Dodici atleti squalificati tutti insieme, venerdì 7 novembre, è probabilmente un record, ma anche, forse, l’atto finale della lunga vicenda che ha reso la Russia uno stato canaglia del doping a partire almeno dagli anni Dieci del Duemila.
I 12 squalificati
L'Athletics Integrity Unit ha affermato che la dozzina di atleti squalificati è “l’ultimo gruppo" di casi di doping insabbiati dal laboratorio antidoping di Mosca. Tali prove, insieme alle conclusioni dell'investigatore Richard McLaren, "hanno portato alla luce lo scandalo del doping russo sponsorizzato dallo Stato", ha affermato l'AIU in un post su X. Il governo russo ha sempre negato ogni illecito.
Gli atleti coinvolti
Elena Kotulskaya, medaglia d'argento agli Europei indoor negli 800 metri nel 2013, è il nome più importante. Il dispositivo dell'AIU afferma che la mezzofondista è stata sospesa per quattro anni in relazione a presunti insabbiamenti riguardanti tre diversi campioni positivi del 2013. I 12 casi sanzionati riguardano l'intera gamma di eventi di atletica leggera: velocità, marcia, salto. Quattro degli atleti erano già stati squalificati in precedenti casi. Per una di loro, la mezzofondista Svetlana Karamasheva, si è trattato della terza squalifica per doping della sua carriera. I casi riguardavano insabbiamenti di casi di doping risalenti addirittura al 2013 e riguardavano vari steroidi e sostanze proibite. La Russia rimane esclusa dagli eventi dall'atletica leggera internazionale a causa dell'invasione dell'Ucraina. World Athletics e l'AIU hanno già espresso preoccupazione su come garantire parità di condizioni in materia di doping quando la Russia verrà finalmente riammessa.