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''Nessuna calunnia, Barelli resta indagato''. Coni all'attacco contro la Federnuoto

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ROMA - L'infinita guerra Coni-Federnuoto, dove nessuno depone le armi, consuma un altro atto alla vigilia della sfida elettorale internazionale di Paolo Barelli: il presidente della Federnuoto italiana è anche presidente della Len, la Lega europea, e domani deve affrontare la contro-candidatura dell'olandese Erik van Heijningen.
 
Ieri, nel conflitto giudiziario, il campo l'ha tenuto il Coni di Malagò, registrando l'archiviazione delle denuncia per calunnia firmata da Barelli contro il segretario generale del Comitato olimpico, Roberto Fabbricini. Il Gip del Tribunale di Roma, Cinzia Parasporo, ha disposto l'archiviazione: Fabbricini non ha calunniato nessuno depositando in procura nel febbraio del 2014 l'atto che evidenziava seri problemi contabili nei bilanci Federnuoto tra il 2005 e il 2008. Tra le voci, infatti, c'erano i costi per l'utilizzo delle piscine del Foro Italico, sostenuti dalla Fin attraverso contributi statali e poi imputati alla stessa Coni servizi. L'atto di Fabbricini fece aprire un'inchiesta per truffa tuttora in corso, anche se con ipotesi di reato diverse. Indubbio, questo è un colpo a favore del Coni: nessuna calunnia e, anzi, argomenti giudiziari contro Barelli tuttora attivi. Già. Nell'ordinanza di archiviazione il Gip ricorda "le ampie argomentazioni della Cassazione" a sostegno dell'iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Fin per i reati di falso ideologico e malversazione "perché afferenti essenzialmente alla corretta gestione-rendicontazione del contributo in ottica, per così dire, pubblicistica".
 
Barelli, sì, da poco più di un mese è nuovamente indagato per le piscine del Foro Italico, insieme a Massimo Rella, responsabile del settore amministrativo della Federazione nuoto (o, meglio, in questa intricata vicenda sportivo-giudiziaria, non ha mai smesso di esserlo): falso e malversazione. E questo è un altro passaggio pro-Malagò e la sua ipotesi di commissariamento della Federnuoto. Ora si vedrà che cosa intende fare il pm Roberto Felici sul piano delle indagini: in un primo tempo aveva archiviato tutto ma il Gip Sturzo gli ha contestato l'agire e il conflitto tra magistrati è sfociato nella sentenza della Cassazione: Barelli resta indagato e le indagini devono continuare.
 
La Federnuoto ha voluto precisare, ieri, attraverso l'avvocato Giuseppe Bellomo: "Il Coni ha presentato una denuncia in assenza di alcun danno patrimoniale per Coni Servizi e senza attendere l'esito dell'attività ispettiva che avrebbe chiarito come nessuna condotta penalmente illecita fosse stata posta in essere in danno di quest'ultima". Il legale di Barelli annuncia "l'eventuale impugnazione" della sentenza del Gip Parasporo, "non condivisibile né in fatto né in diritto".
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