Sci, Mondiali di Are: Paris oro in superG, quarto Innerhofer
dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICO
Dominik Paris (ap)
L'azzurro conquista il titolo iridato in Svezia precedendo il francese Clarey e l'austriaco Kriechmayer, argento ex aequo: ''Un anno magico''
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ARE - Il gigante azzurro è d'oro: Dominik Paris vince il superG di Are, suo primo titolo mondiale, allungando le sue braccia svelte e pesanti nel regno della velocità. Il carabiniere della Val d'Ultimo, 29 anni, partito col pettorale numero 3 (lo stesso di Sofia Goggia nel superG che le è valso l'argento) dopo alcune imprecisioni su un tracciato con molti dossi e tortuoso, con visibilità piatta e alla luce dei riflettori che solo dal pettorale 20 è stata illuminata da un sole fioco, ha aggredito la gara soprattutto nella seconda parte e ha tagliato il traguardo in 1.24.20. "E' stato molto difficile con questa visibilità e le onde: è stata una guerra. Si vedeva zero per terra ma in qualche modo sono riuscito a mollare. Si vede che tutti fanno fatica". Si è visto: dietro di lui due argenti a pari merito (non si assegna dunque il bronzo) con un ritardo di 9 centesimi: il francese Johann Clarey, 38 anni, alla sua prima medaglia internazionale e l'austriaco Vincent Kriechmayr, 27 anni, anche lui per la prima volta su un podio extra coppa del mondo.
Per l'Italia c'è anche Christof Innerhofer ottimo (e amaro?) quarto a 0.35: il Winnerhofer di Garmisch 2011 (3 medaglie tra cui l'oro in superG, l'ultimo per la nazionale), è deluso a metà: "Fare quarto è come fare ventesimo. Purtroppo contano solo le medaglie ma a volte bisogna fare un quarto posto per vincere". Mattia Casse è 8° (a 0.50) mentre Matteo Marsaglia finisce fuori.
Sci, il superG d'oro di Dominik Paris
Italia sul gradino più alto del podio ai Mondiali di sci di Are, in Svezia. Dominik Paris ha vinto il titolo iridato in superG precedendo il francese Johan Clarey e l'austriaco Vincent Kriechmayr. Per Paris si tratta del primo titolo mondiale in carriera dopo l'argento conquistato in discesa nel 2013 a Schladming.
Per l'Italia c'è soprattutto la rottura di un digiuno che per i maschi jet durava da due mondiali (zero titoli sia a St. Moritz 2017 che a Beaver Creek 2015). In quello precedente, a Schladming, Paris vinse l'argento in discesa. Ed è anche, appunto, il primo titolo da quello vinto a Garmisch 2011 da Innerhofer. La medaglia più bella torna in Italia col ragazzo da sempre promesso ma che, a parte i risultati eccellenti sulle sue piste preferite, soprattutto Kitzbuehel e Bormio, non aveva mai dimostrato la continuità e la determinazione di questa stagione: in coppa del mondo ha già collezionato 6 podi compresi tre successi (sulla Streif di Kitz e a Bormio, appunto). "E' davvero un anno magico. Dopo i successi in coppa, in questa gara non avevo punti di riferimento e al traguardo non ero certo della bontà della mia gara. Sono andato a tutto gas ma, nella parte finale, ho dovuto correggere, perdendo tempo e velocità. Poi è stata una lunga attesa per vedere se qualcuno sarebbe stato più bravo di me".
Non c'è stato. "Il sogno delle medaglie c'è sempre, ultimamente non ci ero riuscito. A Schladming (nel 2013, ndr) ho fatto argento, questo oro mi dà tanto. Sono riuscito a trovare il feeling giusto. Non è finita qui? Abbiamo iniziato bene, ieri è andata bene con Sofia e anche oggi. Speriamo di continuare così".
Su un tracciato partito regolarmente dall'alto dei suoi 1033 metri (a differenza della gara femminile)), a -16 gradi, disegnato dal norvegese Nydegger che però non ha favorito i vichinghi compreso il 36enne e 8 volte medagliato ai campionati Aksel Svindal (16°) che ha già annunciato l'addio dopo i Mondiali, Domme com'è detto per la sua stazza da 100 chili ha portato giù tutto il peso di un anno magico. E dire che, come molti altri atleti, ha passato una vigilia che ha definito "non normale" dopo aver viaggiato per 24 ore per raggiungere la Svezia: i bagagli con tutte le attrezzature sono arrivati in ritardo, il che ha impedito a lui e agli altri di fare sciate con i propri materiali. La prova di discesa annullata per tutti, vista la stanchezza per l'odissea vissuta: "Sono arrivato qui senza fermarmi un giorno, sono partito da Innsbruck e siamo stati fortunati io e Feuz a beccare l'ultimo volo per Oestersund. Normale non lo è stata la vigilia, domenica non ho fatto nulla perché non avevo il materiale, ma sono comunque tranquillo" ha detto Paris prima della gara. La forza tranquilla, si è vista dopo.