PREDAZZO - In attesa della 42esima Marcialonga di domenica in versione ridotta per mancanza di neve (57 km anziché 70, partenza da Mazzin, 7700 concorrenti), è andata in scena, sabato, quella d'antan. Undici chilometri tra Lago di Tesero e Predazzo per soli atleti vintage, con abbigliamento e attrezzature anteriori al 1976. Sci di legno dunque, attacchi da 75mm di larghezza, scarpe di cuoio con il puntale quadrato, e bastoncini di bambù. Centosessanta i partecipanti da Spagna, Germania, Russia e Repubblica Ceca, quasi tutti d'antan pure loro, il più "vintage" Mario Piva, 87 anni. Ma gli ultra ottantenni non mancavano, come ad esempio Luciano Dapra, che ha festeggiato con la undici chilometri story il suo ottantunesimo compleanno, ricordando quando, in gioventù, trascinava con i cavalli i tronchi degli abeti dalla montagna a fondovalle.
Gli sci più d'epoca che storici li ha sfoggiati il tedesco Josef Ruf, 73 anni, (pettorale 81): ai piedi aveva pezzi di legno con più d'un secolo di storia, appartenuti al padre di Georg Thoma, oro nella combinata nordica agli VIII Giochi olimpici invernali che si svolsero nel 1960 a Squaw Valley (Stati Uniti). Tra gli atleti d'antan c'è chi, come Felice Tona, di Chies d'Alpago, in provincia di Belluno (sessantaduenne stile D'Artagnan), sembra immerso più nel passato che nel presente. Costruisce archi monolitici medievali, rievoca episodi storici, edifica muri in pietra. E sfoggia sci norvegesi di 45 anni fa che, solo lui sa come e perché, hanno visto la neve per la prima volta proprio oggi.
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Antonia Monzardo (delle signore non si chiede mai l'età), è riuscita nell'impresa di coniugare la passione per il fondo vintage con lo spirito, diciamo così, vintage della propria esistenza. E' lei infatti l'autrice - e la modella - di una collana di calendari fiemmesi con immagini di una donna sexy d'antan, "per dimostrare - spiega - che la donna è bella nel suo passar del tempo naturale, e non ha bisogno di chirurgia estetica, di silicone, di bottulino o liposuzione". Perché, recita il poeta fiemmese ispirato alla musa Antonia, "quel fisico che canta dà linfa nova parfin a 'n pensionà". Insomma, in Val di Fiemme si sente ancora l'eco delle parole di Anna Magnani che, al suo truccatore, intimò, "lasciami tutte le rughe, c'ho messo una vita a farmele".
Bellissime le donne negli abiti delle nonne, Emma Sandrini, di Ponte di Legno sfoggiava un abito da festa dei primi del Novecento trovato in un vecchio baule abbandonato, berrettino con veletta, corpetto di velluto, gonna nera lunga di lana. Tra i bisonti d'epoca c'era anche un rappresentante della finanza locale. Sì, perché la Val di Fiemme - realtà di montagna in controtendenza che pare non avvertire la crisi - ha addirittura due banche. L'atleta Franco Dellagiacoma è consigliere della Cassa Rurale, un tesoretto di 900 milioni tra conti e depositi. A Predazzo, sede delle "fiamme gialle", non potevano mancare atleti finanzieri, come l'allenatore Roberto Campaci, e il campione di sci orientamento Enzo Macor. Alla story c'era anche Gloria Trettel, direttrice del comitato organizzatore della Marcialonga. "L'ho fatto per verificare la condizione della pista", ironizza. E la pista, nonostante la mancanza di nevicate, è ottima. Grazie a centomila metri cubi di neve artificiale.
Gli sci più d'epoca che storici li ha sfoggiati il tedesco Josef Ruf, 73 anni, (pettorale 81): ai piedi aveva pezzi di legno con più d'un secolo di storia, appartenuti al padre di Georg Thoma, oro nella combinata nordica agli VIII Giochi olimpici invernali che si svolsero nel 1960 a Squaw Valley (Stati Uniti). Tra gli atleti d'antan c'è chi, come Felice Tona, di Chies d'Alpago, in provincia di Belluno (sessantaduenne stile D'Artagnan), sembra immerso più nel passato che nel presente. Costruisce archi monolitici medievali, rievoca episodi storici, edifica muri in pietra. E sfoggia sci norvegesi di 45 anni fa che, solo lui sa come e perché, hanno visto la neve per la prima volta proprio oggi.
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Antonia Monzardo (delle signore non si chiede mai l'età), è riuscita nell'impresa di coniugare la passione per il fondo vintage con lo spirito, diciamo così, vintage della propria esistenza. E' lei infatti l'autrice - e la modella - di una collana di calendari fiemmesi con immagini di una donna sexy d'antan, "per dimostrare - spiega - che la donna è bella nel suo passar del tempo naturale, e non ha bisogno di chirurgia estetica, di silicone, di bottulino o liposuzione". Perché, recita il poeta fiemmese ispirato alla musa Antonia, "quel fisico che canta dà linfa nova parfin a 'n pensionà". Insomma, in Val di Fiemme si sente ancora l'eco delle parole di Anna Magnani che, al suo truccatore, intimò, "lasciami tutte le rughe, c'ho messo una vita a farmele".
Bellissime le donne negli abiti delle nonne, Emma Sandrini, di Ponte di Legno sfoggiava un abito da festa dei primi del Novecento trovato in un vecchio baule abbandonato, berrettino con veletta, corpetto di velluto, gonna nera lunga di lana. Tra i bisonti d'epoca c'era anche un rappresentante della finanza locale. Sì, perché la Val di Fiemme - realtà di montagna in controtendenza che pare non avvertire la crisi - ha addirittura due banche. L'atleta Franco Dellagiacoma è consigliere della Cassa Rurale, un tesoretto di 900 milioni tra conti e depositi. A Predazzo, sede delle "fiamme gialle", non potevano mancare atleti finanzieri, come l'allenatore Roberto Campaci, e il campione di sci orientamento Enzo Macor. Alla story c'era anche Gloria Trettel, direttrice del comitato organizzatore della Marcialonga. "L'ho fatto per verificare la condizione della pista", ironizza. E la pista, nonostante la mancanza di nevicate, è ottima. Grazie a centomila metri cubi di neve artificiale.