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Boxe, Di Rocco orgoglio gitano: in Scozia per un mondiale storico

Potrebbe essere il primo rom italiano a conquistare un titolo del mondo. A Glasgow lo aspettano l'idolo di casa Ricky Burns e 10.000 spettatori
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E' bello, con i suoi occhi azzurri che illuminano lineamenti dolci per nulla scalfiti dai pugni. E' bravo, con la sua boxe di grande classe che, unita alla precisione, fa sì che un pugno normale diventi una sentenza per gli avversari. E' l'uomo della storia dei gitani italiani sul ring: è stato infatti il primo a conquistare un titolo europeo. Accadde tre anni fa, a Brindisi contro il britannico Lenny Daws. Cambia scenario ed ancora un britannico sulla strada di un altro record. Domani in Scozia Michele Di Rocco cercherà di coronare il sogno per eccellenza di ogni pugile, quello di diventare campione del mondo. Pesi superleggeri, la cintura in palio è quella della Wba, l'avversario, che sarà sostenuto dai 10.000 della The See Hydro di Glasgow, lo scozzese Ricky Burns.

Il titolo è vacante, e per il pugile di Bastia Umbra rappresenta la fine di un lungo peregrinare tra le varie ipotesi che attualmente offre il mondo della boxe. Inizialmente il match doveva essere negli Usa contro Benavidez, un tipo longilineo dall'allungo inquietante, poi dopo rinvii e cambi di programma, la Scozia. Dal punto di vista ambientale, non un grande affare, perché il pubblico di Glasgow è bollente come pochi nel sostenere i propri idoli. Dal punto di vista tecnico invece, riteniamo che tutto sommato Di Rocco ci abbia guadagnato. Burns avrà pure il pubblico dalla sua -fattore insidioso, può influenzare la giuria-, ma non sta attraversando il momento più fulgido della carriera. Delle cinque sconfitte complessive, a fronte di 39 vittorie e un pari, ben 3 le ha rimediate negli ultimi sei incontri. Uno di quelli che lo ha battuto è il montenegrino Dejan Zlaticanin, che ai primi di giugno negli Usa sarà avversario di un altro italiano, Emiliano Marsili, per il titolo dei mondiale dei pesi leggeri.

Dunque, un discreto periodo per una boxe italiana, data per finita su più fronti. Domani Di Rocco, poi Marsili, senza dimenticare chi il titolo già ce l'ha, Giovanni De Carolis. Il romano lo difenderà il prossimo 16 luglio in Germania, contro il tedesco Zeuge. Chance mondiali, tutte lontano dall'Italia. Perché nonostante un manager di livello assoluto come Franco Cherchi, la boxe italiana i soldi per organizzare eventi di un certo tipo proprio non ce li ha. Viaggiare, viaggiare a ancora viaggiare. Per Di Rocco, orgoglio gitano, non dovrebbe essere un problema anche se la sua famiglia le tende le ha messe da parecchio tempo a Bastia Umbra. Il nonno era un commerciante di cavalli, la nonna leggeva le carte, poi il padre decise che era giunto il momento di fermarsi. Dieci figli, un solo maschio, Michele, che non è sfuggito alle tradizioni della sua gente. Lo ha fatto per sposare Filomena: una 'fuitina' da tradizione, a cui seguirono grandi feste tra le famiglie e tre figli.

Ora il grande momento, giunto a 34 anni dopo una carriera che sembrava in rapida ascesa ma che si fermò su un contrattempo, una sconfitta con Lauri addirittura nove anni fa. Di Rocco ci ha messo parecchio tempo per ricostruirsi, più del prevedibile, ma alla fine i conti sembrano tornare: come dimostrano le pregeveoli difese del tutolo europeo (la più difficile a nostro avviso in Spagna contro Nieto), l'umbro arriva momento migliore della carriera all'appuntamento di svolta. A Glasgow deve dare pugni per tutti: per l'Italia, per i gitani, per abbattere quello stereotipo del pugile fuori dalla regole che troppo spesso -vedere l'ultimo esempio di Mirco Ricci- sale agli onori della cronaca per fatti che con il ring non c'entrano niente. Match di grande interesse che ha smosso una tv che conta: diretta su Fox Sports (canale 204 della piattaforma Sky). Si parte alle 21, Di Rocco dovrebbe combattere intorno alle 23. Per gli appassionati oltre tre ore di ottimo pugilato
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