Un gigantesco carrozzone con le sembianze avveniristiche della T-Mobile Arena di Las Vegas. Ci saliranno in tanti domani, intorno alle 5 dell'alba italiana: tra loro i protagonisti di uno degli incontri di pugilato (categoria superwelter) più controversi degli ultimi anni, se non altro per la disomogeneità dei contendenti. Da una parte uno dei fuoriclasse dalla tecnica più pura di tutta la storia della boxe: Floyd Mayweather, 40 anni, campione del mondo in 5 categorie di peso differenti. Si è ritirato un paio di anni fa dalle scene dopo aver accumulato una fortuna di 1,3 miliardi di dollari. Nel palmares un record di 49 vittorie, esattamente lo stesso del mito Rocky Marciano. Un primato che però alcuni esperti di boxe considerano, a nostro avviso legittimamente, relativo: in effetti, se è vero che Floyd e Rocky hanno tagliato un bel traguardo, è anche vero che ad esempio Julio Cesar Chavez prima di pareggiare con Whitaker, aveva collezionato una striscia vincente di gran lunga superiore.
Dall'altra Conor McGregor, a 29 anni già leggenda delle MMA, le arti marziale miste: combatte con calci, pugni, gomiti e tanto altro in un ring-gabbia. L'irlandese per la prima volta si cimenta nella boxe, eppure almeno a parole è convinto di fare un sol boccone dell'avversario. Se ci riuscirà è difficile dirlo. Patrizio Oliva in una intervista a Repubblica non ha avuto la benché minima esitazione: "Non c'è storia, Mayweather è un fuoriclasse assoluto, McGregor non lo prenderà mai e rischierà di farsi squalificare".
Assolutamente condivisibile con un unico neo: è impossibile da prevedere, anche per uno degli ultimi veri campioni della attualmente anemica boxe italiana, la condizione dello statunitense. Integro, è integro, visto che in carriera, grazie alla sua straordinaria capacità difensiva, di pugni pesanti ne ha presi veramente pochi: basta pensare che nel pubblicizzatissimo match con Pacquiao del 2015, il folletto filippino di fatto riuscì a colpirlo con un minimo di efficacia solo in una occasione. Il rovescio della medaglia potrebbe essere la curiosa marcia di avvicinamento: Mayweather infatti ama frequentare un po' troppo in ore notturne (del resto non è che il bar lì apra a colazione) il suo locale notturno, circondandosi di avvenenti spogliarelliste. Un particolare sul quale la stampa statuntiense si è fiondata. A questo vanno aggiunte voci di problemi con il fisco americano e le accuse -che però sono un po' da copione - di McGregor, circa la presunta malattia di Floyd per il gioco, con catastrofiche conseguenze sulle pur laute finanze. In effetti, che Mayweather sia un grande scommettitore è risaputo: lui stesso posta sui social le ricevute delle sue vincite, omettendo però (copyright McGregor) quelle delle perdite.
Punture alle quale 'Money', alias che dice tutto, ha replicato con accuse al rivale di essersi fatto delle flebo (peraltro proibite nello stato del Nevada) al fine di rientrare nei limiti di peso. Non dovesse riuscirci, pagherebbe una penale salata, ma la disputa del match non sarebbe comunque a rischio. E ci mancherebbe, visto che per il Los Angeles Times, tra borse (210 Mayweather, 90 McGregor in attesa dei conteggi pay per view), incasso, scommesse e chi più ne ha più ne metta, ha quantificato un giro di soldi di un miliardo di dollari. Ora non resta che attendere. McGregor ha fatto i guanti con parecchi pugili, tra questi il paisà Paulie Malignaggi, ha persino ingaggiato un arbitro tra i più famosi, Joe Cortez, per abituarsi alle regole della boxe. Insieme alla sua notoria ferocia agonistica sono gli argomenti che metterà sul ring per sfidare 20 anni di storia della boxe.
Dall'altra Conor McGregor, a 29 anni già leggenda delle MMA, le arti marziale miste: combatte con calci, pugni, gomiti e tanto altro in un ring-gabbia. L'irlandese per la prima volta si cimenta nella boxe, eppure almeno a parole è convinto di fare un sol boccone dell'avversario. Se ci riuscirà è difficile dirlo. Patrizio Oliva in una intervista a Repubblica non ha avuto la benché minima esitazione: "Non c'è storia, Mayweather è un fuoriclasse assoluto, McGregor non lo prenderà mai e rischierà di farsi squalificare".
Assolutamente condivisibile con un unico neo: è impossibile da prevedere, anche per uno degli ultimi veri campioni della attualmente anemica boxe italiana, la condizione dello statunitense. Integro, è integro, visto che in carriera, grazie alla sua straordinaria capacità difensiva, di pugni pesanti ne ha presi veramente pochi: basta pensare che nel pubblicizzatissimo match con Pacquiao del 2015, il folletto filippino di fatto riuscì a colpirlo con un minimo di efficacia solo in una occasione. Il rovescio della medaglia potrebbe essere la curiosa marcia di avvicinamento: Mayweather infatti ama frequentare un po' troppo in ore notturne (del resto non è che il bar lì apra a colazione) il suo locale notturno, circondandosi di avvenenti spogliarelliste. Un particolare sul quale la stampa statuntiense si è fiondata. A questo vanno aggiunte voci di problemi con il fisco americano e le accuse -che però sono un po' da copione - di McGregor, circa la presunta malattia di Floyd per il gioco, con catastrofiche conseguenze sulle pur laute finanze. In effetti, che Mayweather sia un grande scommettitore è risaputo: lui stesso posta sui social le ricevute delle sue vincite, omettendo però (copyright McGregor) quelle delle perdite.
Punture alle quale 'Money', alias che dice tutto, ha replicato con accuse al rivale di essersi fatto delle flebo (peraltro proibite nello stato del Nevada) al fine di rientrare nei limiti di peso. Non dovesse riuscirci, pagherebbe una penale salata, ma la disputa del match non sarebbe comunque a rischio. E ci mancherebbe, visto che per il Los Angeles Times, tra borse (210 Mayweather, 90 McGregor in attesa dei conteggi pay per view), incasso, scommesse e chi più ne ha più ne metta, ha quantificato un giro di soldi di un miliardo di dollari. Ora non resta che attendere. McGregor ha fatto i guanti con parecchi pugili, tra questi il paisà Paulie Malignaggi, ha persino ingaggiato un arbitro tra i più famosi, Joe Cortez, per abituarsi alle regole della boxe. Insieme alla sua notoria ferocia agonistica sono gli argomenti che metterà sul ring per sfidare 20 anni di storia della boxe.