo avversario”. Darren Cahill, il supercoach australiano di Jannik Sinner, nei panni di arbitro non è mai stato così severo. Seduto sul seggiolone. Spietato, col povero Jannik. E questa, è una storia tutta da raccontare.

Il cammino di Sinner a Roma

“Ho bisogno di sapere dove sono”, dice il campione altoatesino a poche ora dalla finale degli Internazionali d’Italia con Alcaraz. Il suo obiettivo dichiarato è Parigi, il Roland Garros. Rientrando al tennis giocato, aveva confessato di essere venuto a Roma per fare una, due partite al massimo. Invece. Gli interessava testare il suo l…

ROMA – “Mister Sinner, un punto di penalità”. “Il tempo sta per scadere, mister Sinner”. “Le restano pochi secondi a disposizione, si sbrighi!”. “Ha superato il tempo concessole, mister Sinner: 0-15 per il suo avversario”. Darren Cahill, il supercoach australiano di Jannik Sinner, nei panni di arbitro non è mai stato così severo. Seduto sul seggiolone. Spietato, col povero Jannik. E questa, è una storia tutta da raccontare.

Il cammino di Sinner a Roma

“Ho bisogno di sapere dove sono”, dice il campione altoatesino a poche ora dalla finale degli Internazionali d’Italia con Alcaraz. Il suo obiettivo dichiarato è Parigi, il Roland Garros. Rientrando al tennis giocato, aveva confessato di essere venuto a Roma per fare una, due partite al massimo. Invece. Gli interessava testare il suo livello di ritmo durante una partita “vera”: “Perché puoi allenarti quanto vuoi, ma certi meccanismi – soprattutto emotivi – si riproducono solo durante i tornei”.

Vagnozzi e Cahill 

Il ritorno di Sinner dopo lo stop

Però sappiamo quanto Sinner e il suo staff siano attenti ai dettagli: quasi maniacali. Nell’ultimo dei 3 mesi di stop concordati con la Wada, da quando cioè il numero uno ha potuto riprendere in mano una racchetta e affrontare tennisti tesserati in un campo affiliato alla federazione, Darren Cahill e Simone Vagnozzi hanno fatto di tutto per rendere la sua preparazione il più simile a un match. Per rimettere Jannik ‘dentro’ la partita, appunto. E proprio il supercoach australiano ha rivelato uno stratagemma adottato negli allenamenti a Montecarlo. “Durante il periodo di pausa, Jannik aveva perso il ritmo partita. Per riabituarlo, ogni tanto salivo sul seggiolone dell’arbitro: e tra un punto e l’altro facevo partire i 25 secondi di shot clock, pronto a dargli delle code violation”, ha raccontato nel corso di una intervista concessa a Sky Sport britannica.

Il set perso da Jannik contro Paul

Cahill ha confermato che le aspettative per il torneo romano erano di disputare due-tre partite al massimo. “Non sapevamo come il fisico di Jannik avrebbe reagito. In allenamento, non si possono ricreare certe sensazioni. Sono state settimane complicate in cui lui ha sempre colpito bene la palla, ma avendo un differente livello di concentrazione. Ecco che a un certo punto, a Montecarlo, mi sono messo a cronometrare quanto fosse in grado di tenere un certo standard nelle nostre simulazioni di partita”, ha detto, sorridendo. E quello sconcertante set perduto di semifinale con Tommy Paul? “Contro Ruud, Jannik ha espresso un tennis notevolissimo, mentre contro Paul non altrettanto. Anche per merito di Tommy, che ha giocato molto bene. Forse, è stata pure un po’ colpa mia: avrei dovuto favorire un reset dopo la vittoria contro Casper. E ora, contro Alcaraz, è una sfida che sinceramente non vedo l’ora di vivere”.

Sinner contro Alcaraz

Pronosticare un risultato è difficile, secondo l’australiano. “In ogni loro match sono sempre portati a elevare il proprio tennis. La terra può favorire il gioco di Alcaraz, ma io credo che se Jannik metterà in mostra le sue giocate migliori, come fatto vedere anche qui a Roma, avrà buone possibilità. Chiaramente, dipenderà anche dalle condizioni meteorologiche e come sarà il campo. Si conoscono abbastanza bene e sanno cosa aspettarsi dall’altro, per cui non resta che giocare”.

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