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Mayweather-Pacquiao, è la notte della verità

Mayweather e Pacquiao durante la cerimonia del peso (reuters)
Dopo l'enorme carrozzone pubblicitario ed economico che lo ha preceduto, la parola finalmente va ai pugni. Quando in Italia sarà quasi l'alba, a Las Vegas l'incontro più atteso degli ultimi anni
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ROMA - Finalmente i pugni. Quando in Italia sarà quasi l'alba, Floyd Mayweather e Manny Pacquiao saliranno sul ring dell'MGM Grand di Las Vegas per dare vita all'incontro più atteso degli ultimi anni. Un incontro di cui si è praticamente detto di tutto: dall'impressionante giro di quattrini (quattrocento e passa milioni di dollari per un eventi sportivo singolo), a tutte quelle cose di contorno che però attirano così tanto gli appassionati. L'attenzione prima richiamata dal paradenti costosissimo di Mayweather, poi dalla cintura incastonata di smeraldi, quindi dall'aereo che la compagnia filippina ha personalizzato per PacMan. Poi la solita corsa all'esibizione da parte di star di tutte le età che non vorranno mancare a bordo ring: gli adolescenti saranno rappresentati da Justin Bieber, i più maturi da Clint Eastwood e Robert De Niro. Presenti anche Ben Affleck, Mark Wahlberg, Jamie Foxx e Denzel Washington. Tante stelle anche dello sport. Ex star Nba come Charles Barkley, Magic Johnson e Allen Iverson, oltre a Carmelo Anthony. Tom Brady, mito del football, e l'irlandese Rory McIlroy, numero uno del mondo del golf. E poi ancora, ex campioni del mondo dei pesi massimi come il sempre irrequieto Mike Tyson e Evander Holyfield.
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Tra tutte queste curiosità, il rischio è che la boxe venga paradossalmente messa in secondo piano. Evitiamo che accada ed entriamo nei dettagli del match. I due arrivano alla sfida con qualche anno di ritardo, e questo potrebbe influire sulla qualità dello spettacolo. Mayweather si presenta all' appuntamento da imbattuto dopo 47 incontri. E' un pugile integro, che grazie alla eccezionale classe, anche da punto di vista difensivo, non ha mai subito troppi colpi. Manny Pacquiao tecnicamente è l'opposto. La sua boxe è basata, oltre che su una indiscutibile qualità, anche sulla quantità dell'azione: un andare sempre avanti tenendo il ritmo costantemente alto. Una boxe che lo fa amare dalla gente, pericolosa per gli altri ma anche per se stesso: a fronte di 57 vittorie si contano infatti anche 5 sconfitte, 3 prima del limite. La più brutta contro Juan Manuel Marquez nel dicembre del 2012, un ko talmente fulminante che lasciò molti dubbi sulla opportunità di continuare la carriera.

Parecchi anche gli incroci a distanza tra i due, la scelta tra i più significativi dà chiavi di lettura ampie. Quel Marquez che ha fulminato Pacquiao, è stato infatti largamente dominato da Mayweather, ma va anche detto che il filippino ha inflitto pesantissime lezioni a Oscar De La Hoya e Ricky Hatton, che invece con lo statunitense avevano fatto più strada. Insomma, un bel rebus. Sarà un match di strategia: Pacquiao potrà vincerlo se riuscirà a portare Mayweather su ritmi alti, caso contrario lo statunitense, che nei grandi appuntamenti (vedere il match con il messicano dai capelli rossi Alvarez) dà sempre qualcosa in più, farà valere la sua classe purissima. Deciderà il ring, giudice che difficilmente sbaglia verdetto.
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