CAVALESE (Trento) - E alla fine, il campione di sci di fondo che aveva paura di non vincere, non ha vinto. Cristian Zorzi, oro olimpico a Torino2006 - che ha corso con scritto sul pettorale "Veru ti amo", una frase dedicata alla moglie - s'è dovuto accontentare del secondo posto, dopo aver rinunciato alla Marcialonga dei "bisonti", quella di settanta chilometri. Non sentendosi abbastanza allenato per spuntare un piazzamento alla sua altezza, ha snobbato la gran fondo di settantamila metri ripiegando su quella light, di soli 45 chilometri. Davanti a lui ha conquistato il podio il giovanissimo Lorenzo Cerutti, che quest'anno è riuscito in un'impresa eccezionale. Non solo infatti ha battuto in volata il campione olimpico, ma ha bissato l'oro dell'anno scorso, il tutto ad appena nove mesi da un brutto incidente stradale. A maggio 2013, infatti, fu investito da un'auto mentre si allenava con la bici da corsa nel Verbano Cusio Ossola.
Una curiosità: per consentire ai fedeli di assistere alla volata Zorzi-Cerutti, il parroco di Predazzo, don Giorgio Broilo, (la cui chiesa si trova proprio difronte all'arrivo), ha rinviato la messa delle dieci, di un quarto d'ora. Un fatto, questo, che ricorda per certi versi il caso di Tim Christensen, pastore luterano del Montana, che ha deciso di velocizzare la messa pur di non perdersi neanche un minuto della partita della sua squadra del cuore, i 49ers di San Francisco.
La Marcialonga quest'anno (trasmessa in diretta su Rai Sport 1), è stata sferzata da raffiche di vento gelido che in alcuni tratti, in particolare tra Predazzo e Tesero, hanno cancellato i binari, rimasti ghiacciati e velocissimi in tutto il resto del percorso mettendo a dura prova gli ottomila bisonti. Alcuni atleti, colpiti da principi di congelamento, sono stati portati in ospedale in elicottero. Per quanto riguarda la competizione agonistica, la Marcialonga è finita in mano vichinga con sei norvegesi nei primi sei. Simen Østensen ha vinto oggi la sua prima Marcialonga della carriera in 3 ore 10 minuti e 16 secondi davanti a John Kristian Dahl ed a Jørgen Aukland. Il ventinovenne Østensen ha trovato lo spunto vincente e si è costruito un primo vantaggio di 6" a Molina, a sei chilometri dall'arrivo, incrementato ulteriormente ai piedi della temibile salita di Cascata con una pendenza del 12 per cento per due chilometri. Alle sue spalle si faceva vedere Daniel Tynell che si lanciava all'inseguimento del norvegese insieme ai fratelli Aukland, e poco dietro c'erano anche John Dahl e Johan Kjølstad. In salita, però, Østensen era un treno, troppo veloce e potente per chiunque. A 1'30" dal vincitore, con le braccia tese verso l'alto, il trentino Bruno Debertolis è stato il primo italiano a tagliare il traguardo, undicesimo assoluto. Al femminile, prova maiuscola della russa Julia Tikhonova, brava a tenere dietro la favorita svizzera Seraina Boner e la svedese Annika Lofström.
Un brutto fatto di cronaca, avvenuto prima della gara, ha gettato un'ombra sulla festa della gran fondo: uno scontro avvenuto all'alba in provincia di Trento tra un'auto e un pulmino che portava dei ragazzi alla Marcialonga ha provocato nove feriti, due dei quali gravi.
Una curiosità: per consentire ai fedeli di assistere alla volata Zorzi-Cerutti, il parroco di Predazzo, don Giorgio Broilo, (la cui chiesa si trova proprio difronte all'arrivo), ha rinviato la messa delle dieci, di un quarto d'ora. Un fatto, questo, che ricorda per certi versi il caso di Tim Christensen, pastore luterano del Montana, che ha deciso di velocizzare la messa pur di non perdersi neanche un minuto della partita della sua squadra del cuore, i 49ers di San Francisco.
La Marcialonga quest'anno (trasmessa in diretta su Rai Sport 1), è stata sferzata da raffiche di vento gelido che in alcuni tratti, in particolare tra Predazzo e Tesero, hanno cancellato i binari, rimasti ghiacciati e velocissimi in tutto il resto del percorso mettendo a dura prova gli ottomila bisonti. Alcuni atleti, colpiti da principi di congelamento, sono stati portati in ospedale in elicottero. Per quanto riguarda la competizione agonistica, la Marcialonga è finita in mano vichinga con sei norvegesi nei primi sei. Simen Østensen ha vinto oggi la sua prima Marcialonga della carriera in 3 ore 10 minuti e 16 secondi davanti a John Kristian Dahl ed a Jørgen Aukland. Il ventinovenne Østensen ha trovato lo spunto vincente e si è costruito un primo vantaggio di 6" a Molina, a sei chilometri dall'arrivo, incrementato ulteriormente ai piedi della temibile salita di Cascata con una pendenza del 12 per cento per due chilometri. Alle sue spalle si faceva vedere Daniel Tynell che si lanciava all'inseguimento del norvegese insieme ai fratelli Aukland, e poco dietro c'erano anche John Dahl e Johan Kjølstad. In salita, però, Østensen era un treno, troppo veloce e potente per chiunque. A 1'30" dal vincitore, con le braccia tese verso l'alto, il trentino Bruno Debertolis è stato il primo italiano a tagliare il traguardo, undicesimo assoluto. Al femminile, prova maiuscola della russa Julia Tikhonova, brava a tenere dietro la favorita svizzera Seraina Boner e la svedese Annika Lofström.
Un brutto fatto di cronaca, avvenuto prima della gara, ha gettato un'ombra sulla festa della gran fondo: uno scontro avvenuto all'alba in provincia di Trento tra un'auto e un pulmino che portava dei ragazzi alla Marcialonga ha provocato nove feriti, due dei quali gravi.