Sport

Nfl, Londra celebra Brees e il football. Non si ferma la protesta degli inginocchiati

Grande coreografia nel match al glorioso stadio di Wembley. Sorpresa nella altre gare: Brady ko con Newton; i nuovi Rams sconfiggono Dallas; capolavoro Fitzgerald in overtime per Arizona; Blount trascina gli Eagles; Tavecchio ancora perfetto ma non basta ai Raiders

3 minuti di lettura
LONDRA - L'inossidabile classe di Drew Brees, stellare quarterback dei Saints e tra gli uomini simbolo della riscossa di New Orleans dopo l'uragano che la devastò anni addietro, ha illuminato la splendida cornice di Wembley, teatro del match "internazionale" della Nfl.

E da Londra raccontiamo la giornata Nfl, dando ampio spazio, naturalmente, all'evento inglese.

Wembley è stracolmo per la gara tra Saints e Miami Dolphins. Il tempio del calcio inglese è perfettamente adattato all'altro football, quello americano. Festosamente addobbato.

C'è tutto. Ma proprio tutto. Niente è lasciato al caso. Dalle coreografie esterne agli stacchi musicali. Alla sicurezza, autentica e purtroppo necessaria ossessione. Controlli ripetuti, divise sempre pronte a materializzarsi in un amen e niente deroghe alla possibilità di entrare con un qualsivoglia bagaglio.

Niente da fare. Chi lo ha deve lasciarlo in un hangar custodito e se proprio deve portarsi un tablet o qualcos'altro, può farlo unicamente usando una busta di cellophane trasparente, di modo che si veda il contenuto, soggetta sempre a nuove possibili ispezioni.  

Le file, che appaiono lunghe all'ingresso dello stadio, sono in realtà rapide e ordinate. Il merchandising vende ogni genere di prodotto, vanno a ruba le tazze per il latte così come le magliette di Brees, i portachiavi celebrativi e le t-shirt coi nomi degli atleti.

La statua di Bobby Moore assiste austera all'invasione allegra e colorata dei fan europei del football. In gran parte vestono le maglie di New Orleans e Miami ma c'è ampio spazio per tutte le altre franchigie, nessuna esclusa. Pochi lo immaginano ma il pallone con cui si gioco nasconde un micro chip. E' l'ultima trovata dell'accordo tra la Nfl e l'azienda americana Zebra, specialista nel seguire scientificamente (tracciare, in linguaggio tecnico) le traiettorie e anche i movimenti degli atleti. Una partnership di grande interesse e sviluppo sia nel campo dei coaching staff che dei media televisivi che vi racconteremo nei dettagi in un altro articolo. L'ennesimo segnale di uno sport che trova sempre nuove vie legate alla tecnologia con partner qualificati e attenti.

Davanti a un gran pubblico va in scena anche in Europa la protesta degli inginocchiati contro le violenze razziali della polizia in Usa. Argomento discusso e complesso che ha sicuramente il merito di sottolineare cosa sta avvenendo, e non da ora, va detto, negli States. Tre atleti dei Dolphins restano inginocchiati. Il team dei Saints, invece, lo fa, al completo, prima dell'inno nazionale per poi scattare in piedi. Nonostante i tweet al vetriolo di Trump, è un fatto che il presidente dovrà fare i conti a lungo con tutto questo anche in ambito sportivo. 
 
Si parte e si capisce da subito che sarà un pomeriggio molto complicato per entrambi gli attacchi. Dominano le difese e la gara è intensa e resta a lungo in bilico. Qualcuno potrebbe obiettare sulla mancanza di drive particolarmente vibranti nel corso dell'incontro ma posso assicurarvi che, vedendo le squadre dal vivo, si colgono situazioni differenti e più autentiche, si ha una percezione particolare della qualità dei giocatori in campo e poi vedere all'opera un fuoriclasse assoluto (Brees, dobbiamo ripeterci, ormai più vicino ai 40 che ai 30 anni, un fenomeno) e apprezzare l'intensità del match è davvero una gratificante sensazione. Jay Cutler, strappato alla pensione e a un microfono da commentatore tv dall'infortunio in preseason del qb titolare dei Dolphins si fa intercettare in end zone. Poi una traiettoria che di Brees che potrebbe fruttare i sei punti viene interrotta da un cornerback di Miami. I primi due quarti stanno per terminare senza neppure una segnatura un field goal dei Saints proprio in chiusura segna i primi tre punti del tabellone.

Il terzo quarto si apre col touchdown che indirizza la partita. Brees, che colpisce per leadership, intatta rapidità e pulizia nel rilascio del pallone e grande visione di gioco, ha scaldato i motori. Sul 10-0 si attende una replica di Miami ma i suoi più talentuosi giocatori, Ajaiyi su tutti (famiglia nigeriana e infanzia proprio a Londra) non trova varchi e la sua linea offensiva va sempre peggio man mano che il match prosegue.

Intanto sui due enormi tabelloni che rimandano i replay delle azioni, tra un drive e l'altro, è spettacolo. Si va dalla "kiss cam" (una coppia inquadrata a sorpresa deve baciarsi) a una sorta di gioco delle tre carte ma con i caschi e il pallone da football: "helmet shuffle".
 
Si arriva agli ultimi quindici minuti di gioco e Brees sembra sempre più padrone del campo mentre Cutler stenta maledettamente. Un field goal di Lutz aumenta il vantaggio di New Orleans che chiude la partita col td di Kamara. Finisce 20-0 per New Orleans, meritatamente.Thomas, autore del primo td, è eletto Mvp del match. Drew Brees chiude con 268 yard, 2 td e zero intercetti. Bene anche Ingram. Non pervenuto l'ex stella Peterson, pochi giochi e molto tempo sulla sideline. 

L'icona Dan Marino non avrà certo sorriso davanti alle enormi difficoltà dell'attacco di Miami e all'incapacità di Cutler di trovare soluzioni. Deluso Ajayi, che ci teneva da matti a far bene qui. Torna negli States con poche yard, molti placcaggi e un solo bel ricordo: l'abbraccio e le belle parole dell'ex campione dell'Arsenal Thierry Henry.   

Wembley saluta per quest'anno la Nfl. E' stato un altro enorme successo. Va così da anni ormai. Bello vedere le maglie verdi dei fan Dolphins e quelle bianche dei tifosi Saints incamminarsi insieme verso la metropolitana e provare qualche artigianale lancio.Rispetto e condivisione. Mai visto nei nostri stadi di calcio. Purtroppo, mai.

Lorenzo Ruggiero, il disegnatore della Marvel autore ormai di diverse tavole sul gioco dei touchdown è rapito dall'atmosfera e dalla complessità e strategia del gioco. "Inimmaginabile nel nostro sport nazionale", ripete più volte mentre lasciamo Wembley, quasi incredulo. Già, questo è il football, fortunatamente, replico. 
I RISULTATI
SEATTLE      46 Indianapolis  18
DENVER       16 Oakland       10
Philadelphia 26 LA CHARGERS   24
TAMPA BAY    25 NY Giants     23
ARIZONA      18 San Francisco 15 (OT)
HOUSTON      57 Tennessee     14
NY JETS      23 Jacksonville  20 (OT)
Carolina     33 NEW ENGLAND   30
Detroit      14 MINNESOTA     7
Buffalo      23 ATLANTA       17
Pittsburgh   26 BALTIMORE     9
Cincinnati   31 CLEVELAND     7
LA Rams      35 DALLAS        30
New Orleans  20 MIAMI         0
Giovanni Marino
@jmarino63
g.marino@repubblica.it