Aveva sognato che avrebbe messo al tappeto il suo avversario e sarebbe tornato in Italia con il titolo mondiale. Le cose però sono andate diversamente per Michele Di Rocco. Sul ring di Glasgow, dove era in palio la corona vacante dei superleggeri nella versione Wba, Ricky Burns si dimostra un avversario oggettivamente fuori portata per l'italiano. Finisce all'ottava ripresa, quando una serie di colpi, qualcuno anche sporco, dello scozzese manda al tappeto il pugile di Bastia Umbra, che trova anche l'orgoglio per rimettersi in piedi. Ma ormai non ci sono nè le gambe, nè la testa, e la decisione dell'arbitro di decretare il kot appare sacrosanta. Una grossa delusione, è innegabile, considerando anche le premesse. Di Rocco veniva infatti da una lunghissima serie di risultati positivi, e le difese del titolo europeo che deteneva da tre anni non solo erano state sempre convincenti, ma erano andate in crescendo. Di contro Burns, nonostante il curriculum di grandissimo spessore (ha conquistato il terzo mondiale in tre categorie diverse, non è certo un caso), veniva da un periodo piuttosto difficile, che lo aveva visto soccombere in tre delle ultime 6 sfide.
Insomma, era prevedibile una situazione di equilibrio totalmente sconfessata dal ring. Caricato anche dallo straordinario entusiasmo della SSE Hydro Arena di Glasgow (13mila spettatori, attualmente impensabile in Italia una cosa del genere), Burns parte subito forte e su un suo sinistro d'incontro Di Rocco accusa un vistosissimo sbandamento che lo manda indietro nei cartellini. E' comunque il destro dello scozzese che il nostro pugile non riesce a decodificare: un paio nel secondo round lo scuotono, un altro nel round successivo, dopo un sinistro preparatorio, lo manda al tappeto. Di fatto inizia in quel momento l'irreversibilità del punteggio, perché Bunrs si aggiudica anche il round successivo e -dopo un quinto equilibrato- anche il sesto. In pratica, a metà match a Di Rocco resta solo la strada del ko.
Nel settimo round l'unico vero segnale di rivalsa dell'umbro, che piazza qualche buon colpo e strappa la preferenza. Ma è un fuoco di paglia. All'ottavo tempo Burns riaccelera e i giochi sono fatti. "Fallo per la tua famiglia", è l'ultima invocazione nitidamente pecepita dall'angolo di Di Rocco, ma non c'è stato niente da fare. Peccato per la boxe nostrana, che resta con un solo campione del mondo (De Carolis, in Germania il 16 luglio contro Zeuge), peccato per la bella storia personale di Di Rocco. Poteva essere il primo gitano italiano campione del mondo, dovrà invece interrogarsi sui motivi per i quali sul ring è apparso così svuotato.
Insomma, era prevedibile una situazione di equilibrio totalmente sconfessata dal ring. Caricato anche dallo straordinario entusiasmo della SSE Hydro Arena di Glasgow (13mila spettatori, attualmente impensabile in Italia una cosa del genere), Burns parte subito forte e su un suo sinistro d'incontro Di Rocco accusa un vistosissimo sbandamento che lo manda indietro nei cartellini. E' comunque il destro dello scozzese che il nostro pugile non riesce a decodificare: un paio nel secondo round lo scuotono, un altro nel round successivo, dopo un sinistro preparatorio, lo manda al tappeto. Di fatto inizia in quel momento l'irreversibilità del punteggio, perché Bunrs si aggiudica anche il round successivo e -dopo un quinto equilibrato- anche il sesto. In pratica, a metà match a Di Rocco resta solo la strada del ko.
Nel settimo round l'unico vero segnale di rivalsa dell'umbro, che piazza qualche buon colpo e strappa la preferenza. Ma è un fuoco di paglia. All'ottavo tempo Burns riaccelera e i giochi sono fatti. "Fallo per la tua famiglia", è l'ultima invocazione nitidamente pecepita dall'angolo di Di Rocco, ma non c'è stato niente da fare. Peccato per la boxe nostrana, che resta con un solo campione del mondo (De Carolis, in Germania il 16 luglio contro Zeuge), peccato per la bella storia personale di Di Rocco. Poteva essere il primo gitano italiano campione del mondo, dovrà invece interrogarsi sui motivi per i quali sul ring è apparso così svuotato.