Ad un mese dal suo 92° compleanno – che festeggerà il prossimo 11 settembre - Nicola Pietrangeli è tornato a parlare in una lunga intervista a SuperTennis. Tanti i temi toccati da quella che è un'icona del tennis italiano: le sue condizioni di salute (da pochi giorni ha lasciato il Policlinico Gemelli), la morte del figlio Giorgio, Sinner e la quasi gaffe con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Pietrangeli: “Ho battuto il cancro, non la vecchiaia”
“Vorrei un giorno senza dolore. Perché ho questo dolore fisso all’osso sacro che mi impedisce di muovermi. Le hanno provate tutte. E poi mi manca la peppa. Mi chiamano tutti i giorni gli amici, mi dicono che manca il quarto per giocare a carte. Ma mi manca il riposo. Con questo dolore permanente non c’è un attimo di tregua. Ho battuto il cancro ma non la vecchiaia, come dicono i miei figli”.
Il ricordo del figlio Giorgio
Mentre era in ospedale ha ricevuto la notizia della morte del figlio Giorgio: “Ci sono quelli che si buttano per terra, che si disperano. No, io non sono tra quelli. Rivedo Giorgio come fosse oggi, lo ricordo soffrire: stava male, non si alzava dal letto. Soffriva tanto. Sua moglie, Carola, è stata una santa. È stata brava. Proprio tanto. Adesso lei e la piccola Nicola vivono da una zia.” E ancora: “Mi ha sorpreso molto tutto quello che è successo dopo la sua morte. L’iniziativa dei cento surfisti suoi amici, i tanti notiziari delle tv e gli articoli dei giornali. È stato bellissimo”.
La telefonata di Mattarella
Pietrangeli racconta poi un episodio che ancora gli strappa un sorriso: “L’episodio più incredibile è stata una telefonata. Mi squilla il telefono, ma io in quel momento avevo una crisi di tosse. Alla fine rispondo, ma tossivo e non capivo bene le parole dell’interlocutore. Così continuavo a dire: ‘ma chi sei? Chi sei?’. Perché dall’altra parte del telefono c’era una vocina gentile che quasi sussurrava. E alla fine ho sentito: ‘Sono Sergio Mattarella…’. Che figuraccia, non ho smesso di scusarmi poi con la sua segretaria”.
Pietrangeli e Sinner
Sulle vittorie di Sinner ci tiene a chiarire una cosa. “Quello che non capisco è come la gente possa pensare che io voglia parlare male di Sinner perché rosicherei. Ma perché? Perché dovrei parlarne male? Mi chiedo come si permettano”.